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venerdì 27 marzo 2020

L'ESPRESSIONE - parte 3 -

(fonte: qui)


Erano passati giorni da quel giro in moto.
Come tutte le cose che rompono gli equilibri, c'era bisogno di un po' di tempo perché i due interiorizzassero l'accaduto.
Avevano continuato a lavorare serenamente come due colleghi normali.
Un giorno, però, Alex provò un senso di mancanza più profondo degli altri. Aveva visto Livia sorridere mentre guardava il cellulare. Molto probabilmente un video o più verosimilmente un messaggio.
Pensò che avrebbe voluto vederla sempre ridere per lui.
Finita la giornata lavorativa, Alex si volse per cercare la ragazza. Non la vide. Come un razzo, allora, si gettò nel parcheggio.
Livia stava per partire con la sua auto, ma riuscì senza sapere come a fermarla.
- Che succede? - domandò lei in un misto di preoccupazione e incomprensione.
- Resta con me oggi.
Livia spalancò gli occhi incredula. Alex capì di essere andato troppo oltre, ma a quel punto tornare indietro era impossibile.
- Prendiamoci mezza giornata.
Livia abbassò lo sguardo - Ascolta Alex, sei un bravissimo ragazzo. Ma io frequento una persona e non mi sembra davvero il caso di...
- Non voglio niente da te. Non ti chiedo niente né ambisco a qualcosa. - sospirò - Hai mai provato la sensazione di tenere così tanto ad una persona che non ti importa di far parte della sua vita, ma soltanto di vederla felice ogni singolo istante? Bhe, questo provo io. Vuoi sapere se ti amo? Ti rispondo: sul ciglio di sto burrone sono ad un passo dalla caduta. Ma se cadere servisse a portarti alle stelle, allora precipiterei guardando il cielo. E tutto sarebbe stupendo... anche la mia fine.
- Credo sia meglio andare - disse Livia che non era in grado di proseguire il discorso.
- Io sarò ad aspettarti dove eravamo giorni fa. Arriverò alle tre e starò lì per due ore. 
Livia accennò un timido sì col capo, poi accese la vettura. Alex gli pose una mano sul braccio sinistro.
- Non ti chiedo nulla: voglio solo avere la possibilità di avere un po' di tempo con te. Ogni giorno concediamo tempo a chiunque, anche a chi non vogliamo. Gli amori vanno e vengono, ma il tempo non torna mai. Tutto il tempo che mi donerai non tornerà mai più. E noi non saremo mai gli stessi in ogni attimo che vivremo.
Il pomeriggio sembrò non arrivare mai per Alex. La F800R sfrecciò come se lui sapesse di trovarla lì ad attenderlo. Furono ore di rimorsi e domande.
Stette lì, impaziente e speranzoso. Guardò l'orologio che segnava le 16.45. Si soffermò sul casco, poi il mare, poi la moto ed infine la strada. Fu contento di aver scelto la moto. Il casco integrale gli avrebbe precluso suoni, rumori, voci. Avrebbe sentito solo se stesso.
Tese il braccio per prendere il casco, ma sentì una voce dietro di sé.
- Vedo che abbiamo la stessa idea.
Alex si girò stupito. Aveva perso le speranze di vederla. Vide tra le sue mani un casco.
- Di chi è quel casco?
- Di mio fratello.
- Ma tu non vai in moto.
- Infatti, sono venuta con la mia macchina.
Il ragazzo la osservò con aria interrogativa.
- Andiamo! -  disse lei.
Lui la seguì. Capì che aveva qualcosa in mente e decise di lasciarle fare tutto.
In sella alla BMW, la ragazza alzò la visiera del casco. 
- Mi fido di te. Per questo quarto d'ora non deludermi e non farmi del male.
Il ragazzo accese la moto e partirono. Il sole si rifletteva sullo specchio d'acqua come un enorme faro che illuminava solo loro su tutta la scena.
Guidò con prudenza e con abilità. Cercò di capire quando poteva osare e quando no.
Quindici minuti di una moto e un abbraccio continuo.
Quando tutto fu finito, Livia scese dalla moto, tolse il casco e lo guardò.
Lo stesso fece Alex tentando di imprimere nella sua mente ogni lineamento di quel volto che non avrebbe mai più visto così.
Lei lo destò con una frase.
- Avremo tempo.
- In che senso?
- Io e te Alex. Avremo ancora tempo.
- E cosa te lo fa credere?
La ragazza sorrise e, voltandosi di spalle, salutò il ragazzo agitando il casco e rispondendo - La tua espressione.



domenica 22 marzo 2020

PRIMA TE

(fonte: qui)



Guarderò sempre prima te.
Come pescatore che guarda la stella polare,
che indica ma non obbliga la via.

Guarderò sempre prima te.
Perché, anteporre la tua felicità,
vuol dire posticipare i miei dolori.

