La
casa era molto silenziosa.
Quel
giorno toccava a Francesco di occuparsi della dimora domestica. Aria era rimasta con Stefania per farle compagnia e in serata
sarebbe ritornata perché il giorno dopo avrebbe dovuto fare delle
commissioni per la madre.
Il
pomeriggio sembrava non passare mai e questo pesava molto su
Francesco.
Cercava
di distrarsi in mille maniere, eppure la sua mente restava incollata
al pensiero di Stefania e di Vito Battaglia.
Pensò inevitabilmente agli ultimi anni trascorsi. Non era stato facile per
lui. L’ultimo periodo della sua vita Francesco lo aveva vissuto
vedendo il destino colpirlo nelle certezze che aveva: l’amore, la
famiglia, la vita, i valori. Tutto era stato messo in discussione e
alle volte riesumato. Come il ritorno di Vito Battaglia che qualcuno,
non sapeva chi, poi aveva eliminato per sempre da questo mondo.
Andò
nel suo studio Francesco stringendo nella mano destra una birra in
bottiglia. Non sapeva perché, ma aveva deciso di berne una.
Si
sedette sulla poltrona e guardò in un punto qualsiasi della stanza.
Bevve un altro sorso di birra e dopo guardò quello che c’era sulla
scrivania. Vide il quadernetto e, dopo averlo preso, lo aprì
sfogliandolo dalla prima pagina. Vide il lento crescere della manina
di Stefania all’interno della sua che restava un disegno fisso, una
certezza.
A
quella vista cominciò a piangere. Tra le lacrime che gli scendevano
copiose, Francesco sentì il suono del telefono cellulare provenire
dalla tasca.
Senza
far passare molto tempo, prese il cellulare e lesse sul
display il nome di chi lo stesse chiamando. Lesse Numero
Privato e all’inizio non volle
rispondere. Poi pensò che avrebbe potuto essere Aria dalla clinica
e questo gli bastò per decidersi a rispondere.
-
Pronto? -.
-
I figli sono un bene prezioso – disse la voce scura dall’altra
parte.
-
Chi è lei mi scusi? - domandò preoccupato Francesco.
-
Qualcuno che ha a cuore la sua situazione -.
-
Che cosa cerca da me? Chi è lei? -.
-
Non cada in nessuna trappola e non ceda a nulla, mi raccomando -.
-
A cosa devo ced.. -.
Francesco
non ebbe il tempo di finire la frase che l’uomo dall’altro capo
del telefono aveva già chiuso la conversazione.
“Ma
chi diavolo era?” si domandò
guardando intontito il display del suo cellulare.
Avvolto
nel suo enigma, il ragazzo non si accorse che in casa era entrata Aria.
-
Sei qui – disse la ragazza.
- Ciao Aria – disse lui quasi ritornando nella realtà che lo circondava.
-
E’ successa una cosa – continuò lei.
-
Questo fine 2016 ci sta regalando troppi accadimenti. Non ce la
faccio più -.
-
E lo so, ma dobbiamo essere forti e pazienti. Lo sai – replicò
lei.
-
Cosa è successo questa volta? - domandò Francesco strizzandosi gli
occhi con le dita della mano sinistra.
-
Il Direttore della clinica vuole parlare con te. Stamattina mi ha
comunicato questa volontà e io gli ho risposto che avrebbe potuto
tranquillamente dire a me dato che essendo entrambi i genitori di
Stefania ognuno di noi poteva essere informato di tutto di modo che
avrebbe successivamente comunicato le notizie all’altro -.
-
Quindi? -.
-
Niente Fra. Lui ha insistito per parlare esclusivamente con te. Ha
detto che fra padri ci si capisce, ma a quanto so De Angelis non ha
figli -.
-
Sarà una di quelle frasi ad effetto che dicono i dottori o i
direttori per calmare i pazienti, o meglio la clientela -.
Il
ragazzo, finito di dire questa frase sbuffò, bevve un altro sorso di
birra e poi disse – Va bene. Andrò a parlare con De Angelis appena
possibile -.
-
Va bene. Io vado a farmi una doccia, ho bisogno di rinfrescarmi un
po’ - e detto così la ragazza diede un bacio al compagno e andò
in bagno.
Rimasto
solo nella stanza, Francesco guardò il piccolo calendario posto
all’angolo sinistro del tavolo.
“Bisesto
funesto” pensò.
Don
Carmelo, poggiò il bicchiere di tonica con ghiaccio e limone sul
tavolino e con tono alquanto seccato disse – Spiegami perché uno
dei tuoi collaboratori va a seccare alcuni dipendenti in posti di
interesse preminente ora nella mia vita -.
Amanda
senza scomporsi, pur essendo stata colta di sorpresa dall’uscita
del suo compagno, rispose – Io non ho collaboratori amore mio. Io
sono solo a capo della tua azienda -.
-
Amore mio è un modo elegante per dirmi che sono uomo e, quindi, più
idiota della donna in genere e soprattutto della donna che ho di
fronte -.
-
Sai che ti amo proprio per il fatto che non sei mai stato uno stupido
– replicò ancora Amanda.
Don
Carmelo, spazientito dal modo di fare della donna, roteò il
bicchiere in senso orario poi disse – Ma con chi credi di avere a
che fare Amanda? Non mi
trattare da idiota -.
-
Sono anni che mi tratti da stupida Carmelo. Ogni volta con sta storia
che sai le mie mosse, che sai le mie azioni. Allora adesso ti dirò
una cosa che ti darà fastidio: le sai le cose? Benissimo! Questa
discussione allora è una presa in giro. Le sai le risposte quindi
ora da me cosa vuoi? Che ti chieda scusa? Non ti chiederò scusa di
nulla perché ho la coscienza pulita. E, inoltre, distingui bene chi
è cattivo e chi è buono. Domani potresti pentirti delle tue azioni
-.
Finito
di dire queste cose, Amanda prese la borsa poggiata sulla poltrona
del salone che li ospitava e si diresse verso la porta d’ingresso
della villa.
-
Dove stai andando? - domandò senza alcuna espressione Don Carmelo.
-
Sto facendo quello che vuoi: sparisco per lasciarti riflettere. -
rispose lei in maniera acida.
-
Dimmi che mi ami Amanda – ribatté veloce lui.
La
donna si fermò, si voltò per guardare in faccia il compagno e dopo
una breve pausa, che utilizzò per guardare tutta la figura che gli
si parava davanti, disse – Ti
amo Carmelo -.
Andò
per voltarsi, ma si bloccò di nuovo. Guardò il possente boss per
l’ennesima volta e disse - Sai
qual è la bellezza dell’amore Carmelo? -.
-
Quale? -.
-
Che ti rende ogni giorno più
forte -.
-
E la forza ora dove l’avresti avuta? - domandò ironico Don
Carmelo.
-
Ad aver gettato un “ti amo”. E ogni “ti amo” gettato, è un
pezzo di cuore che non si incolla più all’anima -.
E
detto questo andò via lasciando Don Carmelo, per la prima volta,
solo.
Don
Carmelo sentì il rumore del ghiaccio che si scioglieva nel
bicchiere. Con esso si sciolse pure la sua forza.
-
Ti amo da morire Amanda -.
Le
porte blindate, però, non sono adatte a far passare le parole
d’amore.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale
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