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giovedì 8 novembre 2018

LO STESSO DI SEMPRE

(fonte: qui)
 
 
Lo stesso di sempre
è solo il tempo che passa.
Uguale e inesorabile.
Non si dovrebbe mai ridere
di chi soffre
e dei suoi modi di soffrire.
Il dolore non è mai lo stesso.
Non lo sei nemmeno tu,
non lo sei più
 
Lo stesso di sempre.
Ma come puoi dirlo?
Non è forse un continuo divenire
questa vita?
E ora sono diventato
semplicemente uno sconosciuto
con una faccia familiare.
 
Lo stesso di sempre.
Lo stesso sempre.
Il mio risultato:
lo stesso.

domenica 4 novembre 2018

LA CLESSIDRA

(fonte dell'immagine: qui


Ieri ti ho sognata.
Come tutte le mattine.
Quando apro gli occhi e
sei la prima cosa che vedo.
A giocare con i mulini a vento,
ho finito per perderlo il tempo.
E a combattere con la clessidra,
ho imparato ad amare la brezza
dei ricordi, che scuote
ma non spezza.
Se davvero esiste un posto
per i ricordi,
un baule per i pensieri
o semplicemente una nicchia
per gli attimi,
appoggiami lì.
Che io, a trovare spazio
nel tuo cuore,
non sono mai stato bravo.

giovedì 18 ottobre 2018

MALINCONICO AMARO

(fonte: qui


Non saprai mai
delle mie sconfitte,
che sono tante.
Non saprai mai
delle mie vittorie,
che sono sempre sconfitte
dinanzi al fatto che,
a causa mia,
tu non ci sia più.
Non saprai mai dei miei difetti.
Non saprai mai dei miei pregi,
che Dio solo sa quali siano.

Ho pettinato la mia vita
a colpi di tentativi,
per poi scoprire che non ha mai preso
la piega che volessi.
E tu,
appesa al ramo più alto
dell'albero del mio rimpianto,
sei irraggiungibile.

Al solito posto ora incontrerò
la mia solita e sola solitudine.
Tu, del resto,
sei troppo sacra
per questo cuore
senza Dio.

domenica 26 agosto 2018

PRESTAGLI ATTENZIONE

fonte: qui


June aprì la busta per prendere il foglio che conteneva. Sapeva già da chi provenisse quella lettera. Ne aveva respinte molte. Quella volta, però, la aprì e lesse quello che era impresso su quel foglio bianco.

"Sono qui a lavorare. Non c'è nessuno. 
Sono tante le cose che ho cambiato e le decisioni che ho preso nel vano tentativo di migliorarmi. 
Oggi parlarti di nuovo a seguito di quel fortuito incontro vicino alla carrozza, mi ha fatto capire che su te non mi sono mosso di un millimetro. E il brutto è che non posso farci niente. 
Il cuore è un muscolo involontario perché non puoi avere la volontà di poterlo cambiare. Cambia da solo. 
Scusami se ti scrivo, capirai. So che capirai. Sei sempre stata migliore di me e in tante cose oggi sono migliore solo per te e per  il semplice fatto di esserti stato vicino. 
Tra le righe saprai individuare quello che ho dentro. 
Sappiamo entrambi che è inutile, ma, per il tempo di questa lettera, prestargli un po' di attenzione. 
Io."

Da qualche parte nel mondo i gabbiani volavano basso. 

