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giovedì 28 novembre 2019

IL CONTADINO


(fonte: qui)





Il contadino Victor finalmente era riuscito nel suo intento.
Aveva colmato un secchio con le gocce delle piogge che avevano imperversato nella città della sorella Jasmine.
Con il calesse, poi, se l'era portato nel suo paese dove, stranamente, non pioveva da mesi.
Il mattino seguente al suo arrivo, Victor cominciò a spargere quell'acqua su tutto l'orto.
Jean, amico di lunga data, vedendolo disse - Che fai Victor? -
- Semino tempesta.
- Ma che dici?
L'uomo allora prese a spiegare la provenienza di quell'acqua all'amico.
- Sono le gocce delle tempeste.
- E ora semini tempesta - disse Jean divertito. - Un tempo si seminava il vento! - chiuse ridendo.
- No, non voglio il vento. Semino la tempesta direttamente. Il vento le cose le sposta, come le nuvole. Invece, io voglio che la pioggia cresca e si abbatta qui.
- E perché vuoi questo?
- Perché voglio sentire dentro di me tutti i sentimenti diversi rispetto a quelli che ho provato finora. Che la tempesta distrugga tutto il terreno e me. Che l'odio prenda il posto del bene che provo per ogni cosa e che io sia innamorato della rabbia, tanto quanto lo ero dell'amore.
- E tutto ciò perché?
- Perché io non sia più sotto il giogo di niente e di nessuno. Perché io non soffra più per tutto quello che non ho avuto e non sono.
- E cosa Victor? Cosa?
- Adulto. Volevo essere adulto. Volevo sentirmi grande anche io. Volevo avere un lavoro che mi portasse avanti. Poter sapere che le mie mani erano usate per costruire e non per essere sfruttate. Volevo vedere l'orgoglio negli occhi di mia moglie e non la solita amarezza per le privazioni. E non essere trattato da lei come un uomo da niente.
- Ma tutti ormai viviamo così!
- E io non voglio! E non voglio questo perché, a pensare alla meno peggio, si finisce per elevarsi a zero.
- Allora semina la tua tempesta Victor.
- Certo che la semino. Almeno questa volta, di tutti i danni che avrò, saprò con esattezza la loro origine.
Jean andò via lasciando il contadino col la sua terra e il suo secchio.
Il giorno dopo su quel bel paesino si abbatté una pioggia mai vista prima.
Victor quel dì era al centro del suo terreno, sotto la pioggia. 
Era il suo raccolto.
Morì di polmonite, solo e soddisfatto, qualche settimana dopo.

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