La sera precedente (h. 22:00 - 01.00).
Vito Battaglia guardò i detriti intorno a lui.
Pensò che era un po' la rappresentazione fedele della sua vita. Lui che si muoveva in mezzo alla polvere e alle macerie.
Aveva fame, voleva una sigaretta e la prestazione con Jasmine, la prostituta del quartiere, non lo aveva per nulla soddisfatto.
Decise di uscire furtivamente da quel covo che a parer suo restava il più sicuro. Mise le mani nelle tasche e ritrovò una banconota da 20€. Poteva tranquillamente comprarsi qualcosa da mangiare, un pacco di sigarette e una birra. Per i suoi istinti sessuali, purtroppo, non poteva che usare una fidata compagna, pensò.
Andare in qualche locale non gli sembrava opportuno, come del resto stare troppo tempo in giro. Mauro Di Stani era morto per mano sua e il corpo lo aveva riportato nella casa dove il defunto viveva.
Sarà se avevano scoperto il cadavere, si domandò.
Decise di optare per i distributori meccanici presenti nelle vie della città. Ce n'era uno proprio a due isolati dall'ex Strike&Pull.
Con fare furtivo, camminò quella sera per le strade della città guardandosi sempre attorno. L'orologio da polso segnava le 22.45 e in giro per il quartiere stranamente non vi era molta gente.
Arrivato al distributore, inserì la banconota e comprò una lattina di birra e una confezione di tramezzini.
Preso quanto gli serviva, coperto dal cappuccio della propria felpa per non farsi inquadrare dalle telecamere del locale, mangiò avidamente i due tramezzini. Finito, andò via bevendo la sua birra in lattina. Non era ancora sazio Battaglia. Qualcosa là giù infondo chiedeva soddisfazione.
- Dannata puttana. Stasera me la deve dare anche senza un euro. Merito soddisfazione dopo quella sua prestazione di merda dell'altra volta -.
Decise di andare a casa di Jasmine. Camminò con le mani in tasca e il cappuccio sempre sopra la testa. Due macchine sfrecciarono a tutta velocità affianco a lui disperdendosi fra i rumori dei pneumatici.
Arrivò dinnanzi al portone della prostituta ed attese pazientemente che qualcuno uscisse. Così fu. Un uomo attempato e grassoccio, uscì dal portone con in mano un sacchetto contenente immondizia. Immediatamente, Vito Battaglia fermò la porta prima che si chiudesse ed entrò. Salì al terzo piano e arrivato all'interno che gli serviva, cominciò a bussare forte.
Ci volle un po' prima che la donna aprisse la porta.
- Che diavolo vuoi tu ora? - domandò Jasmine.
- Devo scopare -.
- Ora ho un cliente. E comunque sono 70 euro lo sai - e detto questo tese la mano per ricevere i soldi.
- Non ne ho -.
- E allora fatti una sega - rispose Jasmine andando per chiudere la porta.
Black Jack innervosito da quella risposta diede una spallata alla porta che si spalancò e afferrò la donna dal collo.
- Ora tu ti metti in ginocchio e fai quello che devi - ordinò nervoso.
Il cliente sentendo il trambusto uscì dalla camera mezzo svestito e disse - Ehi! Che diavolo succede qui? -.
Vito Battaglia lo guardò, lo fulminò con gli occhi e gli disse - Se non vuoi morire vattene -.
Il cliente, vedendo Vito in volto, non se lo fece ripetere due volte e, presi gli altri indumenti dalla camera, corse via.
Come fu uscito l'uomo, Black Jack chiuse la porta col piede tenendo la donna ancora per il collo.
- Ora andiamo a letto e fai quello che devi hai capito? -.
Jasmine capì che non aveva altra scelta che assecondare il nuovo cliente.
Andarono nella camera da letto, Vito scaraventò la donna sul letto e cominciò a spogliarsi in maniera veloce. La donna, invece, cercava in tutte le maniere di trovare un modo per scappare via da lì. Nell'immediato non le venne in mente nulla e stava per soccombere all'ordine di Vito di soddisfarlo. Poi una idea.
- Fammi andare in bagno a sciacquarmi almeno - disse la donna - fammi essere almeno al meglio per te -.
Vito ci pensò un attimo, poi disse - Ok, ma sbrigati! -.
- Faccio subito -.
