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lunedì 10 febbraio 2020

BELLA A PRESCINDERE

(fonte: qui)



Nello studio i commercialisti associati lavoravano alacremente.
Marina dirigeva tutti dall'alto della sua posizione di leader e di donna elegantemente giunonica.
I suoi occhi verdi osservavano tutto e non si lasciavano sfuggire nulla.
Doveva essere un inutile martedì di inizio mese, ma così non fu.
Mentre era seduta nel suo studio a parlare con gli altri colleghi, la porta si aprì di colpo.
Giandomenico, tutto trafelato, fece il suo ingresso fra lo stupore di tutti. Marina lo guardò trattenendo a stento la sua sorpresa. Riuscì a restare fredda e in attesa.
- Non sono sicuramente Tom Cruise in Jerry McGuire, ma al pari suo sono una persona innamorata.
- Mio Dio! - pensò Marina.
- Mi scuserete tutti, ma davvero non ci riesco a far cadere tutto all'aria. A prescindere da ogni cosa, sei tu il mio imprescindibile. Sei bella a prescindere dal tuo sguardo così velato, tipico di chi ha costruito cento sorrisi per nascondere mille lacrime. Sei bella a prescindere dal tuo modo così freddo di ricevere amore, che poi è il più caldo che conosca perché è il più vero. Sei bellissima a prescindere dal tuo innervosirti per ogni mio difetto che rendi gigantesco, solo per sentirti rassicurata nel sapere che farò di tutto per migliorarmi senza perderti.
- Basta Giandomenico!
Questo non bastò. Marina non era in grado di fermare la situazione.
- E cosa sto facendo? Solo perché sono venuto qui a dire a te e a tutti che ho paura come te? Sì Marina, ho paura anche io. Paura di domandarmi cosa siamo, che faremo, dove andremo. E poi so solo che se ti avessi di fronte e ogni volta che ti ho di fronte, il mio primo pensiero è baciarti.
I colleghi di Marina, a quel punto, lasciarono i ragazzi da soli e chiusero la porta.
- Hai visto? Sei contento ora? Non te lo perdonerò mai!
- E da quando si perdona l'amore?
- Non è amore questo, questo è spettacolo.
- Uno show non fa battere il cuore come ci sta battendo a noi nel petto ora.
Marina sapeva che Giandomenico sapeva leggerle il cuore. Non i pensieri, ma il cuore sì.
Marina si volse a dare le spalle al ragazzo che tentò di riprendere il discorso, ma fu bruscamente interrotto dal - Vattene! - della dottoressa.
Quel comando strozzato, fu lacerante per Giandomenico che dopo aver detto semplicemente - Vorrei solo sapere perché tutta questa cesura nei miei riguardi. Perché chiudere così tenacemente le porte in faccia al mio cuore - andò via.
Marina sentì la porta chiudere e il sibilo tipico del silenzio di una stanza enorme.
Le lacrime non chiedono mai permesso a nessuno e non lo fecero nemmeno con Marina che, sentito il sapore salato delle sue stesse lacrime, soffiò le parole che non aveva mai detto a quel giovane.
- Perché, a prescindere da tutto, io t'amo -. 

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