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venerdì 23 giugno 2023

VERDE PETROLIO

 



- Quanto dista Dublino da qui?
- Sinceramente non me lo sono mai domandata.
- Dovrei saperlo, almeno io intendo.

I due ragazzi risero, mentre al telefono si scambiavano gli ultimi aggiornamenti sulle loro vite.
Quando Luigi chiuse la conversazione con Giada, ebbe uno strano momento di riflessione. Perché proprio ora sentiva maggiormente il bisogno di quella ragazza? Perché la sua assenza gli pesava di più? Perché Dublino ora si rivelava essere una meta sbagliata quando, mesi prima, proprio lui aveva spinto Giada nell'intraprendere l'esperienza all'estero?
Gli venne in mente nonno Elio che gli diceva sempre che, quando si hanno troppe domande per una sola questione, vuol dire che la risposta la sai già ed è anche la più semplice.
Era innamorato. O meglio, si era innamorato di Giada.
Ma perché proprio così? A che serviva, poi, innamorarsi di lei? 
In quel momento avrebbe voluto potersi strappare il cuore dal petto, metterlo su un tavolo e chiedergli spiegazioni. Giada proprio no! Non poteva essere, non doveva essere.
Gli venne istintivamente voglia di chiamarla, ma non lo fece. Per tutta la notte, però, desiderò di ricevere un suo messaggio.
Quale vento avrebbe potuto spingere i suoi sospiri da casa sua fino alle orecchie di Giada nel suo letto a Rathmines Road.
Restò a pensare alle varie complicanze, alle modifiche comportamentali che ne sarebbero potute seguire. Alle notti insonni che avrebbe passato, mentre lei invece dormiva serenamente dentro quattro mura vicino al fiume Liffey. Al contorcersi dello stomaco nel non avere più un suo messaggio.
Lasciare il mondo girare con il suo copione.
Altro consiglio di nonno Elio. Efficace se non hai qualcosa da perdere, pensò Luigi. Ma, infondo, lui da perdere cosa aveva? Un amore che nemmeno esisteva?
Riprese il telefono e non vi trovò nulla, come non trovò nulla nella sua mente.
Quante paure servono per fare una motivazione?
Lasciare che il mondo giri con il suo copione.
Sì. Doveva fare così.
Si mise nel letto e, per un attimo, gli sembrò di sentire il movimento del globo terrestre. Quella cosa lo rasserenò.
Alle volte l'impotenza è più confortante della possibilità di cambiare le cose.
Dette un ultimo sguardo alla finestra e pensò che le stelle sembrano ferme anche se la Terra sai che sta girando.
Restare immobile. Mentre Giada avrebbe continuato a girare.
Sicuramente, lei lo avrebbe dato per scontato come si danno per scontate le stelle nel cielo.
Quanto dista Dublino da qui? si domandò.
Molto probabilmente la stessa distanza che c'è fra noi e le stelle quando vuoi credere in qualcosa.

martedì 13 giugno 2023

LA CORAZZA


Scegli la corazza, sceglila bene.
Forte abbastanza per reggere la vita,
flessibile il giusto da permetterti di muoverti in essa.
Scegli bene la tua corazza,
con cura.
La stessa che usi per proporre il tuo sorriso migliore
quando, seduta sul ciglio della mezzaluna nera,
baratti la serenità per un bacio.
Scegli bene la tua corazza,
studiala.
Difendi ogni parte del tuo corpo
come difendi i tuoi sogni,
tra la pioggia e il marciapiede.
Scegli la tua armatura
e corri a combattere.
Che non c'è cosa
dove non vi è la voglia feroce
di arrendersi.

lunedì 5 giugno 2023

ROSSO VINO


Fonte: qui







"Per quanto acceso, il tuo cuore sarà sempre più rosso di questo vino che ti tolgo dalle labbra. E per quanto forte tu possa essere, sarò sempre un grado in meno della tua dolcezza."

Non erano soltanto i postumi del vino, della serata. 
Quella frase le era rimasta addosso, come il nero del vino sulle labbra.
Tutto le ricordava quel momento di passione. Perché era passione, non poteva essere altrimenti. Loro non potevano solo scopare. O, forse, lei non poteva. Massimo ci poteva riuscire benissimo.
Sarò sempre più rosso di un vino... continuava a pensare. Ma anche i vini invecchiano, come le persone. E come loro, anche i vini evolvendosi cambiano sapore, colore. Ogni vino ha le sue lacrime, come gli uomini e le donne che amano. E le loro lacrime, scivolano sulle pareti di bicchieri troppo trasparenti per dare loro risonanza.
Francesca sentì qualcosa nella borsa suonare, mentre il bus la riportava lenta lenta verso casa sua.
Era troppo tardi per essere la mamma, ma era abbastanza presto per un messaggio di Flavia, la sua migliore amica.
Prese il telefono dalla borsetta, aggiustò una ciocca di meravigliosi ricci che aveva per capelli e lesse il classico Dove sei? dell'amica.
Rispose che stava tornando a casa.

