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venerdì 24 gennaio 2020

QUALCHE GIORNO IN PIU'

(fonte: qui)



Quella vacanza era proprio servita.
Questo pensò Marco seduto nella metro che lo stava portando alla fermata da cui poi avrebbe raggiunto l'hotel.
Madrid, la Capital, aveva conservato il suo fascino. Grande, elegante e piena di quella vita che solo la Spagna sa regalare.
L'estate era davvero esplosa e si respirava nell'aria una felicità che, a tratti, aveva contagiato anche lui.
Arrivato nella hall, salutò educatamente la receptionist e si diresse verso l'ascensore. Premette il pulsante corrispondente al suo piano e attese di arrivarci giocando un po' col cellulare.
Si divertì col sentire le voci delle ragazze nell'ascensore attiguo che scherzavano fra di loro.
Uscì e si diresse alla sua sinistra. Arrivato davanti alla porta della sua camera, mise la mano nella tasca destra del pantalone per prendere la scheda magnetica e, nel mentre, risentì le voci delle ragazze.
Si voltò per osservarle e restò di sasso, nella stessa misura in cui ci restò Anna.
Cosa dici alla persona che non vedi da anni, e che ti ha segnato, in un corridoio di un hotel a Madrid?
- Dovremmo dire qualcosa - disse Anna.
- Proporrei un classico che ci fai qui? 
- E' un inizio.
Sorrisero.
- Sono in vacanza con le mie colleghe di lavoro.
- Bene. Sono contento. Io, invece, ho deciso di staccare un po' la spina.
- Hai fatto bene.
Decisero di entrare nelle rispettive camere. Anna si voltò sperando che lui glielo chiedesse. E così Marco fece.
- Se dopo non hai nulla da fare, magari facciamo due chiacchiere.
Anna, che dava le spalle al ragazzo, sorrise. Si girò verso di lui e con aria sufficiente rispose - Dipende da quello che devo fare stasera. Nel caso, comunque, va bene.
Si salutarono, convinti intimamente che si sarebbero visti.
La notte arrivò con il suo carico di afa e cocktail.
Marco era nella hall. Tornato da un locale molto in voga, si domandava come avrebbe fatto a rivederla. Non aveva più il suo numero di cellulare e contattarla sui social gli sembrava una manovra da chi vuole scrivere ad una ragazza solo per andarci a letto.
Restò a fissare il soffitto della hall, finché una voce gli disse - Avevi già fatto troppo oggi. Toccava a me ora fare qualcosa.
Marco si girò e la vide.
- Tu che mi riconosci un merito!? Quanto hai bevuto?
- Il giusto per dirti che sei un idiota.
Si guardarono, poi Anna disse - Ok, portamici.
Il ragazzo aggrottò le sopracciglia.
- Al bar sul tetto.
- Sono così scontato?
- Sei semplicemente tu, e io conosco i tuoi gusti.
- Ok, sono scontato.
- Andiamo.
I ragazzi presero l'ascensore e si diressero all'ultimo piano dell'hotel. Il bar era aperto e alcuni ospiti erano seduti a chiacchierare e bere, godendosi il panorama di una Madrid illuminata.
Anna ordinò un analcolico alla frutta, Marco un Hemingway Martini.
Parlarono e risero un po' guardando l'orizzonte e sorseggiando dai bicchieri.
- Sembra ieri che passavamo ore a parlare.
- E invece ieri non è.
- Qualche giorno in più.
- Qualcuno tanto.
I cocktail finirono e i ragazzi si fissarono il tempo necessario al ghiaccio per sciogliersi.
Lei si avvicinò e diede un bacio sulla bocca a Marco. Semplicemente le labbra a toccarsi. Tre secondi: il tempo perfetto del bacio più dolce.
Anna fece per andare via, ma Marco la fermò con la domanda - Secondo te fra quanto ci rivedremo?
- Mmh.. vent'anni penso. Oppure....
-... qualche giorno in più.
- Qualcuno tanto.
- Buonanotte Anna.
- Buonanotte.
Il giorno dopo, Marco preparò la valigia. Il check-out era possibile sino alle 10.30.
Andò per aprire la porta e notò un bigliettino. Lo prese e lo aprì.
E' stato bello fare l'amore con te ieri.
Si ricordò del momento in cui si erano guardati negli occhi. Loro l'amore lo facevano così.
Mise il fogliettino nella tasca della giacca. Chiuse la porta della stanza e andò via, consapevole che vent'anni dopo un uomo e una donna, che si portavano rispettivamente in una parte imprecisata dei loro cuori, avrebbero fatto l'amore in qualche parte imprecisata del mondo.

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