venerdì 24 agosto 2018

ADEGUATO


Fonte: qui


Gli occhi erano puntati sullo Hugo che stava bevendo. Non per vigliaccheria, sapeva benissimo guardare in volto il proprio interlocutore. Ma per un senso di intimo ascolto. In certi momenti, Fausta sentiva se stessa, e la sua attenzione convergeva in quel punto del corpo troppe volte bistrattato.
-  Non è paura, non è nemmeno poca volontà - disse aggiustandosi una ciocca della sua chioma bionda.
- Cos'è allora sentiamo! -  disse Antonio in un mix fra il nervoso e il seccato dai capricci di una bionda, a suo dire, viziata.
- È proprio quell'altro universo di cose che tu non capisci o che, molto probabilmente, non sei affatto -.
- Ora ci mettiamo anche ad insultare!? - sbottò il ragazzo.
Fausta, come colpita da quella frase, diresse gli occhi verso quelli di Antonio. 
Come si poteva solamente pensare che due persone, che fino a quel giorno si erano amate, potessero essere capaci di offendersi? Che meschinità era questa? Era una cosa infantile. Infantile.
- Voglio un rapporto più adeguato alla mia età. Voglio un rapporto più adeguato a me. E non si tratta di megalomania o presunzione, inutile che fai quell'espressione. Adeguato, in lingua italiana, significa "proporzionato a". Ecco: un amore proporzionato a me. E con questo non è detto che tu sia di meno; magari sei di più. Ma non sei proporzionato a me. Questo voglio ora. Come il cocktail ha i suoi ingredienti uniti in maniera equilibrata, così voglio sentirmi con i miei sentimenti. Voglio un amore che abbia sapore. Voglio che sappia dell'altro e di me -.
- Io sono tutto questo e anche di più Fausta - disse con orgoglio Antonio.
La ragazza sorrise amaramente. Poi disse - Peccato che non hai mai capito che a me bastava molto molto meno -.
La ragazza si alzò e andò via. 
Aveva pagato il conto delle bevande. 
Qualcun altro avrebbe pagato il conto delle loro vite. 

sabato 18 agosto 2018

LA FERITA

(fonte http://sakomar.blogspot.com/2015/10/recensione-di-il-primo-caffe-del.html?m=1)

- La devi smettere di guardarla così! - disse Patrick. Aveva visto la solita luce negli occhi di Terence. - Non puoi fare ogni volta così quando ci troviamo vicino a lei. Non è giusto per lei e ora nemmeno per te  Non puoi stare lì a fissarla con quelli occhi cercando di capire cosa dice, fa, scrive -. 
- Smettila Patrick! - esclamò Terence - Devo guardarla così! Lei con me non era come la vedi ora. Era bella da morire ed ora lo è di più. Le donne col sorriso bello sono difficili da dimenticare. Ma sono io che l'ho fatta esplodere. Sono io che le ho dato quella voglia di credere a qualcosa o qualcuno. E sai perché? Perché io te la spacco la vita. Ti resto imbrigliato nei giorni a seguire. Come una cicatrice. Le sono addosso anche se non nel cuore. Io rompo i giorni, anche le anime alle volte. Non come lei. Io sono la sua cicatrice -. 
- E lei la tua Terence -. 
- No, assolutamente! -. 
- Ah no? -. 
-No, lei è la mia ferita che sanguina -. 

venerdì 10 agosto 2018

Senza inchiostro

Scrivevo su un libricino qualche tempo fa. Scrivevo perché scrivere è una cosa che mi ha sempre aiutato. Ora non più. Sono stanco di fare la ruota di scorta. Ella non può forarsi perché non viene mai usata. Ma col tempo, però, si sgonfia.

venerdì 29 giugno 2018

THE BUS STOPPED AND I QUICKLY JUMPED ON IT

(l'immagine è tratta dal sito https://viaggi.corriere.it/viaggi/eventi-news/teenandtravel-gli-adolescenti-in-viaggio/?doing_wp_cron=1530272105.3271420001983642578125)

The bus stopped and I quickly jumped on. I wasn't sure it was the right bus, but I didn't care. I needed to get away, far from my home and my city. 
My seat was near the window and I looked at the sky through the window. 
A few minutes later, a girl with long blonde hair and blue eyes sat next to me. I saw her and she smiled. She asked me where I was going and I said "I don't know". 
"You are going to come back home" she said. 
I asked "Why do you say that?"
She looked through the window and said "Because when we don't know where to go, our hearts always find the road to our homes". 
I looked to my right and I saw a strange thing: the bus stopped near my house.

martedì 15 maggio 2018

QUISQUE DE POPULO

(l'immagine è tratta dal sito https://www.google.it/search?q=tempo+amore&rlz=1CDGOYI_enIT789IT789&hl=it&prmd=inv&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiUuM_7hobbAhVQlxQKHYBNB8QQ_AUIESgB&biw=375&bih=591#imgrc=SF4qe4fvq-pPIM)

Ho chiamato amore il tempo.
Era strano, mi veniva sempre incontro.
Come la luce che segue
i bordi dei palazzi
quando è mattina.
Così mi scivolava tutto addosso,
con tutto il suo calore.
E poi la vita.
Ho chiamato tempo il tempo.
Andava via, veloce, lontano.
L'ho chiamato tempo.
E lui si è portato appresso
tempo e amore. 

