SEGUICI!!

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ilpostodeiqualunque

mercoledì 26 luglio 2017

A ferro e fuoco - pt. 31

Amanda fissò quell'oggetto posto sul tavolo del suo salone per molto tempo.
Le ricordava tutto quello che aveva fatto, che aveva sopportato e ingoiato per Carmelo. Le dava la dimostrazione di tutto il suo amore. Amore che andava oltre qualsiasi cosa e che era riuscito a "non vedere" anche di più. 
Ci giocò un po' pensando, come da molti anni ormai faceva, se era arrivato o no il tempo perché venisse fuori. Ma nella sua vita Amanda aveva capito che le cose importanti il tempo se lo prendono da sole.
D'un tratto sentì bussare alla porta. Immediatamente prese l'oggetto e lo ripose nella borsa che aveva con sé. Il bussare la tranquillizzò sul fatto che non fosse Carmelo. Lui non aveva l'abitudine di bussare quando rientrava "a casa sua".
- Avanti - disse Amanda.
La porta si aprì e nel salone fece il suo ingresso Fidel.
- Scusami se ti ho importunata così senza preavviso Amanda, ma la questione ha carattere d'urgenza -.
- Prego Fidel, accomodati -.
L'uomo chiuse la porta e andò a salutare Amanda. 
Fidel e Amanda si erano conosciuti per caso durante uno degli spostamenti di Carmelo che richiedevano un certo livello di sicurezza. Era un bodyguard mercenario, ex militare delle forze speciali, cacciato dalle stesse per alcuni atti non proprio rispettosi della divisa e del decoro militare.
Amanda ne capì subito le qualità e decise di metterlo nel suo libro paga. Fidel aveva un prezzo alto, ma di questo, visti i risultati, la donna non si era mai lamentata.
- Carmelo dov'è? - domandò preoccupata Amanda.
- E' ancora nella Direzione della Italiana Ferri e Derivati SpA -.
- Meglio così - disse la donna sospirando, che successivamente domandò - Allora Fidel: cosa volevi dirmi? -.
- Ci sono due cose veramente che dovrei comunicarti. E come nella più classica delle situazioni, una è bella e l'altra è pessima -.
- Cominciamo da quella bella - disse Amanda che si sedette sul divano.
- Eccola! - rispose Fidel porgendole un cofanetto.
Amanda lo prese, lo aprì e sorrise compiaciuta guardando il contenuto. - Ma guarda un po'! Ora la portiamo da chi sai tu e ci facciamo dare un po' di notizie -.
- Ho già contattato chi di dovere.  Verrà questa notte al solito posto -.
- Ottimo lavoro Fidel. Ora passiamo alle note dolenti -.
- Non so per quale motivo, ma è tornato -.
- Chi? - domandò Amanda stupita di vedere una leggera preoccupazione sul volto di Fidel.
- Pegaso -.
Amanda spalancò gli occhi al suono di quel nome. Mancava dalla città da ben sette anni eppure ogni cosa sembrava essere rimasta sotto la sua egida.
- Per quale motivo è tornato? - domandò preoccupatissima Amanda.
- E' quello che mi domando anche io - risposte pensieroso Fidel.


