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venerdì 27 agosto 2021

MOON - pt. 3

 


Come la Luna, anche i rapporti umani hanno le loro fasi.
Calanti, crescenti, piene. A volte vi sono anche le eclissi, ma quella è un’altra storia.
Da quel momento di sesso, erano passati molti giorni. Tanti da giustificare un amore. Troppe da non immaginare un per sempre.
Eppure quel contenitore restava lì, nell’ombra di un cassetto pieno di camicie e stile. Ma quel giorno doveva arrivare, Manuel lo sapeva.
Ma che si fa in questi casi? Io sono sempre stato diretto! Fosse per me andrei lì e direi “Sposami!” così! O la va o la spacca.. ma quel pensiero si bloccò subito. Che cosa pidocchiosa!. E lasciò tutto com’era.
Quella sera di luglio, Manuel riprese l’anello dal cassetto, lo guardò insieme al bigliettino che aveva riposto all’interno e si ripromise che quella sarebbe stata la serata giusta. Appoggiò la scatoletta sul mobile di fronte al suo letto, ripassò con la mente quello che avrebbe fatto e, pieno di pensieri, estrasse dal cassetto più in basso di quello precedentemente aperto, la scatola dei gemelli. Indossò l’accessorio con cura e chiuse l’involucro. La notifica dell’iPhone lo fece sobbalzare. Diede uno sguardo fugace al display e, sbadatamente, ripose la scatola sbagliata nel posto segreto.
L’anello, invece, restò lì in bella vista all’interno della confezione.
La passione, come la serata, viaggiò spedita quella notte. Fare l’amore con Sofia era ciò che lo definiva nel mondo.
La vide alzarsi dal letto e dirigersi verso il mobile. Ingenuamente, le chiese di rimettergli a posto i gemelli nella scatola che vedeva lì sopra, condannandosi a morte.
Sofia eseguì semplicemente gli ordini, prese con le mani la custodia e la aprì. Vi trovò un meraviglioso anello e un biglietto che recitava la buffa frase “Cosa vuol dire godersi la vita? Ti va di scoprirlo stando accanto a me per sempre?”.
La ragazza si commosse e si voltò con l’anello in una mano e il biglietto nell’altra.
Manuel vide la scena davanti a sé. Voleva sparire per l’imbarazzo. Non aveva previsto tutto questo. Tentò di fare qualcosa, ma Sofia lo anticipò cominciando a parlare.
- Non significa anche questo, forse, godersi la vita fino in fondo? Unirsi, fondersi, trovarsi, sentire un paio di mani che ti toccano e sentirle accarezzare anche la tua anima. Ed io sì, credo alle stelle cadenti, alle fasi lunari e anche alla Luna che fa l’amore con la Terra, a quello che va oltre ciò che vediamo, a quello che sentiamo, a quello che ci fa sentire vivi. Ai movimenti lenti che senti far parte di te e che senti fino a dentro le vene, e che ti catapultano in un altro mondo. Quello in cui, in quel momento, esisti solo tu insieme all’altra persona; quello in cui conta solo sentirsi, viversi. E anche se ci vogliono più di trenta giorni per cedere ad un amore importante, conta ciò che resta. Perché anche solo ricordarlo ci fa sentire vivi. E Luna lo sa, la Luna vede tutto. Ma, in silenzio, riservata ed eternamente destinata alle sue fasi, tiene tutto per sé. Scompare per poi ricomparire, ma lei lo sa: che si può continuare a fare l’amore tra corpi e anime anche così, ricordando intensamente quel che è stato. E che forse, chissà, sarà ancora. E tu? Alle stelle cadenti ci credi? E alle fasi lunari che ti portano in un altro mondo? Credi anche a quello che forse sarà ancora?
Manuel si trovò a rispondere un convinto e forte - Sì - a tutto.
Rifecero l’amore. Fecero sesso. Fecero la vita.
Senza tempo e nomi.
Senza risparmio per poi arrendersi al fiato e all’estasi.
Sudati e abbracciati, anche la Luna aveva un’altra luce.
Manuel la baciò sulla testa e, poi, goffo come il suo biglietto domandò - Ma alla fine sono io che ho chiesto a te di sposarmi o il contrario?
Sofia sorrise, lo baciò sulle labbra e, semplicemente, rispose - La Luna. Ce lo ha chiesto la Luna.

giovedì 19 agosto 2021

MOON - pt 2

 




