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giovedì 19 gennaio 2017

SE VENTO SOFFIERA'

Il ragazzo, che fungeva da cameriere, ma che del locale era uno dei proprietari, servì l’acqua tonica al cliente che, seduto a fissare il mare, scriveva sul suo quaderno.
- Ecco a lei - disse gentilmente il ragazzo.
- Grazie mille - rispose lui, un po’ assorto nei suoi pensieri.
Il ragazzo, titubante, continuò - Posso farle una domanda? -.
- Certo, ma alla sola condizione che non usi il ‘lei’ - rispose sorridendo.
- Va bene - replicò il giovane, sorridendo a sua volta. - Ho visto che da molti anni, ogni estate vieni qui e scrivi. Mi domandavo perché proprio qui a Montegiordano Marina. Tutto mi sembra tranne che un luogo di ispirazione artistica. Non c’è nulla! -.
- Non c’è nulla? Dici? Non ci sei tu per esempio? O questo bel bar? Non ci sono le rocce e il mare? E i ragazzi che ci vengono e parlano? -.
- Ma quelle cose sono ovunque! -.
- E ovunque è un posto di ispirazione, compreso Montegiordano - disse l’uomo con aria di chi è soddisfatto della sua risposta. Finito di dire così, bevve un po’ di acqua tonica, ed indicò al ragazzo la sedia, invitandolo a sedere. Poi riprese a parlare.
- Era molto tempo fa quando i miei decisero di portarmi qui per le vacanze estive - cominciò l’uomo dopo un altro sorso di bevanda. - Ho stretto amicizie e vissuto amori, ma ciò che mi ha sempre spinto a tornare è una cosa in particolare -.
Il ragazzo guardò l’uomo con aria interrogativa. Lui capì e continuò.
- Ogni inverno vedevo immagini di mareggiate, di locali come questo distrutti dal mare, il lungomare travolto dalle onde. Eppure ogni estate, tutto era di nuovo in piedi. Come sempre, come ogni anno. Questo posto mi ricorda, tutte le volte che vengo, come affrontare la vita. Come bisogna ristrutturarsi quando le onde della vita abbattono le strutture che abbiamo creato nelle estati della nostra esistenza. Mi ricorda che dobbiamo essere come la spiaggia che, per quanto il mare posso mangiarla, lei è sempre lì. Lì, pronta ad accogliere gli ombrelloni dei nostri sentimenti che qualcuno col tempo verrà ad aprire -.
Il ragazzo guardò la spiaggia, quasi cercasse quelle cose che l’uomo gli stava raccontando.
Il ghiaccio nel bicchiere fece rumore e destò il ragazzo dai suoi pensieri. Poi volendo usare le stesse metafore dell’uomo disse - Ma se vento soffia, gli ombrelloni se ne volano -.
L’uomo tenne fisso lo sguardo sul mare, poi rispose - Se vento soffierà, noi ne pianteremo di più. E’ così che si fa, bisogna riempire il vuoto. Per ogni tramonto che cala c’è un’alba che cresce; per ogni amore che va c’è un bene che arriva - poi, finendo la sua bibita, aggiunse - per ogni bicchiere vuoto, c’è ne uno che si riempie -.
Il ragazzo prese il bicchiere vuoto e lo portò al bancone. Si voltò e al tavolo non trovò nessuno, tranne il quadernetto aperto su una pagina bianca. Si avvicinò al tavolo, guardò il quadernetto e poi il mare. Sentì una mano sulla sua spalla, ma non si mosse. Era la sorella.
La ragazza si stranì di quel quaderno e gli disse di toglierlo dal tavolo.
- No - disse lui risoluto, - C’è un capitolo di vita da scrivere -.
- Una folata di vento tanto lo chiuderà -  disse sprezzante la sorella.
- Se vento soffierà, noi lo riapriremo e scriveremo ancora di più -.
La sorella lo guardò con aria stranita, poi, andando verso il bancone, gli chiese se volesse qualcosa.
Lui ci pensò un po’, poi sorridendo disse - Un’acqua tonica - e si sedette a guardare il mare.

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