Guarderò sempre prima te.
i tuoi occhi che cambiano,
i tuoi seni che sussultano,
le tue parole che mi toccano.

Guarderò per sempre prima te.
E con te guarderò gran parte di me
perdersi nella mappa della tua vita,
dove tutte le strade portano al tuo cuore
e solo una alla tua anima.

Ti guarderò le spalle,
non per vederti andare via,
ma per proteggerti.
E anche se un giorno tu dovessi abbandonarmi,
guarderò per sempre prima te.

Perché per il prezzo che c'è da pagare,
il resto che mi devi
è solo un sorriso.



venerdì 20 marzo 2020

L'ESPRESSIONE - parte 2 -

(fonte: qui)


Alex, tutti quei giorni, li aveva passati a sbirciare Livia che lavorava alla sua scrivania posta a qualche metro dalla sua.
Il lunedì famoso non tardò ad arrivare, ma non voleva assillarla né darle l'idea che fosse impaziente. Decise di aspettare un altro po'.
Finito l'orario di lavoro, il ragazzo prese il casco e, dopo aver salutato tutti, uscì fuori al parcheggio custodito dell'azienda e si diresse verso la sua motocicletta.
Arrivato, mise la chiave nel quadro di accensione, la girò in direzione ON e accese il mezzo. Mentre stava per infilarsi il casco sentì la voce che attendeva da giorni.
- Ehi Valentino Rossi.
Alex sorrise, si voltò e salutò Livia.
- Volevo dirti che ho finito di leggere i tuoi scritti, ma nella fretta stamattina ho dimenticato il cartaceo a casa.
- Non preoccuparti, preferisco lo tenga tu.
- Ma come siamo gentili.
- Si ok, ma tu ora mi devi una recensione.
- Ora?
Il ragazzo sorrise di nuovo, porse il suo casco alla ragazza - Sali! -
Livia non si aspettava un gesto simile. Alex era sempre stato un tipo stravagante, ma così impulsivo mai. L'idea però le piaceva, la giornata era splendida e un giro in moto ci stava tutto.
Dopo aver indossato il casco, salì in sella alla motocicletta dove il ragazzo l'attendeva già pronto per partire. Alex le indicò il modo corretto per fare la zavorrina - Tieni le braccia sul serbatoio. Se vado troppo forte, o hai timore, basterà solo che tu mi dia due colpetti con la mano sulle costole e io capirò che devo rallentare, ok?
- Ok?
- Bene.
La bellissima BMW F800R nera metallizzata si mosse in maniera fluida. Alex non aveva ben in mente dove andare, ma pensò che il mare sarebbe potuto essere uno scenario ideale.
Mentre guidava sulla strada che costeggiava il litorale, sentì Livia stringere le braccia per tenersi ancor più aggrappata a lui. Per un attimo, gli venne il desiderio di aumentare la velocità per sentirsi sempre più abbracciato da lei.
D'un tratto, però, sentì all'altezza dello sterno due colpi secchi. La ragazza chiedeva di rallentare. In effetti aveva ragione: non si era accorto che il contachilometri segnava 120. Ironicamente pensò anche che quel gesto rappresentava tutta la situazione che stava vivendo: era proprio lì che Livia l'aveva colpito. Al cuore.
Si fermarono in una zona dove a farla da padrone erano gli scogli.
Andarono a sedersi e cominciarono la loro chiacchierata.
- Sono davvero colpita. Non pensavo scrivessi così bene.
- Grazie, mi fa piacere che tu abbia gradito.
- Posso chiederti come mai hai voluto che leggessi i tuoi scritti?
- Perché sapevo che avresti capito ogni singola parola. Non tutti gli occhi sono abili ad osservare.
- E i miei sono capaci?
- Sono abbastanza grandi perché ci possa entrare il mondo di una persona.
- E il mio?
- Ce lo fai vivere stando semplicemente accanto a te.
Livia assunse di nuovo quella sua espressione.
- Eccola là.
- Ma mi spieghi che smorfia faccio?
L'espressione della donna più bella del mondo pensò. - Semplicemente la tua -  si limitò a rispondere.
Si guardarono negli occhi il tempo necessario per far capire ai loro cuori che la linea di confine era stata superata. 
Il mare, però, che da sempre sa dire quell'ultima parola che tutto può concludere e tutto può sancire, decise che era arrivato il momento per il ragazzi di terminare il loro momento insieme. 
Un'onda un po' più alta delle altre, si infranse sugli scogli provocando un rumore che destò i due.
- Andiamo - disse semplicemente Alex.
- Sì - rispose Livia con un tono che sembrò troppo dolce anche a sè stessa.
Saliti sulla moto, la ragazza senza accorgersene abbracciò Alex poggiando il suo orecchio destro sulla sua schiena. 
Lui chiuse gli occhi assaporando ogni singolo secondo di quel momento.
Pensò che un uomo, quando cammina come un equilibrista sul filo teso della vita, se ha l'amore, riesce a trasformare il precipizio in panorama.

