Nel fodero del tuo corpo
custodisco la mia immagine.
E mi imprigiono sempre di più
nei tuoi istinti e nei tuoi aliti.
E stando dentro di te scopro la vita
e il sole, il mare e l'amore.
E fuoriuscendo da te conosco il nero,
il tetro e il sangue del dolore
gelido nelle sue vene, incolore nei suoi occhi.
E ti bacio.
Cerco di riparare anche la mia lingua nel sarcofago
del tuo sospiro.
E ti accarezzo, convinto che ti ruberò il corpo
per farlo eternamente mio.
Talmente egoista da odiare la tua anima
perché possiede il tuo corpo.
Talmente incoerente da detestare il tuo corpo
perché può vivere per sempre con la tua anima.
E in questo moto perpetuo nel gesto
e terminabile nel tempo
cerco l'arrivo, il porto sicuro del tuo gemito,
del tuo amore.
E dopo tutto questo amore
e dopo tutto questo eros,
piove...
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