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venerdì 17 dicembre 2021

TI HO PENSATO - pt 2

 

Fonte: qui



Si videro.
Lui aveva l'aria di chi ha le orecchie educate per sentire e il cuore ormai lontano per ascoltare.
-Sì - esordì lei.
-Sì cosa?
-Sì, ti penso.
Lui sorrise amaramente.
-Dico sul serio - insistette lei.
-Perché me lo dici ora?
-Perché io non parlo mai. E non parlo mai perché, se poi dico quello che provo, devo ammettere che quelle cose siano vere. Ma, se non le ascolto dalla mia voce quelle parole, allora possono stare dentro di me. E io mi posso concedere il lusso di suggerirle. Non ho fiato per correre sulla strada dell'amore. Per questo mi limito a sublimarle. Lo so che è stupido, ma io o amo o respiro.
David la guardò. Per un attimo la vide sincera. Ma, in cuor suo, sapeva che quel discorso era più rivolto a lei che a lui.
- Sai quando ti accorgi di volere bene ad una persona? Di amarla? Lo sai?
Penelope rispose di getto - Quando faresti di tutto per lei!?
- No. Quella è disperazione. Lo sei quando non fai assolutamente nulla per dimostrarlo. Ami e basta. Come respirare. Ma, quando tutto si riduce all'azione, al fare, al dimostrare, allora è mancanza. E le mancanze sono pericolose. Ti fanno solo perdere l'equilibrio.
-Vuoi dire che non è vero quello che ti sto dicendo?
-E' vero Penelope, ma non nei termini che pensi tu. Sei qui perché mi hai vista con Nadia e ti ha fatto male sapere che qualcuno era capace di dire quelle parole che tu non dici. Sei qui per paura di perdere l'equilibrio, non la persona. Per te ha più importanza l'attimo che il percorso.
-Non è vero.
-Vuoi metterti con me?
-E' sleale così David.
-Addio Penelope.
Lo vide andar via. Dieci secondi di passi che allontanavano una persona dal posto in cui era.
-Sìììì! - gridò la ragazza - Voglio stare con te.
Lui si fermò, si voltò e con aria glaciale disse semplicemente - L'equilibrio Penelope. E' solo equilibrio perso.
Fu l'ultima frase che sentì da lui.
Un anno dopo, passeggiando per le vie del centro, Penelope mai avrebbe pensato di rivederlo. 
Dopotutto, aveva saputo che si era trasferito a Dublino.
Lo vide con la stessa ragazza. Era così bello. Provò una forte emozione, molto diversa a quella che aveva provato mesi prima.
Restò immobile, mentre lo vedeva attraversare ed allontanarsi.
Quell'immagine le si impresse nel cuore.
A casa, quella notte, non dormì.
Ritrovò quella vecchia chat, dove la foto profilo aveva lasciato spazio ad un omino grigio. Simbolo di una chiusura totale.
Vide il lucchetto e si fermò a pensare al motivo per cui avesse scelto proprio quell'emoticon.
Perché, in cuor suo, sapeva di averlo voluto bloccare e non tenerlo a sé.
Cancellò il messaggio e la chat.
Qualche giorno più in là, lo rivide per strada. Questa volta era solo. Lo guardò. Le sembrò sempre sereno.
Il ragazzo la intravide tra la gente e la fissò per un attimo. 
Lei semplicemente sorrise. E, mentre faceva quel gesto, lui capì che non l'avrebbe mai dimenticata; lei, invece, che aveva imparato ad amare.
E l'amore, pensò Penelope, mentre si voltava per tornare a casa, non è mai una perdita di tempo.



 

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