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Nonno Pino aveva una barchetta rossa.
Una barchetta rossa che non l'aveva mai abbandonato. L'aveva chiamata Camilla, come sua moglie.
Lei, invece, sì. L'aveva abbandonato. Tre anni prima. E, ogni volta che prendeva la sua barchetta rossa e ci leggeva il nome sopra, provava quel senso di rabbia che prova solo chi è stato abbandonato.
Non me lo dovevi fare questo pensava tutte le volte.
Camilla si era fatta acchiappare dalla morte. Come quando si gioca da piccoli a guardie e ladri. La morte, per Pino, era un po' così: un continuo correre sperando di non farsi acchiappare.
Era facile riconoscere nonno Pino in mezzo al mare. In quell'immensità di blu che creavano il cielo e il mare nelle giornate di sole, la barchetta rossa di nome Camilla si stagliava bella e definita. Come un rubino incastrato in una collana meravigliosa.
Quella mattina, uscì con la barca alle 10.30, non curante del meteo o previsioni varie. Uscì e basta.
Aveva smesso di fare il pescatore da quando sua moglie non c'era più. In verità, da quel momento, aveva smesso di fare tutto. Tutto tranne che uscire con la barca. Uscire con Camilla era rimasta l'unica gioia. Ci parlava, l'accudiva, la lavava. Un po' come aveva fatto anni prima con la moglie fino a che la malattia la portasse via.
Arrivato al suo solito posto in mezzo al mare, lanciò l'ancora e restò a guardare la costiera Amalfitana. Prese il solito libro e cominciò a leggerlo ad alta voce. Leggere il libro era il rito quotidiano che faceva con la moglie prima di andare a dormire. Ogni sera le leggeva pagine dello stesso libro: Cuore. Anche se, negli anni, lo avevano finito tante e tante volte. Lo avevano puntualmente cominciato. "Come il cuore vero" soleva dire Camilla "Lui batte sempre a ripetizione. E, alla stessa maniera, noi leggiamo questo bel libro." Ricordava l'infanzia, gli amori, la gioventù. Un'epoca di valori e sogni che col tempo si era spezzata sotto la scure della vita e che solo i libri hanno il potere di poter rinverdire.
Lesse il racconto della giornata. Lo lesse con tanta forza e passione che non si accorse che non solo era andato molto a largo ma anche che il meteo era drasticamente cambiato.
Quando se ne accorse, però, il mare era talmente grosso che, per la piccola Camilla, rientrare era davvero difficile. Provò ad accendere il motore, ma questi non dava cenni di ripartenza. Decise, allora, di usare i remi. Vecchio uomo, vecchio stile.
Cominciò a remare, ma più remava e più si allontanava. E più si allontanava e più remava.
Vide il libro che, intanto, per la forza del vento, sfogliava le pagine in maniera casuale.
Non posso non finire il racconto pensò. "L'infermiere di Tata" andava concluso. Camilla non poteva non avere il suo racconto. Cominciò a gridare il racconto, mentre l'urlo del vento e la pioggia gli rendevano difficile il tutto. Continuò senza sosta: una frase, una remata; una remata, una frase. Finché qualcosa non gli fece perdere il ritmo. Vide il libro volare via dalla barca e cadere nel mare.
Quel libro cuore. Ciò che teneva ancora legato a Camilla. Il libro che lei aveva comprato quando si erano fidanzati.
Non ci pensò due volte e, dimenticandosi dei suoi 78 anni, si lanciò nel mare per recuperarlo.
Le onde lo travolsero immediatamente, eppure lui riuscì a recuperare il libro tenendolo stretto a sé come una persona da salvare.
Lo guardò, si sentì soddisfatto e poi vide tutto diventare blu.
Mentre Pino scendeva nel fondo del mare, vedeva la sua Camilla continuare a danzare sul pelo dell'acqua. Dentro, invece, tutto sembrava calmo.
Forse è così la morte pensò.
Vide tutto farsi sempre più blu e quell'oggetto rosso diventare sempre più piccolo.
Ora tocca a te leggere pensò Pino. Stasera potrò darti la buonanotte amore mio.
E così fu.
Il giorno seguente Camilla fu ritrovata ad Amalfi.
E lì restò ad attendere un libro, una persona, un amore.

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