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Andrea si fermò nella piazza del paese. Scesero dalla vettura e si diressero alla vecchia fontanella. Era una piccola fontana posizionata nei pressi di un belvedere che dava sulla vallata del paese.
Il posto del loro primo bacio, sei anni prima.
- Mi spieghi che hai? - esordì subito Margherita.
- Perché ti sconvolge tanto quello che ho fatto?
- Perché ne avevi tanti di modi per rovinare i festeggiamenti, ma questo proprio non me lo aspettavo.
- Rovinare?
- Sì
- Pensi che baciare la persona che ami a mezzanotte di capodanno sia rovinare la festa?
- No, non dico quello. Dipenda da come lo si fa.
Stavano per litigare. Ma Andrea non voleva quello.
Fece un respiro. Si voltò verso la veduta, mise i palmi delle mani sul muretto e guardò per un po' il paesaggio. Le piccole luci che si vedevano, facevano sembrare il paese un piccolo presepe.
- Siamo insieme da sei anni. E mai come quest'anno ci ho sentiti distanti. Ne abbiamo passate tante. Talmente tante che altri si sarebbero fermati molto tempo fa. Eppure tu sei ancora qui. Molto spesso non ci accorgiamo che, quando portiamo avanti la nostra vita, portiamo avanti anche le nostre cose irrisolte.
- Cosa vuoi dirmi Andrea?
Il ragazzo si voltò e la guardò negli occhi.
- Abbiamo passato tanti anni e tanti primo dell'anno insieme. Ma questa volta volevo qualcosa di diverso. Ti vedevo ballare e pensavo che eravamo più belli di così. Che meritavamo di più di un brindisi e un trenino. Io nel nuovo anno ci volevo entrare con te, portandomi non solo le cose irrisolte, ma anche tutto quello che abbiamo costruito. - Si avvicinò e prese le mani della ragazza - Ti ho baciata dalle 23.59 a 00.01. Due semplici minuti. Per tutti. Ma per me erano qualcosa di più. Ti ho baciata in quell'istante perché volevo cominciare il nuovo anno come una cosa sola. Ti ho dato un bacio in quel momento, perché volevo l'illusione di averti baciato per un anno intero e che il tempo stava cambiando tutto tranne noi. Che saremmo stati identici nel vecchio e nel nuovo. Volevo per me l'idea che se eravamo capaci di baciarci per due minuti, per due anni diversi, allora lo avremmo potuto fare per tutta la vita.
Una macchina piena di ragazzi passò in lontananza a grande velocità emettendo rumori e schiamazzi di festa. Andrea e Margherita non ci badarono.
- Un solo bacio, due anni. Un solo bacio, due cuori. Un solo bacio, un solo amore.
Disse quella frase Andrea con la solennità che hanno le parole sincere. Quella solennità che solo il riverbero del cuore sa dare.
- Perché non me l'hai detto? - domandò Margherita.
- Perché stavi ballando.
- Quindi non era una cosa che avevi programmato?
- No.
- Siamo diventati romantici.
- Forse.
Margherita mise le braccia intorno al collo del ragazzo. - Quindi mi hai baciato in due anni diversi con un solo bacio!
- Sì. Ma, per restare romantici, possiamo dire che ci siamo baciati per un anno intero.
- Non è un anno intero.
- No, non lo è. Ma, alla fine, in amore il tempo è relativo.
Margherita lo baciò.
Un bacio intenso, lungo.
- Che anno è ora? - domandò scherzosamente la ragazza.
Andrea le sorrise e rispose semplicemente - Il nostro.
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