giovedì 3 maggio 2018

ARRIVERA' IL MOMENTO

(l'immagine è tratta dal sito http://www.radiopiu.net/wordpress/poesia-02-12-2017-alessandro-chiesurin-67/)
  
Sai Margot: ieri mi hanno dato del pazzo.
E sai perché? Perché camminavo da solo di notte per la città. Non era nemmeno per la città, era nei pressi di casa mia. Affianco a dove abito c'è uno spiazzo, largo, dove i bambini un tempo giocavano a pallone. Anche io lo facevo, e camminando ho pensato di trovare proprio quel piccolo bambino.
Una signora, intenta a gettare la spazzatura del giorno, mi guarda e dice "Ma che fai? Torna a casa! Che cosa cammini sotto la pioggia?!".
Io, allora, le ho fatto notare che non stava piovendo così forte, erano semplicemente poche gocce. Ma lei ha insistito, dandomi di nuovo del pazzo, e poi è andata via.
Sono comunque rimasto lì ad osservare tutto. Questo tutto silenzioso, fermo, calmo. Avrei voluto essere ogni mattone, luce; avrei voluto odorare come odoravano quella terra e quei fiori. Avrei voluto essere presente come quel silenzio.
Sai Margot, tu sei ormai lontana da tutto quanto è il mio mondo. 
Domani, magari, toccherà a te camminare per le vie della città di notte. Magari ti daranno della pazza, proprio come me.
Ma tu continua a camminare tesoro mio.
Per un cuore che batte, la strada della pazzia è lastricata di dolci sogni.

venerdì 27 aprile 2018

TRASCORRENDO I GIORNI

(l'immagine è tratta dal sito http://www.nonsprecare.it/non-ricordare-il-passato-susie-mckinnon)


Trascorrere la notte
tentando di sognarti.
Trascorrere il giorno
sperando di incontrarti.

martedì 17 aprile 2018

E MANCHI ANCORA...

(l'immagine è tratta dal sito https://cantierepoesia.wordpress.com/2016/12/18/labbandono-3/)

Mi manchi, ancora. 
Mi manchi ma non come l'aria. 
Quella è una cosa necessaria, che serve. 
A me tu non servi. 
Mi manchi come mi mancherebbe il mio naso, il mio sorriso. 
Come ogni cosa che mi rende me stesso. 
Al lato del mio cuore c'è un ricordo. 
È il posto più intimo del mio dolore. 


sabato 31 marzo 2018

ALMENO PENSAMI

Almeno pensami.
Al netto di ogni giudizio,
dubbio, sogno.
Almeno pensami.
Ci sono tanti mondi dove potremmo essere insieme.
E, almeno in quelli,
lasciati baciare.

venerdì 30 marzo 2018

UN BACIO


(l'immagine è tratta dal sito https://www.google.it/amp/www.meteoweb.eu/2015/07/ricerca-il-bacio-non-e-un-gesto-universale-vale-solo-per-il-46-delle-culture-umane/470708/amp/?source=images) 


Vorrei un tuo bacio ora.
È tanto che non sento il sangue
riempirmi le labbra.
Vorrei un tuo bacio ora,
per ricordarmi i drammi del mio dolore
e
i quesiti del mio amore.

mercoledì 28 marzo 2018

NON TI HO SENTITO ARRIVARE

(l'immagine è tratta dal sito https://www.google.it/imgres?imgurl=https://theheartbreakkid9111.files.wordpress.com/2013/05/donna-di-spalle.jpg&imgrefurl=http://blog.libero.it/magneticamente/13315582.html&h=810&w=648&tbnid=pQtRehL5yYUuDM:&tbnh=251&tbnw=201&usg=__84yCieQgMK9kCgEdbla7Mgt9j4Y%3D&vet=1&docid=VG62oiUdWfGfIM&hl=it) 


Non ti ho sentito arrivare.
Eppure i tuoi passi sono sempre stati un suono forte e costante nella mia vita.
Quando mi sono distratta?
Quando ho iniziato a dimenticare quel rumore che dava un senso ai secondi, ai minuti, alle ore della mia vita?
È colpa mia.
Non sono mai stata brava ad ascoltare.
Sai cosa vorrei più di ogni altra cosa al mondo adesso? 
Camminare insieme a te. 
Sono certa che, anche questa volta, sapresti insegnarmi come fare.
Scusami, non ti ho sentito arrivare.
Ora è tardi, 
devo andare.

