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giovedì 23 gennaio 2020

LA LEZIONE DI PIANOFORTE

(fonte: qui)





Margherita era seduta e guardava attentamente Enzo al piano, come se nulla fosse accaduto.
Il maestro di pianoforte, intanto, continuava a suonare la melodia che tanto piaceva alla giovane, con tutto il trasporto che poteva.
Da quando la grave malattia l'aveva resa sorda, Margherita non aveva più fatto lezioni di pianoforte, ma aveva preteso che il maestro continuasse ad andare da lei.
Era affezionata a lui. Così aveva giustificato quella scelta. Enzo, però, era più che affezionato.
Quel giorno, mentre suonava, cominciò a parlare alla ragazza.
- Sto suonando per te, eppure non senti. E non parlo delle semplici note. Ma di tutto quello che questi suoni portano con sé. Tutto il mio amore Margherita, tutto il mio meraviglioso e spaurito amore per te. Per te che sei sorda ai miei palpiti, tanto quanto io sono miope ai sentimenti. Sempre sfocati, non sono mai stato in grado di vederli nitidamente per riconoscerli. - Le dita continuavano a viaggiare sui tasti - Perché mi guardi? Perché ti dispiace perdermi? Perché mi hai catalogato ad amico? Perché mi osservi? A che serve questo osservarmi se sono solo vibrazioni? -.
Enzo sentì il peso del finale della melodia. Sarebbe stato capace di suonare tutta la vita pur sapendo che quei suoni non sarebbero mai arrivati a destinazione.
Ma l'amore è un po' questo pensò Fare l'impossibile per un'illusione più dolce di una realtà amara.
D'un tratto sentì la mano di Margherita sulla sua spalla. Era il segnale che la lezione era finita.
Lui smise di suonare e la guardò. Lei gli sorrise.
Margherita prese un foglio e scrisse - Vederti suonare mi rende felice. Sono davvero pochi i giorni della settimana quando hai qualcosa che ti rende felice -.
Enzo trattenne quel ti amo strozzandolo in gola. Prese la penna e, sotto quanto aveva scritto lei, rispose - Anche le note sono sette, eppure guarda quanti milioni di combinazioni si possono creare. E, come loro, milioni potrebbero essere le volte in cui suonerei per te se solo me lo chiedessi. -
Lei lesse la risposta e sorrise di un sorriso amaro. Lui andò via.
La settimana successiva, Enzo e Margherita erano lì, nella stessa stanza.
Il maestro suonava mentre la ragazza pensava a come sarebbe potuto essere se, oltre a quelle note, fosse stata in grado di sentire quell'amore.

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