La ragazza andò in bagno e chiuse la porta. Si ricordò che aveva lasciato lì il suo cellulare che utilizzava per prendere appuntamenti con i clienti.
Aprì l'acqua per coprire la sua voce. Chiamò il numero che da sempre utilizzava per essere aiutata.
- Ti prego vieni, questo qua è pericoloso e ho paura -.
- Che tipo è? - domandò la voce.
- Vito Battaglia -.
A quel nome seguì un attimo di silenzio, poi l'uomo disse - Tienilo lì, stiamo arrivando -.
La donna chiuse e corse da Vito e cominciò ad usare tutta la sua maestria. Black Jack, vista l'acquiescenza della donna, si rilassò a sua volta.
Passarono trenta minuti dalla chiamata e la porta si rispalancò di colpo. Immediatamente, passi veloci di uomini fecero da premessa all'irruzione di persone armate.
- Chi diavolo siete voi? - domandò Vito mentre veniva immobilizzato dagli uomini armati appena entrati.
- Il capo ha detto che hai fatto un bel lavoro e che ora devi venire a festeggiare - disse uno dei tizi incappucciati.
- Ma che cazzo stai dicendo? -.
- Portatelo alla macchina - ordinò sempre quello.
Gli altri tre portano Vito fuori dalla casa.
- Hai fatto un ottimo lavoro Jasmine. A breve avrai quello che vuoi -.
- Mi ridarà mia figlia? - chiese la donna disperata.
- Ha detto di sì - e detto questo l'uomo incappucciato andò via.
Seduto nella sua autovettura, l'uomo guardava tutta la scena che si stava svolgendo dinnanzi al portone dove abitava la prostituta Jasmine.
Vide gli uomini incappucciati portare Vito Battaglia all'interno di una automobile e sfrecciare via il più in fretta possibile.
Guardò attorno per vedere se vi fossero altri testimoni, ma stranamente quella via era deserta quasi la città sapesse cosa stesse accadendo.
Come l'auto fu andata via, l'uomo prese il cellulare e compose un numero.
Tre squilli.
- Dimmi - disse la voce di donna dall'altra parte del telefono.
- L'hanno preso -.
- Ok, grazie mille Coach -.
- A te, Amanda -.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale
Pensò che era un po' la rappresentazione fedele della sua vita. Lui che si muoveva in mezzo alla polvere e alle macerie.
Aveva fame, voleva una sigaretta e la prestazione con Jasmine, la prostituta del quartiere, non lo aveva per nulla soddisfatto.
Decise di uscire furtivamente da quel covo che a parer suo restava il più sicuro. Mise le mani nelle tasche e ritrovò una banconota da 20€. Poteva tranquillamente comprarsi qualcosa da mangiare, un pacco di sigarette e una birra. Per i suoi istinti sessuali, purtroppo, non poteva che usare una fidata compagna, pensò.
Andare in qualche locale non gli sembrava opportuno, come del resto stare troppo tempo in giro. Mauro Di Stani era morto per mano sua e il corpo lo aveva riportato nella casa dove il defunto viveva.
Sarà se avevano scoperto il cadavere, si domandò.
Decise di optare per i distributori meccanici presenti nelle vie della città. Ce n'era uno proprio a due isolati dall'ex Strike&Pull.
Con fare furtivo, camminò quella sera per le strade della città guardandosi sempre attorno. L'orologio da polso segnava le 22.45 e in giro per il quartiere stranamente non vi era molta gente.
Arrivato al distributore, inserì la banconota e comprò una lattina di birra e una confezione di tramezzini.
Preso quanto gli serviva, coperto dal cappuccio della propria felpa per non farsi inquadrare dalle telecamere del locale, mangiò avidamente i due tramezzini. Finito, andò via bevendo la sua birra in lattina. Non era ancora sazio Battaglia. Qualcosa là giù infondo chiedeva soddisfazione.
- Dannata puttana. Stasera me la deve dare anche senza un euro. Merito soddisfazione dopo quella sua prestazione di merda dell'altra volta -.
Decise di andare a casa di Jasmine. Camminò con le mani in tasca e il cappuccio sempre sopra la testa. Due macchine sfrecciarono a tutta velocità affianco a lui disperdendosi fra i rumori dei pneumatici.