Ilaria Nesta

venerdì 23 marzo 2018

SCALE MOBILI


(l'immagine è tratta dal sito https://www.ingegneri.cc/ascensori-scale-mobili-e-marciapiedi-mobili-uni-iso-14798-per-valutazione-e-riduzione-dei-rischi.html)



Miriam fissava attentamente le scale mobili.
Osservava quel macchinario con grande attenzione e si stupiva tutte le volte che i gradini, vuoti e lenti, prendessero improvvisamente velocità all'accedervi anche di un solo uomo.
Pensò, fra sé e sé, che la vita va un po' così: appena qualcuno si avvicina, il destino te la spinge incontro.
Mentre faceva quei pensieri, un bambino prese a salire le scale mobili e, arrivato a metà, si voltò e cominciò a scenderle. Quel buffo contrasto di direzione fece sì che il bambino sembrasse restare sempre allo stesso punto.
Dalle spalle di Miriam, una voce chiosò - Mi ricorda un po' te -.
Stupita, Miriam si voltò e con sorpresa se lo ritrovò davanti. - Il bambino intendo - disse lui indicandolo - Mi ricorda un po' te, dicevo -.
- E perché mai? -.
- Perché ad ogni gradino con cui la vita ti portava avanti, tu ne discendevi uno finendo per restare perfettamente dov'eri -.
- Quel bambino comunque si diverte -.
- E anche tu lo fai. Ma quel bambino è un bambino e quella scala, lenta o veloce, sale soltanto. Pertanto, impara, o meglio ammetti a te o a tutto ciò che ti rende te stessa, che per quanto tante cose nella vita siano mutabili nella visione e nella percezione, alcune invece non lo sono -.
- Avrei dovuto accorgermi che stessi arrivando piuttosto che fissare quel bambino -.
- E' il motivo per cui sono andato via; è il motivo per cui nemmeno oggi mi hai visto arrivare. Ed è il motivo per cui non mi vedrai anche questa volta partire -.
L'uomo andò via.
Il bambino smise il gioco e si fece trasportare dalla scala.
Miriam osservò il vuoto dell'aeroporto, la lentezza delle scale e l'immobilità della sua vita.
A Roma come a Caracas, intanto, gli aerei continuavano a volare.

venerdì 16 marzo 2018

CICATRICE

(la foto è tratta dal sito https://www.google.it/amp/s/it.pinterest.com/amp/explore/disegni-da-ragazza/)


Ti amo con la stessa intensità del dolore che provo. Ti amo misurando i miei silenzi appesi a delle parole troppo usate. Odio dovermi chiudere questa ferita. Resterà una cicatrice. Quelle rimangono per sempre. E per quanto tu le possa vedere, se le sfiori non senti il passaggio delle dita. Così è il mio cuore ora. Se amore è passato, lui non ne sente tocco. 

mercoledì 14 marzo 2018

EPPURE CI SIAMO TOCCATI

(l'immagine è tratta dal sito http://psiche.org/articoli/non-sopporto-contatto-fisico-afefobia)

Ci siamo toccati, oggi. 
Da lontano, lontanissimo. Senza mani o piedi o corpi che si strofinano. 
Siamo e saremo sempre equidistanti: due cuori che manterranno sempre la stessa distanza fra loro,  non unendosi mai. 
Dovremmo essere come i romantici nella vita. 
Per loro, infatti, anche due linee parallele nell'infinito si toccano. 

domenica 11 marzo 2018

SERENATA

Cerca il suo balcone e cantale il tuo amore. Sii stonato, non importa. Tanto c'è lei affacciata. E le donne che attendono, rendono tutto perfetto.

mercoledì 7 marzo 2018

EHI MEG...

