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martedì 18 ottobre 2022

IL PONTE TIBETANO

 
Fonte: qui





- Resta da me stasera.
Così disse Samanta dopo il suo sorso di gin tonic.
Non brillava in altezza, ma spiccava per personalità e femminilità.
Personalità retta da un mix di allegria e dubbi: l’umorismo tipico delle persone intelligenti; i dubbi di chi ha il coraggio di agire per cambiare la propria vita.
Manuele sentì quella frase come un vento freddo addosso. Sentì i brividi su tutta la sua pelle. Provò a guardarla negli occhi. Si ricordò che non aveva mai capito di che colore fossero gli occhi di Samanta. Ma tutti sapevano che, quando un uomo cominciava a farsi quella domanda, voleva dire che era troppo vicino a lei. E lei, come un pitone, era capace di avvilupparsi alla mente prima ancora che al corpo.
Manuele aveva l’alibi di essere dolce, la forza di essere dolce. E Samanta questo lo sapeva.
- Hai mai incontrato una come me?
- Dovrei rispondere no ora, se voglio continuare a restare vivo.
- Non devi tenermi contenta.
- Infatti, voglio solo tenerti con me.
Lei sorrise - Hai mai attraversato un ponte tibetano?
- No.
- Io sono così. Puoi camminare dentro di me, arrivare persino dall’altra parte del ponte. Ma è ciò che hai sotto i piedi che fa la differenza. Il brivido di non potercela fare, il coraggio di rischiare, l’abilità di decidere se, quello che hai sotto i tuoi piedi, sia baratro o panorama.
Manuele guardò ancora gli occhi di Samanta seduta sul divano di fronte a lui. Il caminetto emise un suono. Come un segnale.
Il ragazzo si alzò, andò da lei e la baciò. E Samanta lo lasciò fare. E, mentre la spogliava, lei gli sussurrò nell’orecchio - Che cosa ci vedi tu?
- Un baratro.
- E perché lo stai facendo?
Lui le baciò il collo, risalì per arrivare alle labbra. Percorse con la sua lingua tutta la forma della bocca di Samanta e poi, guardandola negli occhi, disse - Perché preferisco stare nel baratro della tua anima che sulla cima della montagna di una vita che non mi appartiene.
- Ma da lì il panorama è più bello.
- Da qui giù, invece, con te, tutto quanto è cielo.
Samanta abbandonò il drink, abbandonò la stretta che aveva su di lui.
Quella morsa diventò abbraccio, quel morso diventò bacio.
Quel baratro diventò cielo.   

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