(fonte: qui)
Quando la lettera di Armand arrivò a destinazione, purtroppo a ritirarla non c'era chi di dovere.
Jasmine aveva cambiato abitazione da un paio di mesi.
Annette, che ormai abitava lì, prese la lettera e decise comunque di aprirla.
Lesse il contenuto.
" Ti scrivo dall'aspra e fredda Germania Jasmine.
Da quella terra che, come unico ricordo, ha solo il tuo addio. Abbandono che mi ha reso apolide e senza fissa dimora.
Ti ho scritto da ogni posto che non era casa: dalla Francia, dalla Spagna, dalla cucina, dal salone. Persino dalla mia camera da letto. Unica costante: i tuoi occhi così belli e dannatamente melanconici. E il tuo sorriso che per me era il più bello del mondo.
Continuo a rincorrere l'eco delle tue parole, perché il significato dei tuoi gesti l'ho già scoperto. E quando sei andata via, tra le valigie della tua anima, c'era anche la mia risata. Chissà che te ne farai? Chissà se anche tu come me provi dolore nel non avermi a letto, nel non potermi dire ciao, nel non potermi far sorridere.
Ricordi quando su quel terrazzo mi baciasti? La tenuta della tua famiglia era di notte così magica e le stelle erano tutte lì ad implorare al destino di farci restare uniti. Anche loro credevano nel nostro amore e proprio quelle non sono mai cadute perché in attesa della nostra unione.
La stessa natura prova dei sentimenti e si affeziona agli uomini. E agli amori come il nostro.
A chi mi dice di smetterla di pensarti, rispondo di smetterla di respirare. Cosa impossibile per loro, tanto quanto lo è per me non averti in mente.
T'amo fuori da ogni logica e in ogni contesto.
Resto per sempre fedele alla felicità di questo amore che troppo in fretta hai barattato per la sicurezza della normalità.
Parlerò sempre di te con tutto il fiato del mondo e tutto l'inchiostro possibile, finché non ritornerò a quella che è davvero casa mia: le tue braccia. "
Annette chiuse la lettera e la tenne conservata, credendo fosse giusto averla presentabile per la vera destinataria. Un giorno quella Jasmine sarebbe potuta tornare e magari le avrebbe chiesto di quella lettera. O forse non sarebbe mai più tornata.
In tutti e due i casi, comunque, Annette pensò che le parole d'amore vanno sempre conservate, perché sono per tutti ma, soprattutto, le parole d'amore sono di tutti.

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