(l'immagine è tratta dal sito https://it.123rf.com/photo_39446904_giovane-donna-al-caff%C3%A8-un-caff%C3%A8-dietro-una-vetrina.html)
Come ogni mattina, David passò davanti alla grande vetrata della pasticceria dove lavorava Meg.
Tentò disperatamente di non fermarsi, eppure, quando la vide sorridere ad un cliente, qualcosa lo bloccò.
Sentì le gambe paralizzarsi. Un po' come la sua lingua in tutte quelle rarissime volte che era entrato per comprare un dolce.
Vide i suoi capelli lunghi e il suo sorriso.
Si voltò e guardò fisso dentro il locale. Guardò fisso lei. Poi, non curante delle persone che passavano, cominciò a parlare come se l'avesse di fronte.
- Sai Meg: ti adoro. Sono talmente imbranato che non riesco a dire nemmeno "Ti amo". Non so la differenza fra un semifreddo e un gelato, figuriamoci tra il bene e l'amore. Tu invece sì, tu sai sempre tutto. Come fanno occhi del genere a non sapere qualcosa? Vorrei avere il coraggio di entrare e dire "Ciao Meg, voglio che tu sia mia!". Mi manderesti via sicuramente! C'è qualcosa di te che non capisco e c'è tanto di te che non so. Come si conoscono 2 cuori se i corpi poi non si toccano? Come fanno Meg? Ci sono momenti che vorrei essere farina che ti resta sulle dita. Ti resterei addosso anche solo per un attimo. Un  po' come la tua immagine è addosso alle mie labbra quando pronuncio il tuo nome. Meg! Sì! Ora vengo dentro... ti dico.... ti dico che t'amo. Tu apprezzi, sì! Tu hai il cuore dolce. I pasticceri hanno tutti il cuore dolce. Solo chi lo ha, può creare cose così belle -.
Meg, intanto, vide David dalla vetrina e si girò a parlare di nuovo col cliente.
David, vista la scena, si sentì stupido, molto stupido. E andò via.
Il giorno dopo, la storia si ripeté e così per i successivi tre anni.
L'ultimo giorno, David mise la mano sulla vetrina. Il negozio era chiuso. Appose la mano sul vetro freddo e disse - Sai Meg: non ti ho mai sentito dire il mio nome, eppure io ho chiamato col tuo ogni cosa che vedevo -.
Il mattino seguente, Meg andò come sempre a pulire la vetrata e trovò quell'orma di mano.
La guardò come se ci fosse impresso molto di più. Tentò di pulirla, ma questa fu dura ad andar via. Si voltò prima a destra e poi a sinistra. David non era ancora passato. Era un tipo strano quel ragazzo, pensò. Non le aveva mai detto nulla, continuò a pensare Meg.
Forse non aveva nulla da dirle.
Riguardò la vetrina e quella mano impressa.
- E ora come lo dico a Gaston!? Certe cose sono davvero difficili da spiegare - sbottò Meg.

mercoledì 7 febbraio 2018

CIAO, TI SCRIVO


 
Ciao, ti scrivo.
Ti scrivo anche se il tempo passa ed è passato.
Ma, infondo, come si calcola il tempo giusto e quello sbagliato? Da dove cominci a contare gli attimi che contano e quelli che si perdono? Quante parole taciute devono passare prima di ammettere che sono inutili?
Ciao, ti scrivo.
Come si scrive alle donne con la vita piena e la faccia forte. Con dolcezza. Così l'acqua rompe la roccia, no? Tutte le donne, sotto sotto, sono rocce con un gran desiderio di rompersi per sentire l'acqua che scorre.
Ciao, ti sto scrivendo.
Lo so, lo so. Conosco i tuoi ideali, i tuoi odierni sogni. So già il tuo giudizio su tutto questo. Passiamo tutta la nostra vita a giudicare gli altri, noi, il tempo, tutto. A che serve giudicare, bambina mia?
Ciao, finisco di scrivere.
Finisco come terminano quei film tanto belli che poi ti leghi tanto al personaggio che vorresti un secondo e terzo capitolo. Mi fermo come quelli che corrono e rallentano a metà del tragitto, osservando tutta la strada davanti a sé. 
Vuota resterà quella cassetta, silenziosa e senza verbi. Che darei perché la mia testa fosse così.
Ciao.
Ops... ho trovato un foglio.
Tu, invece, hai trovato un futuro.

giovedì 25 gennaio 2018

UN GIORNO

Un giorno vieni a parlarmi di quella rabbia.
Un giorno vienimi a dire di quei silenzi. Hai tanto camminato col tuo orgoglio che hai finito per perdere i passeggeri.
Ma, infondo, chi siamo noi nelle vite degli altri, se non contenitori che oscillano fra scrigni e zavorre. 
Perché le persone sono un po' così: prendono il tuo oro e lasciano il loro peso. 
E tu non puoi fare altro che vivere sforzandoti un po' di più.