Arrivò dinnanzi al portone della prostituta ed attese pazientemente che qualcuno uscisse. Così fu. Un uomo attempato e grassoccio, uscì dal portone con in mano un sacchetto contenente immondizia. Immediatamente, Vito Battaglia fermò la porta prima che si chiudesse ed entrò. Salì al terzo piano e arrivato all'interno che gli serviva, cominciò a bussare forte.
Ci volle un po' prima che la donna aprisse la porta.
- Che diavolo vuoi tu ora? - domandò Jasmine.
- Devo scopare -.
- Ora ho un cliente. E comunque sono 70 euro lo sai - e detto questo tese la mano per ricevere i soldi.
- Non ne ho -.
- E allora fatti una sega - rispose Jasmine andando per chiudere la porta.
Black Jack innervosito da quella risposta diede una spallata alla porta che si spalancò e afferrò la donna dal collo.
- Ora tu ti metti in ginocchio e fai quello che devi - ordinò nervoso.
Il cliente sentendo il trambusto uscì dalla camera mezzo svestito e disse - Ehi! Che diavolo succede qui? -.
Vito Battaglia lo guardò, lo fulminò con gli occhi e gli disse - Se non vuoi morire vattene -.
Il cliente, vedendo Vito in volto, non se lo fece ripetere due volte e, presi gli altri indumenti dalla camera, corse via.
Come fu uscito l'uomo, Black Jack chiuse la porta col piede tenendo la donna ancora per il collo.
- Ora andiamo a letto e fai quello che devi hai capito? -.
Jasmine capì che non aveva altra scelta che assecondare il nuovo cliente.
Andarono nella camera da letto, Vito scaraventò la donna sul letto e cominciò a spogliarsi in maniera veloce. La donna, invece, cercava in tutte le maniere di trovare un modo per scappare via da lì. Nell'immediato non le venne in mente nulla e stava per soccombere all'ordine di Vito di soddisfarlo. Poi una idea.
- Fammi andare in bagno a sciacquarmi almeno - disse la donna - fammi essere almeno al meglio per te -.
Vito ci pensò un attimo, poi disse - Ok, ma sbrigati! -.
- Faccio subito -.
La ragazza andò in bagno e chiuse la porta. Si ricordò che aveva lasciato lì il suo cellulare che utilizzava per prendere appuntamenti con i clienti.
Aprì l'acqua per coprire la sua voce. Chiamò il numero che da sempre utilizzava per essere aiutata.
- Ti prego vieni, questo qua è pericoloso e ho paura -.
- Che tipo è? - domandò la voce.
- Vito Battaglia -.
A quel nome seguì un attimo di silenzio, poi l'uomo disse - Tienilo lì, stiamo arrivando -.
La donna chiuse e corse da Vito e cominciò ad usare tutta la sua maestria. Black Jack, vista l'acquiescenza della donna, si rilassò a sua volta.
Passarono trenta minuti dalla chiamata e la porta si rispalancò di colpo. Immediatamente, passi veloci di uomini fecero da premessa all'irruzione di persone armate.
- Chi diavolo siete voi? - domandò Vito mentre veniva immobilizzato dagli uomini armati appena entrati.
- Il capo ha detto che hai fatto un bel lavoro e che ora devi venire a festeggiare - disse uno dei tizi incappucciati.
- Ma che cazzo stai dicendo? -.
- Portatelo alla macchina - ordinò sempre quello.
Gli altri tre portano Vito fuori dalla casa.
- Hai fatto un ottimo lavoro Jasmine. A breve avrai quello che vuoi -.
- Mi ridarà mia figlia? - chiese la donna disperata.
- Ha detto di sì - e detto questo l'uomo incappucciato andò via.
Seduto nella sua autovettura, l'uomo guardava tutta la scena che si stava svolgendo dinnanzi al portone dove abitava la prostituta Jasmine.
Vide gli uomini incappucciati portare Vito Battaglia all'interno di una automobile e sfrecciare via il più in fretta possibile.
Guardò attorno per vedere se vi fossero altri testimoni, ma stranamente quella via era deserta quasi la città sapesse cosa stesse accadendo.
Come l'auto fu andata via, l'uomo prese il cellulare e compose un numero.
Tre squilli.
- Dimmi - disse la voce di donna dall'altra parte del telefono.
- L'hanno preso -.
- Ok, grazie mille Coach -.
- A te, Amanda -.
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale
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