(l'immagine è tratta dal sito http://www.adrianabase.it/2014/02/la-psicoterapia-spiegata-a-mia-nipote-di-5-anni/)
Borimir Morozov, con la sua mano scheletrica e sicura da tre volte campione del mondo di scacchi, mosse senza esternare nessuna emozione il suo alfiere. Fatto questo, in maniera secca, schiacciò il tasto per bloccare il suo timer e far partire quello del suo sfidante venuto dall'Italia.
Era diverso da tutti gli altri - pensò Borimir. Aveva un modo di fare e di giocare agli scacchi completamente singolare.
Quel ragazzo guardava la scacchiera e i pezzi come se da loro cercasse il consiglio, la risposta, la mossa.
Finito di pensare questo, Morozov poggiò la schiena contro la sedia e attese la mossa dell'italiano.
Alberto Miola, anni 35, tarantino di una Taranto che di scacchi sapeva ben poco - attanagliata com'era da un passione per una squadra di calcio conosciuta più per i suoi fallimenti che per le sue gesta - era lì a guardare quello che gli era rimasto del suo piccolo esercito di pezzi.
Sentiva il ticchettio del timer inseguire il suo orecchio e, veloce, entrarci.
Deglutì la saliva: la situazione era difficile. Dopotutto davanti aveva un tre volte campione del mondo.
Volse il suo sguardo a sinistra e vide i suoi genitori e, alla loro sinistra, nonna Rosa.
La donna lesse tutta la preoccupazione e sentì tutta l'emotività che si muoveva nell'anima del nipote, ormai uomo.
Rosa sorrise dolcemente ad Alberto e, con l'indice della mano destra, si toccò la fronte mentre le labbra sussurravano "Pensa!".
Alberto piegò la testa di lato, quasi a volerle domandare in modo silenzioso "A cosa?".
La nonna, quasi lo leggesse nel pensiero, prese con le mani i biglietti aerei e glieli mostrò dicendo sempre sottovoce "Ricorda da dove vieni!".
Alberto fece un sorriso dolce e si voltò a guardare negli occhi Borimir.
In quel momento vide, alle spalle del campione russo, nonno Erminio in piedi e pronto a raccontargli l'ultima grande storia.
- Nonno, ora torniamo a casa! - pensò - Attraversiamo il Ponte Beato Egidio, il ponte di pietra, e torniamo a casa nostra -.
Sospirò.
- Torniamo a Taranto -.

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