(l'immagine è tratta dal sito http://www.adrianabase.it/2014/02/la-psicoterapia-spiegata-a-mia-nipote-di-5-anni/)
La partita era ormai agli sgoccioli.
Nonno e nipote, fra risate e racconti, stavano concludendo la loro gara a scacchi.
Tra una mossa e l'altra non disdegnarono di mangiare qualche fetta biscottata con un po' di Nutella sopra, cosa di cui entrambi erano ghiotti.
Dopo quella "dolce" pausa, Alberto fece la sua mossa con la solita insicurezza.
Nonno Erminio sorrise mentre riscontrava in suo nipote una particolare propensione al gioco degli scacchi.
Ma, da buon educatore, non si tirò indietro nel far comprendere al nipote, oltre alla gioia del partecipare, anche la possibilità di perdere.
Mosse la torre e con un sorriso dolce disse semplicemente - Scacco matto -.
Alberto, che non aveva la minima idea di cosa significasse quella frase, rispose - Bene ora muovo questo -.
Andò con la mano per prendere e l'alfiere ma il nonno lo bloccò - Non puoi Alberto, ho detto scacco matto -.
- E che significa? -.
- Significa che il tuo re è perduto. Che in qualsiasi posto lo posizionerai io potrò mangiarlo -.
Alberto, un po' spaesato, guardò la scacchiera.
- Significa che hai perso tesoro mio -.
- Perso? - disse sbalordito il ragazzino.
- Sì. Perso. Nei giochi, come nella vita, può succedere di perdere. Ma sei stato molto bravo. Un ottimo sfidante -.
Alberto assunse un aria scura e sbottò dicendo - Non vale così nonno. Non è giusto! -.
- Cosa non è giusto? -.
- Non vale così. Lo hai fatto a posta - e detto questo spinse la scacchiera.
Nonno Erminio, senza scomporsi anche se quell'atteggiamento un po' lo aveva infastidito, calmò il ragazzino dicendogli - Mi ricordi tanto Torello -.
- Io non sono nessuno -.
- Infatti ho detto che me lo ricordi. Alberto nella vita si vince e si perde. Quello che non bisogna mai fare è abbandonarsi alla rabbia. La rabbia non aiuta mai -.
- Non voglio sentire altre storie - disse sempre più imbronciato Alberto.
- Eh no! Invece sentirai anche questa! - esclamò nonna Rosa che era entrata alcuni minuti prima e aveva assistito a tutta la scena.
- E nonno la racconterà anche a me, dato che è la mia preferita - concluse la donna guardando Erminio con uno sguardo che sapeva di complicità.
Alberto vide la nonna sedersi affianco a lui e, a quella scena, si convinse ad ascoltare il nonno.
- E ora che si fa? - chiese sempre imbronciato il ragazzino.
- Andiamo a Palermo - disse Erminio.
E prese a raccontare la sua storia.

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