(Clinica Villaggio dei Ciliegi)
La sua età e il suo costante vivere nel mondo del malaffare non potevano non permettere a Gilda di riconoscere chi quella mattina si stagliava di fronte a lei.
Restò in silenzio, mentre lui le disse con un tono di voce secco e gelido - Ciao Gilda -.
- Buongiorno signore - rispose la segretaria abbassando lo sguardo.
L'uomo vestito con un abito meraviglioso blu e con una camicia bianca che lasciava intravedere una enorme cicatrice alla base del collo, sulla parte destra, scoppiò a ridere e poi disse - Quanti formalismi Gilda! Proprio da te che mi hai quasi cresciuto -.
- E' quel quasi che ha fatto la differenza - disse sottovoce Gilda.
- Che hai detto? - domandò lui con un tono ancora più gelido di prima.
- Niente signore -.
- Dov'è? -
- Nel suo ufficio -.
- Devi annunciarmi o entro? -.
- La annuncio -.
Gilda prese la cornetta e compose il solito numero interno, attese qualche secondo e sentì la conversazione aprirsi dall'altra parte.
- Direttore c'è una visita per lei -.
- Non voglio vedere nessuno per il momento Gilda, ho un sacco di problemi. Rimanda tutto -.
- Mi scusi se insisto Direttore, ma credo che questa volta lei debba fare uno strappo alla regola -.
- Davvero? E chi è che mi è venuto a trovare? Gesù Cristo? -.
L'uomo che aveva sentito la domanda, per il tono molto alto che stava utilizzando Giuseppe De Angelis, prese la cornetta dalle mani di Gilda, se la portò vicino alla bocca e disse - Gesù Cristo no. Armando Sauro sì -.
Detto questo, l'uomo chiuse la conversazione.
Immediatamente le porte dell'ufficio si aprirono e un Giuseppe tutto trafelato vide di fronte a lui quello che pensava non avrebbe mai visto.
- Mio Dio - pensò ad alta voce Il Bianco.
- Ti sei dato alla religione Pe'? -.
- Entra - continuò il direttore.
Il tale Armando Sauro entrò nello studio. Giuseppe andò per chiudere la porta e prima di farlo si voltò verso Gilda e disse - Non ci sono per nessuno -.
Chiusa la porta Giuseppe si trovò nella stanza con uno dei più potenti uomini della nazione.
- Accomodati Arm... -
- Ssshhh! - fece lui puntando il dito contro Giuseppe.
De Angelis deglutì della saliva e attese. Armando Sauro cominciò a camminare per tutta la stanza guardando ogni minima cosa, finché il suo occhio non si posò su un angolo della libreria. Andò vicino e si accorse di un piccolissimo oggetto. Lo staccò e dopo averlo buttato per terra lo distrusse col piede.
Continuò la sua ispezione per altri venti minuti finché di quelle microspie non ne trovò un'altra nascosta tra i fiori nel vaso vicino ad una targa di elogio per Giuseppe De Angelis.
Finita quella operazione, Armando cominciò a parlare - Bisogna sempre conoscere perfettamente il campo di battaglia. Vedo che stai perdendo colpi Giuseppe -.
- Non sono stato in città in questo periodo -.
- Io manco da questa città da sette anni e so più cose di te, come la mettiamo? -.
- Hai un peso diverso infatti Armando -.
- Ho sempre amato la tua diplomazia - disse sorridendo Sauro.
- Perché sei tornato? -.
- Per venire a vedere come gestisci le cose -.
- Ho qualche intoppo ma sto per ultimare tutto. Certo se non avessi le serpi in seno sarebbe tutto più facile -.
Armando Sauro piegò la testa per cercare di capire cosa stesse dicendo Giuseppe. Il Bianco allora gli mostrò le videoregistrazioni.
- Mio Dio! Siamo all'era della pietra qui - disse scocciato Armando.
- Scusami Pegaso, dimenticavo che sei un pezzo grosso ora -.
Sauro si avvicinò a De Angelis e con la faccia vicinissima alla sua disse - Lo sono sempre stato Giuseppe, anche quando ti davo gli ordini durante i primi colpi in Città Vecchia -.
- Gli ordini sono parole al vento senza braccia forti e capaci Armà. La tua fortuna sono state le tue braccia e le tue braccia sono io -.
- Le braccia non partono senza un cervello, e il tuo cervello sono io -.
Detto questo Pegaso fece per andare via, poi si voltò verso De Angelis e disse - Vediamo di sbrigarci con sta storia. Il tempo ne brucia parecchi di soldi. E comunque per le serpi in seno tranquillo te la risolvo io. Prendilo come un gentile omaggio da parte di un tuo vecchio amico -.
De Angelis restò in silenzio mentre vedeva andare via un uomo più buio della sua stessa ombra.



Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

Nessun commento:

Posta un commento