(l'immagine è tratta dal sito http://www.caffe.it/wp-content/uploads/2016/02/caffe-it_arte-e-cultura-1.jpg)
Milord spostò la sedia e fece
accomodare Lady.
Fece il giro e si sedette sulla
sedia di fronte alla bella donna.
Aveva i capelli lunghi e
rossicci, gli occhi fumanti tipici di una donna che ha tanto da dare
al mondo e al cuore.
Milord chiamò con un gesto il
cameriere e chiese di poter ordinare.
Lady prese un caffè, Milord
chiese un bicchiere di Brandy con due cubetti di ghiaccio.
Il cameriere non tardò ad
arrivare, pose le due bevande sul tavolo e andò via.
In quel momento la conversazione,
andata avanti per lo più per cliché, si arrestò.
Era arrivato il momento di
parlare di loro. Di quell’amore. Ma, infondo, entrambi si
domandavano se fosse stato sul serio amore.
Lady girava il cucchiaino nel suo
caffè, osservandolo con cura.
Un tintinnio del ghiaccio diede a
Milord la forza di cominciare a parlare.
- Vorrei mi guardasse come guarda
quel caffè -.
- Che vuole dire Milord? -.
- Che il caffè per lei ha
importanza. Vorrei averne la stessa -.
Lady sorrise, mentre Milord da
grande imprenditore qual’era, riprese a parlare.
- Ho
riflettuto spesso nel corso degli ultimi anni sull’importanza che
riponiamo nel caffè come bevanda, senza riuscire a capire in
profondità, l’origine di tanta venerazione e dedizione -.
-
Quindi nessuna conclusione? - domandò Lady.
-
Ancora no. Lei ne ha una madame? -.
Lady
bevve il caffè, posò la tazzina sul piattino. Guardò un punto
imprecisato fuori, poi rispose a Milord.
-
Esiste
una forte somiglianza tra noi stessi e il caffè. Le varie fasi di
questa bevanda all’interno della caffettiera messa sul fuoco,
infondo, rappresentano il divenire che ognuno di noi sperimenta
durante i vari scenari della vita. Il caffè è la personificazione
di quello che accade in un giorno, in un mese, in un anno. Qualsiasi
essere umano, all’inizio di ogni cosa, è come il caffè in
polvere. In tutti gli inizi, ogni uomo è consapevole che, durante
il percorso e attraverso le cose che accadranno, cambierà forma e, a
fine percorso, sarà diverso. Anche a prescindere dall’esito che se
ne avrà -.
-
Quindi noi saremmo polvere di caffè? -.
-
Sì. Noi siamo proprio come quel caffè in polvere confinato nel
filtro che, ad opera degli incontri, delle parole, pensieri, cambia
la sua forma e unendosi all’acqua della vita e riscaldato dal
calore delle persone, si trasforma in liquido. E tutta questa unione
di sensazioni e spiriti si affaccia all’esterno verso nuove realtà,
diventando un immenso piacere. Proprio come fa il caffè versato
nella tazzina -.
-
Che visione bellissima della vita madame – disse allora Milord.
-
Fosse solo così, le darei ragione -.
-
Che vuole dire? -.
-
Non sempre va come ho detto. Molte volte, tanta gente resta
imprigionata in una situazione scomoda e triste. Per questo si
trasforma e, da polvere, non riesce ad elevarsi a liquido. Diventa
posa, posa che affonda. E sa quando avviene tutto ciò? Quando non
abbiamo avuto il coraggio di essere liquido leggero che scorre verso
l’esterno, restando invece posa pesante –.
-
Non c’è speranza allora in quei casi -.
-
Non proprio. Occorre pazienza. Se abbiamo la pazienza di aspettare il
tempo maturo per venire fuori, allora quella posa, che si è
raffreddata, può essere eliminata. Basta un soffio, e tutto esce
fuori in maniera compatta senza lasciare tracce -.
Milord
finì il suo brandy meravigliato di tutta quella emotività nella
donna che aveva di fronte.
La
guardò sorridergli e pensò che fosse la cosa più bella del mondo.
Poi
si ricordò del caffè.
Capì
perché non l’aveva saputa amare.
Nella
sua vita, Milord, non aveva mai bevuto caffè.
si ringrazia per la gentile condivisione e concessione Lucy Vinci.

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