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mercoledì 15 gennaio 2020

LA STESSA PORZIONE DI CIELO


(fonte: qui)






- Solita panchina?
Ok -


La conversazione tramite messaggistica istantanea, come sempre, fu tra i due molto asciutta.
Non amavano eccedere nelle parole in chat. Preferivano la vita vera.
Si ritrovarono alla solita panchina. Lei avrebbe fumato, lui avrebbe guardato il panorama. Gli accordi erano semplici: parlare tanto e con franchezza, senza toccare due argomenti in particolare. Per il resto, tutto era consentito.
Anna inspirò la sua Lucky Strike e poi disse - Era tanto che non ci vedevamo. Sei sparito.
Lui rise - In effetti, se ci penso, non ho capito se mi sono mai palesato.
- Anche questo è vero, ma l'hai voluto tu.
- Come ti piace ripetermelo eh?
- Mi fa sentire in una posizione di dominanza - rispose ridendo lei. - Sai a cosa pensavo? - continuò.
- A cosa?
- Perché siamo amici?
- Da quando siamo amici?
- Non lo siamo?
- Secondo me no.
- E cosa saremmo?
- Me l'hanno già fatta questa domanda.
- Lo sai che non dobbiamo parlare di quella cosa.
- Lo so.
- Allora? Cosa siamo?
- Due corpi diversi che condividono la vita.
Anna inspirò ancora - Mmh! Più precisamente?
Mirko guardò il cielo - Due corpi diversi che condividono la vita. Come il Sole e la Luna. Condividono lo stesso cielo, eppure ognuno ha il suo tempo e la sua forma e il suo spazio, ma restano singolarmente indissolubili.
- E noi condividiamo lo stesso cielo?
- Tutte le volte che, quando sei triste, chiedi o cerchi il mio aiuto. Ovunque saremo, guarderemo la stessa porzione di cielo.
Il cellulare di Anna cominciò a suonare. Lei guardò il display - Devo andare.
- Lo so.
La ragazza spense la sigaretta sul marciapiede - Vado.
- Mi raccomando a te - chiuse Mirko.
- Tanto saprai sempre come sto.
- E perché? - domandò lui stranito.
- Perché quando avremo bisogno, ovunque saremo, guarderemo la stessa porzione di cielo.

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