martedì 17 marzo 2020

L'ESPRESSIONE - parte 1 -

(fonte: qui)


Quando Livia uscì dalla reception della sua azienda, dopo la fine del turno mattutino, non si accorse che dietro di lei, a seguirla, c'era Alex.
Ormai giugno aveva dimostrato che l'estate era arrivata, e il cielo azzurro come gli occhi di Livia e il caldo torrido avevano insinuato un senso di gioia in tutte le persone.
Livia si aggiustò i suoi lunghi capelli neri e, presa la chiave della sua auto, azionò il comando di sblocco delle portiere.
Entrata, accese il quadro della vettura e immediatamente abbassò i finestrini per far arieggiare l'abitacolo.
D'un tratto vide un uomo poggiarsi sulla sua portiera e si spaventò.
- Mio Dio Alex, sei impazzito?! Mi hai fatto spaventare.
- Scusa, non era mia intenzione - rispose il ragazzo sorridendo e non togliendole i suoi profondi occhi neri di dosso.
- Che succede?
Il ragazzo si guardò un attimo attorno e poi disse - Vorrei chiederti una cosa.
- Sentiamo.
- Ho scritto una raccolta di poesie. Vorrei sapere se ti andrebbe di leggerla. Tu leggi molto e so che potresti darmi un consiglio spassionato.
- Guarda un po': tu scrivi? Davvero la letteratura italiana sta precipitando. - rispose lei divertita.
- Spiritosa.
I due risero.
- Allora, ci stai? - domandò Alex.
- Va bene. Però io sono vecchio stile: voglio il cartaceo. Non mi piace leggere pdf, word e compagnia cantante.
- Mi sembra una richiesta onesta - rispose lui porgendole un blocco di fogli A4 stampati e rilegati.
La ragazza sorrise divertita. - Cosa ti faceva credere che avrei accettato?
- Il modo che hai di sorridere quando le cose ti toccano dentro. L'espressione che fai.
Livia piegò un po' la testa di lato e assunse un'aria che era un mix tra interrogativa e sorpresa.
- Quanto tempo ti serve? Sono una decina di poesie.
- Questo week end non credo di uscire, anche perché sto preparando un esame. Credo di potercela fare.
Alex guardò l'orologio - Oggi è giovedì. Ok, allora lunedì mi riporti tutto.
- Ci sto.
- La recensione, però, non la farai vecchio stile.
- Che significa?
- Tu fidati di me.
- Io non mi fido di nessuno.
- Da qualche parte dobbiamo cominciare.
Livia assunse di nuovo quell'aria strana.
- Ci sentiamo.
- Ciao.
Alex la vide andare via. Pensò al fatto che era strano sentirsi così bene con una persona senza avere il desiderio di possederla o averla o pretenderne qualcosa.
Livia si allontanò con la sua Smart. Guardò dallo specchietto retrovisore Alex fermo che la vedeva andare via. Rifletté sui modi di quel ragazzo e una piccola parte di lei si spaventò. Ma non ne capì il motivo.
Pensò a quello che le aveva detto e, guardandosi nello specchietto, assunse una delle sue bellissime espressioni. Sapeva che con quella mimica facciale era capace di fare discorsi interi, ma aveva scoperto oggi che, tra quelle pagine, Alex sapeva leggere.


domenica 1 marzo 2020

LA STELLA PIU' BELLA

(fonte: qui)


Se fossi sulla stella più bella,
di tutta quella bellezza
mi priverei per averti
sdraiata al mio fianco
e guardarti dormire serenamente.
E aspettare il tuo risveglio
per cambiare il senso delle nuove richieste
e dirti "resto", qui, ora, dovunque il tuo cuore
ti voglia o debba portare.
Resto.
Perché sono la certezza della presenza
e il di più che ti manca.
Resto.
Perché sono l'unico luogo dove il tuo cuore
non ha un peso, ma una motivazione.
L'amore.

TUTTI I VETRI DEL MONDO

(fonte: qui)


Appannerei tutti i vetri del mondo
per non vedere il mio riflesso
e immaginare così le tue labbra.
E con tutti i respiri che ho trattenuto,
resterei ad attendere quel solo momento
in cui mi farai perder fiato.
Come clessidra, si svuotano i giorni
mentre si riempie la mia voglia di averti.
Ad equa distanza sono tra la noia
e il demandare a domani
tutto quello che avrei voluto
sin da ieri.
E' tutto un incastro di parole,
e gesti e corpi.
A trovare la posizione giusta nel mondo
ho finito per non trovare la posizione mia
nella tua vita.