SEGUICI!!

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ilpostodeiqualunque

giovedì 13 febbraio 2020

VUOTO ARRENDERE



(fonte: qui)


Ti ho immaginata mentre facevamo l'amore.
Su di me, a muoverti suadente
nella stessa maniera in cui
ti muovi nei miei pensieri e nei ricordi.
E ti ho immaginata con addosso solo una mia camicia,
che ti va larga.
E ho immaginato me stesso bramoso
di toglierti quell'indumento
per poterlo stringere e sentire il tuo profumo.
Ti ho immaginato mentre facevamo l'amore.
Le tue labbra a raccogliere, come una coppa, ogni mio gemito;
ogni mio gemito a catturare ogni tua vibrazione.
Ti ho immaginata camminare per casa mia,
nello stesso modo in cui cammini per i vicoli del mio cuore.
A piedi nudi nei ricordi più dolci,
con i tacchi sul pavimento di vetro dei dolori.
E guardandomi attorno ora,
cosa mi resta se non un
vuoto arrendere.
Una piena sconfitta di tutte le mie volontà.
E penso a te che attraversi quel marciapiede,
che fai quel dolce che mi piace tanto,
che mi fai quel regalo inaspettato.
Cosa resta se non un
vuoto arrendere.
E mi cerco nella tua moderna vita,
ma non mi scorgo nella mia.
Resta, perciò, un
vuoto arrendere,
mentre tu vinci tutte le
mie difese
e io perdo
tutte le mie vite.

lunedì 10 febbraio 2020

BELLA A PRESCINDERE

(fonte: qui)



Nello studio i commercialisti associati lavoravano alacremente.
Marina dirigeva tutti dall'alto della sua posizione di leader e di donna elegantemente giunonica.
I suoi occhi verdi osservavano tutto e non si lasciavano sfuggire nulla.
Doveva essere un inutile martedì di inizio mese, ma così non fu.
Mentre era seduta nel suo studio a parlare con gli altri colleghi, la porta si aprì di colpo.
Giandomenico, tutto trafelato, fece il suo ingresso fra lo stupore di tutti. Marina lo guardò trattenendo a stento la sua sorpresa. Riuscì a restare fredda e in attesa.
- Non sono sicuramente Tom Cruise in Jerry McGuire, ma al pari suo sono una persona innamorata.
- Mio Dio! - pensò Marina.
- Mi scuserete tutti, ma davvero non ci riesco a far cadere tutto all'aria. A prescindere da ogni cosa, sei tu il mio imprescindibile. Sei bella a prescindere dal tuo sguardo così velato, tipico di chi ha costruito cento sorrisi per nascondere mille lacrime. Sei bella a prescindere dal tuo modo così freddo di ricevere amore, che poi è il più caldo che conosca perché è il più vero. Sei bellissima a prescindere dal tuo innervosirti per ogni mio difetto che rendi gigantesco, solo per sentirti rassicurata nel sapere che farò di tutto per migliorarmi senza perderti.
- Basta Giandomenico!
Questo non bastò. Marina non era in grado di fermare la situazione.
- E cosa sto facendo? Solo perché sono venuto qui a dire a te e a tutti che ho paura come te? Sì Marina, ho paura anche io. Paura di domandarmi cosa siamo, che faremo, dove andremo. E poi so solo che se ti avessi di fronte e ogni volta che ti ho di fronte, il mio primo pensiero è baciarti.
I colleghi di Marina, a quel punto, lasciarono i ragazzi da soli e chiusero la porta.
- Hai visto? Sei contento ora? Non te lo perdonerò mai!
- E da quando si perdona l'amore?
- Non è amore questo, questo è spettacolo.
- Uno show non fa battere il cuore come ci sta battendo a noi nel petto ora.
Marina sapeva che Giandomenico sapeva leggerle il cuore. Non i pensieri, ma il cuore sì.
Marina si volse a dare le spalle al ragazzo che tentò di riprendere il discorso, ma fu bruscamente interrotto dal - Vattene! - della dottoressa.
Quel comando strozzato, fu lacerante per Giandomenico che dopo aver detto semplicemente - Vorrei solo sapere perché tutta questa cesura nei miei riguardi. Perché chiudere così tenacemente le porte in faccia al mio cuore - andò via.
Marina sentì la porta chiudere e il sibilo tipico del silenzio di una stanza enorme.
Le lacrime non chiedono mai permesso a nessuno e non lo fecero nemmeno con Marina che, sentito il sapore salato delle sue stesse lacrime, soffiò le parole che non aveva mai detto a quel giovane.
- Perché, a prescindere da tutto, io t'amo -. 

FRANCOBOLLI DA FRANCOFORTE


(fonte: qui)



Quando la lettera di Armand arrivò a destinazione, purtroppo a ritirarla non c'era chi di dovere.
Jasmine aveva cambiato abitazione da un paio di mesi.
Annette, che ormai abitava lì, prese la lettera e decise comunque di aprirla.
Lesse il contenuto.

Ti scrivo dall'aspra e fredda Germania Jasmine.
Da quella terra che, come unico ricordo, ha solo il tuo addio. Abbandono che mi ha reso apolide e senza fissa dimora. 
Ti ho scritto da ogni posto che non era casa: dalla Francia, dalla Spagna, dalla cucina, dal salone. Persino dalla mia camera da letto. Unica costante: i tuoi occhi così belli e dannatamente melanconici. E il tuo sorriso che per me era il più bello del mondo.
Continuo a rincorrere l'eco delle tue parole, perché il significato dei tuoi gesti l'ho già scoperto. E quando sei andata via, tra le valigie della tua anima, c'era anche la mia risata. Chissà che te ne farai? Chissà se anche tu come me provi dolore nel non avermi a letto, nel non potermi dire ciao, nel non potermi far sorridere.
Ricordi quando su quel terrazzo mi baciasti? La tenuta della tua famiglia era di notte così magica e le stelle erano tutte lì ad implorare al destino di farci restare uniti. Anche loro credevano nel nostro amore e proprio quelle non sono mai cadute perché in attesa della nostra unione.
La stessa natura prova dei sentimenti e si affeziona agli uomini. E agli amori come il nostro.
A chi mi dice di smetterla di pensarti, rispondo di smetterla di respirare. Cosa impossibile per loro, tanto quanto lo è per me non averti in mente.
T'amo fuori da ogni logica e in ogni contesto.
Resto per sempre fedele alla felicità di questo amore che troppo in fretta hai barattato per la sicurezza della normalità.
Parlerò sempre di te con tutto il fiato del mondo e tutto l'inchiostro possibile, finché non ritornerò a quella che è davvero casa mia: le tue braccia. "

Annette chiuse la lettera e la tenne conservata, credendo fosse giusto averla presentabile per la vera destinataria. Un giorno quella Jasmine sarebbe potuta tornare e magari le avrebbe chiesto di quella lettera. O forse non sarebbe mai più tornata.
In tutti e due i casi, comunque, Annette pensò che le parole d'amore vanno sempre conservate, perché sono per tutti ma, soprattutto, le parole d'amore sono di tutti.