(fonte: qui)
Quella sera di dicembre, Piazza Sant'Oronzo aveva un po' più della sua classica atmosfera natalizia.
Le luminarie installate per festeggiare il Santo Natale, rendevano tutto più magico.
Mattia lo percepì subito camminando per la piazza e fermandosi, ogni tanto, ad osservare le coppie e gli amici felici che scattavano selfie con i loro cellulari.
Sorrise Mattia, "è tutto così terribilmente bello quando hai una mancanza nel cuore. In quei momenti credi di sentire tutto l'amore e il dolore del mondo" pensò.
La gente gli impedì di camminare per un po'. Tutti ammassati nello stesso punto in cerca dello scatto perfetto.
Dopo alcune movenze, riuscì a divincolarsi e ad uscire dalla fiumana di gente.
Riprese a camminare costeggiando il meraviglioso teatro. Una rapida occhiata a quella stupenda struttura, poi volse di nuovo lo sguardo davanti a sé. E restò di sasso.
Angelica era proprio di fronte a lui. D'istinto, i suoi occhi guardarono intorno alla figura della ragazza, come se sperasse di trovare qualcuno. Lo avrebbe esonerato dal porgere un finto saluto. Non era mai stato capace di fare quella cosa. Se amava una persona, non riusciva a modulare i rapporti. O bianco o nero. Amici mai, come la vecchia canzone.
Non vide nessuno e si sentì stupido perché, da quando l'aveva vista, non aveva più mosso un passo.
Angelica, dal canto suo, schiuse le sue bellissime labbra. Sorrise. Lo aveva sempre trovato dolcemente imbranato.
La ragazza capì che doveva avvicinarsi. Dopotutto, per Mattia, rivederla era sicuramente uno shock. Dalla sera in cui gli aveva detto che sarebbe andata a convivere con Vito, non si erano più visti.
Mosse i passi verso di lui e non ebbe nemmeno il tempo di salutarlo che subito lui incalzò.
- Che ci fai qui?
- Buonasera a te Mattia.
- Che ci fai qui?
Angelica capì la sua difficoltà - Calmati! Sono venuta qui per te.
- E cosa vuoi da me?
- Devo darti una cosa. Domani è un giorno importante per te. Firmi il contratto con quella multinazionale vero?
- Come lo sai?
- Ha importanza?
- Per te ha importanza questo evento?
-Sì. Tantissima.
Mattia sbuffò - Senti io vado. Non voglio metterti nei casini con il tuo uomo.
-Vito è tornato a Parigi. Sono venuta di nascosto qui per te. Torno a Parigi fra due giorni. Volevo lasciarti questa.
La ragazza prese uno scatolo lungo e lo porse a Mattia.
- Se è quello che penso, non la voglio - disse il giovane.
- E' quello che pensi. E devi prenderla.
- Quella penna l'abbiamo ordinata insieme. Serviva per firmare le nostre cose importanti.
- E, infatti, servirà per qualcosa di importante.
- Senti devo andare via - disse il ragazzo visibilmente commosso.
Mattia cominciò ad avviarsi, ma fu fermato dalla voce di Angelica che alle sue spalle, in quel momento, gli domandava - Perché non possiamo volerci bene come tutti Mattia? Perché devi sempre complicare tutto?
- Perché ti amo Angelica - sbottò lui girandosi. - Perché ti amo e non ho intenzione di vivere nell'illusione tutta la vita.
- Che illusione? Io sono qui per te, perché sei una persona importante.
- Appunto! Sono una persona importante. Tu sei la persona che amo. - pausa.
Sospiro - Sai qual è stato il mio più grande errore Angelica? Credere che tu fossi innamorata di me. E in questo errore ci sei caduta anche tu. Credevi di essere innamorata di me, quando invece eri solo innamorata del cambiamento che stava nascendo in te. E quando tutto si è compiuto, e il mio lavoro è finito, mi hai abbandonata e sei andata via con Vito -.
- Stai svilendo quello che siamo stati Mattia, lo sai anche tu -.
- No. Non sto facendo proprio nulla. Sto solo dando il giusto nome alle cose. Io non ero un uomo, ero un cambiamento. Ma i cambiamenti hanno un tempo in cui esauriscono il loro potere. Come me. - Mattia guardò lo scatolo e ci immaginò la penna dentro.
- Sai cosa amavo di più quando stavo con te? Il momento in cui mi correggevi.
- Addirittura.
- Ricordi Natale scorso? Quando in cucina preparavamo le pettole e tu mi bacchettavi su come le facessi?
- Sì certo - rispose lei malinconica.
- Adoravo essere corretto da te. Sentivo di diventare migliore. E' stupendo sapere di essere totalmente attaccati ad una persona. Era un orgoglio per me vivere quella cosa. Ogni tua correzione era per me un passo in più verso la felicità. Questo è amare: sapere di dipendere senza essere schiavo. Sapere di crescere senza sentirti inferiore.
Angelica guardò lo scatolo - Non ti ho mai creduto inferiore.
- Lo so, ma ora sei qui a cambiare o a tentare di cambiarmi.
- I rapporti cambiano.
- Sì, probabilmente. Ma qui non c'è niente che deve cambiare. Semplicemente perché non c'era un rapporto. Tu hai avuto un cambiamento, io l'ennesima sconfitta. Non puoi cambiare nulla perché nulla c'è da cambiare.
Restarono alcuni secondi in silenzio a guardarsi. Mattia si perdeva negli occhi di Angelica. Li osservava sperando di vederci un barlume di amore dentro.
Chiuse gli occhi per un attimo, prese un respiro. Si decise a dirle un ennesimo "ti amo".
Quando si decise, la vide andar via mentre al telefono diceva "Sto andando alla macchina, ci sentiamo tra un po'. Ti amo anche io".
Mattia guardò alla sua destra il Teatro Romano.
Pensò che a distanza di tempo, quella struttura continuava ad essere il palco di molte tragedie.

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