Seduti sul divano a baciarsi.
Per cinque minuti non avevano fatto altro che accarezzarsi e baciarsi.
Era andata tutta così la serata, fluida. Senza niente di preciso da fare, senza calcolare alcun gesto.
Sofia sentì le mani di Manuel viaggiare per tutto il suo corpo e capì che oltre il sesso ci sarebbe stato qualcosa di più.
Erano sempre stati amici, ma era pur vero che un legame attrattivo fra loro c'era sempre stato. Platonico, celebrale, d'anima.
Quella sera, però, c'era sete di realtà.
A quel pensiero, Sofia si staccò dal ragazzo, si alzò e si diresse vicino al tavolo posto dinnanzi al divano dove erano seduti. Si guardò bella e ammaliante nello specchio proprio in direzione frontale al suo sguardo. Con la mano destra fece scivolare dalle sue spalle prima una e poi l'altra bretella dell'abito.
Manuel, ancora seduto, vide quel vestito venire giù come il sipario di un gran teatro, il quale mostra la sua migliore scenografia. Vide quel corpo stupendo e quelle fasi lunari che, come una costellazione, lo conducevano al punto più sublime.
Si alzò e si spogliò dolcemente, sotto lo sguardo vigile di Sofia attraverso lo specchio. Nudo e pieno di sensazioni inspiegabili, si avvicinò alla ragazza. Le sue mani completarono l'opera di denudare la ragazza. Anche l'ultimo baluardo d'intimo venne giù. Sofia riprese a sentire le dita esplorare tutto il suo corpo, mentre la bocca del ragazzo continuava a viaggiare sul collo.
Le venne spontaneo e quasi naturale piegarsi in avanti, poggiando le sue di mani sul tavolo.
Pensò che chiudere gli occhi sarebbe stato, oltre che un peccato, una dimostrazione di vergogna per quello che stava facendo e provando. Li tenne aperti, fissi su quello specchio che rifletteva tutto. Anche Manuel fece lo stesso.
Muoversi all'unisono, respirare insieme. Piangere forse.
Ciò che doveva accadere sotto quei movimenti sarebbe avvenuto. Alla luce di uno specchio, di una folata di vento che si inseriva da una finestra aperta, all'ombra di una lampada testimone silenziosa di tutto.
Manuel vedeva quel corpo sinuoso assecondare le sue spinte. Osservava quel tatuaggio. Lo desiderava a tal punto da voler sentire l'inchiostro sulle sue labbra. 
Si chinò sulla schiena di Sofia e cominciò a baciare ogni singola luna che aveva su di sé. Sentì i movimenti rallentare per poi fermarsi e la bocca del ragazzo scivolare giù per la sua schiena.
Provò quei brividi fino alla fine.
Vide dallo specchio il corpo del ragazzo rimettersi in piedi e rientrare. Lo sentì penetrare di nuovo dolcemente dentro di lei, mentre una mano del ragazzo si adagiava leggera su quel tatuaggio.
Riprese a muoversi e Sofia lo lasciò fare.
I loro sguardi si incontrarono nello specchio e non si abbandonarono più per tutto quell'atto finale. Tutto diventò più veloce, più intenso.
- Ti sei mai chiesta cosa faccia la Luna quando non la vedi? - domandò Manuel.
Sofia assaporò ogni parola prima di rispondere, come se anche quelle fossero una pratica sessuale.
- No.
- Magari fa l'amore con la Terra. Come noi ora.
- E io sono la tua Terra?
- Tu sei tutte le mie Lune. E oggi, ad ogni fase, battezzo un pezzo della mia anima a te.
- Restami dentro. In tutto. Restami dentro.
- Restami accanto - rispose lui.
E tutto si concluse in quello sguardo, in quello specchio, in quel momento di amore possibile ma non concreto.

Ci vogliono poco meno di 30 giorni alla Luna per orbitare completamente intorno alla Terra.
Ce ne vollero un po' di più a loro per cedere ad un amore importante. Con tutte le felicità, con tutte le difficoltà, con tutto il sesso che c'è.
Si assecondarono per molto tempo fino a quel giorno di Luna piena in cui, alla domanda di Sofia se ce l'avrebbero fatta, Manuel aveva risposto a lei e a se stesso "Sì. Se credi alle stelle cadenti e alle fasi lunari.. allora sì".

martedì 17 agosto 2021

MOON - PT. 1







Notte di San Lorenzo.
Credi ancora nelle stelle cadenti? E le fasi lunari? Mannaggia a quelle fasi lunari!
Questo pensò Manuel quando Sofia si alzò dalla sedia. Il vestito rosso scuro le lasciava la schiena scoperta, così da poter mostrare quel tatuaggio che, percorrendo tutta la sua spina dorsale, evidenziava le fasi lunari.
Sofia si allontanò dal tavolo e si diresse, col cocktail in mano, a bordo piscina. Evidentemente voleva restare un po' da sola.
Manuel la seguì. Di botto, di getto, senza pensarci.
Arrivata nei pressi della piscina, la ragazza cominciò a bere. Sorseggiava guardando quell'acqua come se potessero emergere da lì le risposte che cercava.
La voce alle sue spalle la fece sussultare.
- Vorrei fare l'amore con te.
Sofia si girò, guardò Manuel scioccata e domandò - Scusa?
- Sì, vorrei fare l'amore con te. Tutte le volte che ti penso, che ti vedo, che osservo il tuo corpo e quel tatuaggio.
- Hai bevuto?
- Se avessi bevuto, queste cose nemmeno te le direi.
- Allora dobbiamo rivedere i tuoi modi di corteggiare.
- Non ti sto corteggiando. Ti sto dicendo quello che sento.
- Tu sei tutto matto! - concluse Sofia andando di nuovo alla festa.
Il party continuò con musica e balli e, per tutto il tempo, Sofia fu importunata da ragazzi che provavano a conquistarla. 
Si ricordò di Manuel, di quello che aveva fatto prima. Dell'assurdità del gesto, dell'essere fuori ogni schema, dell'essersi lanciato senza paracadute. Pensò al suo essere trasparente, e tutto questo le piacque. In un mondo, in una serata di buone intenzioni e belle parole, lui aveva scelto la verità. Nuda e cruda. Pensò che, forse, le cose più belle della vita nascono così: da tutto ciò che per prima non ti piace, non accetti o semplicemente non riconosci.
Lasciò il bicchiere, che intanto era cambiato tre volte nel corso della serata, sul tavolo di vetro vicino all'angolo bar e si diresse verso Manuel che, nemmeno a farlo apposta, era vicino alla piscina. Giochicchiava con l'Iphone.
D'un tratto, si sentì tirare.
Non capì nulla, sentì solo un bacio lungo e profondo sulle sue labbra, una lingua che dolcemente scalfiva la chiusura delle sue.
Finito il bacio, Manuel restò qualche secondo ancora con gli occhi chiusi. Sentì la voce di Sofia dirgli - Vorrei fare l'amore con te.
Aprì gli occhi, guardò quella meraviglia di donna di fronte a lui e domandò semplicemente -  Credi ancora nelle stelle cadenti?