![]() |
| Fonte: qui |
Il rumore dell'otturatore della fotocamera rimbombò nel camerino.
Il telefonino aveva immortalato il bel vestito addosso a Simona, mentre lo smartphone stesso copriva il volto della ragazza. Ultimo baluardo di privacy digitale.
Fatta la foto, Simona la analizzò nel dettaglio per poi darla in pasto ai followers che la seguivano virtualmente.
Diede un ultimo sguardo alle stories e poi uscì dal negozio.
Ultimò lo shopping giornaliero, per poi dirigersi a casa.
Messaggiò con Valerio, suo ragazzo da un po' di tempo e, nella conversazione, si organizzarono per vedersi da lei.
Quel giorno sarebbe stata da sola a casa, pertanto, poteva trascorrere del tempo insieme al suo lui.
Valerio si presentò nel tardo pomeriggio e, vedendola sull'uscio della porta, non riuscì a trattenere la voglia di fare l'amore con lei. Gli piaceva da morire. Soprattutto i suoi occhi e il suo sguardo lo facevano impazzire. Alcuni giorni restava a guardarla per interi minuti finché lei, con un sorriso, non gli ordinava di smetterla.
Era fatta così Simona: troppo donna per non stare al centro dell'attenzione, troppo insicura per sentirsi bella abbastanza.
- Posso restare a guardarti? - chiese Valerio.
- E a mio padre chi lo dice? Tu?
- Sì, lo dico io - e sorridendo la baciò. - Hai mai pensato di sposarmi? - chiese.
- Sì, ma fra dieci anni.
- Perché proprio dieci?
- Perché ne avrò 35, comincerò ad essere vecchia e lì capirò se mi ami davvero.
- Sei seria?
- No! - e ridendo si alzò nuda dal letto. - Rivestiamoci su. Tra poco torneranno i miei.
- Ok.
La sera stessa i due andarono a bere in un pub.
Valerio ripropose la domanda.
- Hai mai pensato di sposarmi?
- Di nuovo? - replicò lei stranita dall'insistenza - Ma che ti prende oggi?
- Perché non mi rispondi?
- Perché me lo domandi in continuazione?
- E' una semplice domanda.
- Semplice? Non mi sembra proprio.
- Non ti ho chiesto di sposarmi. Ti ho solo domandato se ci hai mai pensato.
- Perché lo vuoi sapere?
- Ho una mia idea.
- Posso saperla?
- Penso che ogni persona che ami ti susciti un desiderio, un pensiero. C'è chi ti fa pensare al sesso, chi ad un figlio, chi a sposarti. Chi tutto e chi niente.
- Quindi io sarei quella del matrimonio?
- E se fosse? Non credo sia una cosa brutta.
- No, ma è una cosa. E io sono abituata ad avere tutto.
- Stiamo parlando di altro ora. E non hai nemmeno risposto.
- Io non devo rispondere.
- No?
- No.
- Complimenti.
- Dai su, non voglio litigare.
- Nemmeno io.
- Ok, allora godiamoci la serata.
- Sì, infatti. Godiamoci la serata, che ormai le persone non è più costume godersele.
Quella notte Simona non riuscì a prendere sonno.
Nel buio della sua cameretta, si domandò quello che ore prima le aveva chiesto Valerio. La risposta fu no.
Si sentì colpevole. Sapeva di amarlo, eppure no: non aveva mai pensato a quell'ipotesi. Due anni bastano per far maturare un pensiero del genere? Quanti anni ci vogliono per dire sì?
Turbata si alzò dal letto. Si guardò allo specchio e pensò a sé stessa a dieci anni da quel momento. E, stranamente, si vedeva con Valerio. E allora perché?
Si prese il tempo di una sigaretta, poi di due, poi di un intero pacco.
Il giorno successivo, decise di dirlo. In un modo o nell'altro.
Quando la sera fece l'amore con Valerio in macchina, il ragazzo si accorse subito che c'era qualcosa che non andava.
Simona, impetuosa com'era, durante il sesso esplose con un secco NO. Valerio lì per lì non collegò la risposta alla sua vecchia domanda. Lei, allora, cercò di essere più chiara mentre, sopra il ragazzo, continuava a muoversi sempre più veloce.
- Non ho mai pensato al matrimonio.
- Lo sapevo - rispose lui ansimante.
- Non l'ho mai pensato, ma ho sempre pensato a te.
- So anche questo.
- E allora perché me lo hai domandato?
- Volevo che anche tu lo capissi.
- Cosa?
- Che arriveremmo al culmine del nostro amore anche con passi diversi.
Simona sentì tutto farsi più caldo dentro di lei. Capì che gli aveva dato tutta la libertà che un uomo può avere da una donna.
- Sto pensando a te nel mio futuro però - disse abbracciandolo.
- E' il motivo per cui non ho interrotto nulla ora.
- Ti amo.
- Tanto da non sposarmi?
- Tanto da tenerti con me tutta la vita.
- E perché non mi sposeresti?
- Perché ho già detto di sì a Dio la prima volta che ti ho baciato. La mia fede è sulle tue labbra, il mio cuore è nel tuo petto e tutti i miei sogni sono nelle nostre dita.
E così facendo, quella sera i due capirono che non avrebbero mai celebrato un matrimonio, ma, nella loro vita, avrebbero ogni giorno consacrato un amore.



