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mercoledì 7 marzo 2018

EHI MEG...

(l'immagine è tratta dal sito https://it.123rf.com/photo_39446904_giovane-donna-al-caff%C3%A8-un-caff%C3%A8-dietro-una-vetrina.html)
Come ogni mattina, David passò davanti alla grande vetrata della pasticceria dove lavorava Meg.
Tentò disperatamente di non fermarsi, eppure, quando la vide sorridere ad un cliente, qualcosa lo bloccò.
Sentì le gambe paralizzarsi. Un po' come la sua lingua in tutte quelle rarissime volte che era entrato per comprare un dolce.
Vide i suoi capelli lunghi e il suo sorriso.
Si voltò e guardò fisso dentro il locale. Guardò fisso lei. Poi, non curante delle persone che passavano, cominciò a parlare come se l'avesse di fronte.
- Sai Meg: ti adoro. Sono talmente imbranato che non riesco a dire nemmeno "Ti amo". Non so la differenza fra un semifreddo e un gelato, figuriamoci tra il bene e l'amore. Tu invece sì, tu sai sempre tutto. Come fanno occhi del genere a non sapere qualcosa? Vorrei avere il coraggio di entrare e dire "Ciao Meg, voglio che tu sia mia!". Mi manderesti via sicuramente! C'è qualcosa di te che non capisco e c'è tanto di te che non so. Come si conoscono 2 cuori se i corpi poi non si toccano? Come fanno Meg? Ci sono momenti che vorrei essere farina che ti resta sulle dita. Ti resterei addosso anche solo per un attimo. Un  po' come la tua immagine è addosso alle mie labbra quando pronuncio il tuo nome. Meg! Sì! Ora vengo dentro... ti dico.... ti dico che t'amo. Tu apprezzi, sì! Tu hai il cuore dolce. I pasticceri hanno tutti il cuore dolce. Solo chi lo ha, può creare cose così belle -.
Meg, intanto, vide David dalla vetrina e si girò a parlare di nuovo col cliente.
David, vista la scena, si sentì stupido, molto stupido. E andò via.
Il giorno dopo, la storia si ripeté e così per i successivi tre anni.
L'ultimo giorno, David mise la mano sulla vetrina. Il negozio era chiuso. Appose la mano sul vetro freddo e disse - Sai Meg: non ti ho mai sentito dire il mio nome, eppure io ho chiamato col tuo ogni cosa che vedevo -.
Il mattino seguente, Meg andò come sempre a pulire la vetrata e trovò quell'orma di mano.
La guardò come se ci fosse impresso molto di più. Tentò di pulirla, ma questa fu dura ad andar via. Si voltò prima a destra e poi a sinistra. David non era ancora passato. Era un tipo strano quel ragazzo, pensò. Non le aveva mai detto nulla, continuò a pensare Meg.
Forse non aveva nulla da dirle.
Riguardò la vetrina e quella mano impressa.
- E ora come lo dico a Gaston!? Certe cose sono davvero difficili da spiegare - sbottò Meg.

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