Ti sei vista con Massimo?
No. Alla fine sono uscita con Jeremy
Non ti credo
Invece sì. E ci sono anche stata.
Addirittura!
Ma me ne pento.
Era così scarso il ragazzo?
Non per quello. Ma per Massimo
Ancora!!!!
Lo devi dimenticare
Già..
Il problema è solo mio, mi sa!
Purtroppo sì
Ma non vorresti qualcosa di diverso per te stessa ora?
Ad essere sincera, in questo momento vorrei che 
questo bus mi portasse in un posto diverso.
Non tanto per il posto in sé, quanto per la persona che vorrei trovare. 
Ma non lo faccio. La paura di essere rifiutata nuovamente 
è più forte di quella di fare una pazzia.
Sei ubriaca vero?
Mi sto riprendendo dai.
Avvisa quando sei a casa
ok, tanto non manca molto.

Nel letto, Francesca decise di infilarsi nuda.
Non voleva niente addosso. Aveva già avuto un corpo diverso che l'aveva saziata per un po'. Ma non aveva acquietato del tutto la sua anima.
Ripensò all'ultima serata con Massimo, a quell'asciugamano bianco che la copriva. Che scivolava giù scoprendo il suo corpo.  A quelle gocce di vino che il ragazzo succhiava dalle sue labbra.
Al suo essere sopra di lui nell'illusione di dominarlo quando sapeva bene che la preda infondo era lei.
Quante volte aveva scambiato il sesso per amore, l'eros per trasporto, la vicinanza dei corpi con la fusione di due anime.
Massimo le aveva sempre regalato delle repliche, che lei aveva sempre trattato come originali.
Il suo cellulare vibrò ancora. La sua mente non del tutto lucida, si ricordò di Flavia e di quella richiesta fatta e non esaudita.
Aveva già in mente una scusa buona per l'amica quando sul display lesse il nome di Massimo.
Non ci voleva pensò. Quel messaggio aveva un impatto troppo forte in quel momento. Odorava ancora di un altro ragazzo, la sua mente risorgeva piano piano dall'alcol e il cuore... bhe il cuore non sapeva nemmeno lei dove fosse di casa.
Lesse che Massimo quella sera aveva capito di sentirsi solo senza di lei. Francesca lo aveva capito facendo sesso con Jeremy. Due modi diversi, un risultato simile.
Non è la solitudine che muove i cuori si limitò a rispondere lei per poi abbandonare il telefono sul materasso.
Francesca sentì ancora la vibrazione del cellulare, ma non fece nulla. Pianse. Semplicemente. Pianse come chi è da solo, non solo. Da sola con un dolore da gestire, un fallimento da assorbire, una pagina da voltare.
Si sentì sciocca tanto quanto le decisioni che aveva preso: al rifiuto che aveva dato a quel ragazzo che l'amava semplicemente perché si era arresa alle prime voci su di lui raccontate da un'amica; al sesso con Jeremy; al voler continuare con Massimo.
Ora capiva perché non aveva avvisato Flavia: lei a casa non era arrivata, non ci si sentiva ancora.
Si alzò dal letto e, nuda, si diresse verso al finestra. Guardò la città che sembrava essere una fotografia di sé stessa. Sentì ancora una vibrazione del cellulare e ne assorbì tutte le onde.
Buttò fuori con un sospiro.
Guardò un gatto sul marciapiede osservarsi intorno prima di muoversi.
Dovrei fare così pensò Francesca dovrei guardarmi attorno prima di muovermi. Continuò ad osservare il gatto e vide che l'animale, pur guardandosi sempre attorno, aveva come precisa destinazione l'altra parte della strada dove ad attenderlo c'era un altro gatto.
Sorrise Francesca. Anche nel mondo animale, ciò che direziona i movimenti sono sempre le persone che ci amano e ci sanno aspettare.
Sospirò ancora, ma più dolcemente. 
Tornò a letto e, tornando, vide le foto appese in camera: Flavia, i genitori, sua sorella Claudia, gli amici della palestra. 
Si sedette sul materasso e prese il cellulare.
Andò dritta dritta nella chat di Flavia, diede un ultimo sguardo alle foto e, dopo aver sentito la pace che sono il sentirsi amata concede, scrisse all'amica Ora sono a casa.
A Massimo avrebbe dato un posto nel suo cuore, a Jeremy ne aveva dato uno nel suo letto per pochi istanti.
A sé stessa, invece, adesso aveva dato la libertà che solo il vivere i sentimenti concede.