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giovedì 28 settembre 2017

I racconti del Vernacolo - pt. 2

(l'immagine è tratta dal sito http://www.adrianabiase.it/2014/02/la-psicoterapia-spiegata-a-mia-nipote-di-5-anni/)


Subito dopo il racconto, nonno Erminio spiegò bene bene quasi tutte le regole principali degli scacchi al nipote.
Dopo la storia di Milite, Alberto sembrava più attento e meno focoso.
Finiti gli ultimi consigli, Erminio disse che finalmente si potevano utilizzare le pedine.
Cominciò, con l'ausilio del bambino, a posizionare tutti i vari pezzi sulla scacchiera nell'ordine in cui dovevano essere collocati.
Ad ogni pezzo posizionato, il vecchio chiedeva al nipote il nome, la sua collocazione, il suo movimento.
Voleva capire se davvero Alberto avesse appreso quanto da lui detto fino a quel momento.
Venne il momento di giocare e l'anziano spiegò al bambino l'apertura.
- Come ogni cosa della vita, anche negli scacchi l'inizio è una cosa fondamentale. Una buona apertura ti permette di espandere i pezzi in tutto il campo da gioco. Una pessima apertura, invece, compromette tantissimo la tua partita -.
- E ora che faccio? -.
- Devi muovere un pezzo. Devi cominciare -.
- Non so proprio che fare nonno. Ogni pezzo mi sembra quello sbagliato -.
- Devi ricordati che ogni singolo pezzo ha due ruoli: difendere il tuo re e lottare per vincere l'altro -.
- Ma tu sei più bravo di me e vincerai -.
- Forse ora, ma non domani. A poco a poco tu diventerai sempre più forte e un giorno tu batterai me -.
- Ho paura - disse timido Alberto.
- Non devi avere paura, altrimenti farai la fine di Gino detto Leone -.
- E che cosa ha fatto questo Gino? Ha perso agli scacchi? -.
- No, ha fatto qualcosa di peggio. Qualcosa che ogni uomo non dovrebbe mai fare: perdere tempo per la paura -.
- E come si perde tempo? -.
- Ora te lo racconto -.
Entrò la nonna in quel momento che, guardandoli, disse ironicamente - Ma cosa avrete mai da dirvi sempre tutti e due -.
- Calma donna! - replicò con lo stesso tono nonno Erminio - Stiamo per partire di nuovo -.
- E dove andate stavolta? - domandò lei.
Erminio guardò Alberto negli occhi e disse - Ti porto sull'isola d'Elba -.

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