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lunedì 5 giugno 2023

ROSSO VINO


Fonte: qui







"Per quanto acceso, il tuo cuore sarà sempre più rosso di questo vino che ti tolgo dalle labbra. E per quanto forte tu possa essere, sarò sempre un grado in meno della tua dolcezza."

Non erano soltanto i postumi del vino, della serata. 
Quella frase le era rimasta addosso, come il nero del vino sulle labbra.
Tutto le ricordava quel momento di passione. Perché era passione, non poteva essere altrimenti. Loro non potevano solo scopare. O, forse, lei non poteva. Massimo ci poteva riuscire benissimo.
Sarò sempre più rosso di un vino... continuava a pensare. Ma anche i vini invecchiano, come le persone. E come loro, anche i vini evolvendosi cambiano sapore, colore. Ogni vino ha le sue lacrime, come gli uomini e le donne che amano. E le loro lacrime, scivolano sulle pareti di bicchieri troppo trasparenti per dare loro risonanza.
Francesca sentì qualcosa nella borsa suonare, mentre il bus la riportava lenta lenta verso casa sua.
Era troppo tardi per essere la mamma, ma era abbastanza presto per un messaggio di Flavia, la sua migliore amica.
Prese il telefono dalla borsetta, aggiustò una ciocca di meravigliosi ricci che aveva per capelli e lesse il classico Dove sei? dell'amica.
Rispose che stava tornando a casa.

Ti sei vista con Massimo?
No. Alla fine sono uscita con Jeremy
Non ti credo
Invece sì. E ci sono anche stata.
Addirittura!
Ma me ne pento.
Era così scarso il ragazzo?
Non per quello. Ma per Massimo
Ancora!!!!
Lo devi dimenticare
Già..
Il problema è solo mio, mi sa!
Purtroppo sì
Ma non vorresti qualcosa di diverso per te stessa ora?
Ad essere sincera, in questo momento vorrei che 
questo bus mi portasse in un posto diverso.
Non tanto per il posto in sé, quanto per la persona che vorrei trovare. 
Ma non lo faccio. La paura di essere rifiutata nuovamente 
è più forte di quella di fare una pazzia.
Sei ubriaca vero?
Mi sto riprendendo dai.
Avvisa quando sei a casa
ok, tanto non manca molto.

Nel letto, Francesca decise di infilarsi nuda.
Non voleva niente addosso. Aveva già avuto un corpo diverso che l'aveva saziata per un po'. Ma non aveva acquietato del tutto la sua anima.
Ripensò all'ultima serata con Massimo, a quell'asciugamano bianco che la copriva. Che scivolava giù scoprendo il suo corpo.  A quelle gocce di vino che il ragazzo succhiava dalle sue labbra.
Al suo essere sopra di lui nell'illusione di dominarlo quando sapeva bene che la preda infondo era lei.
Quante volte aveva scambiato il sesso per amore, l'eros per trasporto, la vicinanza dei corpi con la fusione di due anime.
Massimo le aveva sempre regalato delle repliche, che lei aveva sempre trattato come originali.
Il suo cellulare vibrò ancora. La sua mente non del tutto lucida, si ricordò di Flavia e di quella richiesta fatta e non esaudita.
Aveva già in mente una scusa buona per l'amica quando sul display lesse il nome di Massimo.
Non ci voleva pensò. Quel messaggio aveva un impatto troppo forte in quel momento. Odorava ancora di un altro ragazzo, la sua mente risorgeva piano piano dall'alcol e il cuore... bhe il cuore non sapeva nemmeno lei dove fosse di casa.
Lesse che Massimo quella sera aveva capito di sentirsi solo senza di lei. Francesca lo aveva capito facendo sesso con Jeremy. Due modi diversi, un risultato simile.
Non è la solitudine che muove i cuori si limitò a rispondere lei per poi abbandonare il telefono sul materasso.
Francesca sentì ancora la vibrazione del cellulare, ma non fece nulla. Pianse. Semplicemente. Pianse come chi è da solo, non solo. Da sola con un dolore da gestire, un fallimento da assorbire, una pagina da voltare.
Si sentì sciocca tanto quanto le decisioni che aveva preso: al rifiuto che aveva dato a quel ragazzo che l'amava semplicemente perché si era arresa alle prime voci su di lui raccontate da un'amica; al sesso con Jeremy; al voler continuare con Massimo.
Ora capiva perché non aveva avvisato Flavia: lei a casa non era arrivata, non ci si sentiva ancora.
Si alzò dal letto e, nuda, si diresse verso al finestra. Guardò la città che sembrava essere una fotografia di sé stessa. Sentì ancora una vibrazione del cellulare e ne assorbì tutte le onde.
Buttò fuori con un sospiro.
Guardò un gatto sul marciapiede osservarsi intorno prima di muoversi.
Dovrei fare così pensò Francesca dovrei guardarmi attorno prima di muovermi. Continuò ad osservare il gatto e vide che l'animale, pur guardandosi sempre attorno, aveva come precisa destinazione l'altra parte della strada dove ad attenderlo c'era un altro gatto.
Sorrise Francesca. Anche nel mondo animale, ciò che direziona i movimenti sono sempre le persone che ci amano e ci sanno aspettare.
Sospirò ancora, ma più dolcemente. 
Tornò a letto e, tornando, vide le foto appese in camera: Flavia, i genitori, sua sorella Claudia, gli amici della palestra. 
Si sedette sul materasso e prese il cellulare.
Andò dritta dritta nella chat di Flavia, diede un ultimo sguardo alle foto e, dopo aver sentito la pace che sono il sentirsi amata concede, scrisse all'amica Ora sono a casa.
A Massimo avrebbe dato un posto nel suo cuore, a Jeremy ne aveva dato uno nel suo letto per pochi istanti.
A sé stessa, invece, adesso aveva dato la libertà che solo il vivere i sentimenti concede.


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