(fonte: qui)
Erano passati giorni da quel giro in moto.
Come tutte le cose che rompono gli equilibri, c'era bisogno di un po' di tempo perché i due interiorizzassero l'accaduto.
Avevano continuato a lavorare serenamente come due colleghi normali.
Un giorno, però, Alex provò un senso di mancanza più profondo degli altri. Aveva visto Livia sorridere mentre guardava il cellulare. Molto probabilmente un video o più verosimilmente un messaggio.
Pensò che avrebbe voluto vederla sempre ridere per lui.
Finita la giornata lavorativa, Alex si volse per cercare la ragazza. Non la vide. Come un razzo, allora, si gettò nel parcheggio.
Livia stava per partire con la sua auto, ma riuscì senza sapere come a fermarla.
- Che succede? - domandò lei in un misto di preoccupazione e incomprensione.
- Resta con me oggi.
Livia spalancò gli occhi incredula. Alex capì di essere andato troppo oltre, ma a quel punto tornare indietro era impossibile.
- Prendiamoci mezza giornata.
Livia abbassò lo sguardo - Ascolta Alex, sei un bravissimo ragazzo. Ma io frequento una persona e non mi sembra davvero il caso di...
- Non voglio niente da te. Non ti chiedo niente né ambisco a qualcosa. - sospirò - Hai mai provato la sensazione di tenere così tanto ad una persona che non ti importa di far parte della sua vita, ma soltanto di vederla felice ogni singolo istante? Bhe, questo provo io. Vuoi sapere se ti amo? Ti rispondo: sul ciglio di sto burrone sono ad un passo dalla caduta. Ma se cadere servisse a portarti alle stelle, allora precipiterei guardando il cielo. E tutto sarebbe stupendo... anche la mia fine.
- Credo sia meglio andare - disse Livia che non era in grado di proseguire il discorso.
- Io sarò ad aspettarti dove eravamo giorni fa. Arriverò alle tre e starò lì per due ore.
Livia accennò un timido sì col capo, poi accese la vettura. Alex gli pose una mano sul braccio sinistro.
- Non ti chiedo nulla: voglio solo avere la possibilità di avere un po' di tempo con te. Ogni giorno concediamo tempo a chiunque, anche a chi non vogliamo. Gli amori vanno e vengono, ma il tempo non torna mai. Tutto il tempo che mi donerai non tornerà mai più. E noi non saremo mai gli stessi in ogni attimo che vivremo.
Il pomeriggio sembrò non arrivare mai per Alex. La F800R sfrecciò come se lui sapesse di trovarla lì ad attenderlo. Furono ore di rimorsi e domande.
Stette lì, impaziente e speranzoso. Guardò l'orologio che segnava le 16.45. Si soffermò sul casco, poi il mare, poi la moto ed infine la strada. Fu contento di aver scelto la moto. Il casco integrale gli avrebbe precluso suoni, rumori, voci. Avrebbe sentito solo se stesso.
Tese il braccio per prendere il casco, ma sentì una voce dietro di sé.
- Vedo che abbiamo la stessa idea.
Alex si girò stupito. Aveva perso le speranze di vederla. Vide tra le sue mani un casco.
- Di chi è quel casco?
- Di mio fratello.
- Ma tu non vai in moto.
- Infatti, sono venuta con la mia macchina.
Il ragazzo la osservò con aria interrogativa.
- Andiamo! - disse lei.
Lui la seguì. Capì che aveva qualcosa in mente e decise di lasciarle fare tutto.
In sella alla BMW, la ragazza alzò la visiera del casco.
- Mi fido di te. Per questo quarto d'ora non deludermi e non farmi del male.
Il ragazzo accese la moto e partirono. Il sole si rifletteva sullo specchio d'acqua come un enorme faro che illuminava solo loro su tutta la scena.
Guidò con prudenza e con abilità. Cercò di capire quando poteva osare e quando no.
Quindici minuti di una moto e un abbraccio continuo.
Quando tutto fu finito, Livia scese dalla moto, tolse il casco e lo guardò.
Lo stesso fece Alex tentando di imprimere nella sua mente ogni lineamento di quel volto che non avrebbe mai più visto così.
Lei lo destò con una frase.
- Avremo tempo.
- In che senso?
- Io e te Alex. Avremo ancora tempo.
- E cosa te lo fa credere?
La ragazza sorrise e, voltandosi di spalle, salutò il ragazzo agitando il casco e rispondendo - La tua espressione.




