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- Quanto tempo ho per dirti di restare?
La domanda arrivò come una freccia inaspettata.
Un colpo basso.
Non era una delle sue solite frasi ad effetto che aveva utilizzato tutte le volte in cui voleva qualcosa da lei. E, a pensarci bene, ne aveva utilizzate anche di migliori.
- Allora, quanto tempo ho?
Barbara si spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Sbuffò tentando di prendere ancora un po' di tempo.
- Quello che ti serve per dire ciò che devi dire - chiuse lei. E restò ad aspettare, trepidante, la risposta.
Angelo la guardò intensamente negli occhi. Sembrava come se, dopo quelle parole, non avrebbe più vissuto. Come se, più che una dichiarazione, fosse un discorso di congedo.
Che cosa vuoi dirle davvero? si domandò il ragazzo.
Barbara percepì la domanda e chiese - A cosa pensi? - sperando di alleggerire la situazione.
- A cosa voglio dirti davvero - rispose sinceramente Angelo.
- Andiamo bene. Eri partito così sicuro!
- Questo ti dovrebbe far capire quanto sia importante per me oggi.
- Mmh
- Hai mai pensato al fatto che diciamo un sacco di parole e poi quelle che veramente sentiamo, quelle in cui davvero ci riconosciamo non sono nemmeno un decimo?
- E con questo?
- Si parla sempre di imparare ad ascoltare, ma è importante anche saper parlare. Perché ci sono sentimenti, pensieri, sensazioni che non hanno bisogno di parole. Hanno bisogno di espressioni. Come con la faccia, hai presente?
Barbara a quell'esempio rise.
- L'altra volta abbiamo fatto l'amore e, mentre eri sopra di me, ho pensato fossi bellissima. Ma se ora dico che quella volta eri bella, tu penserai che per me tu lo sia stata solo quella volta.
- Infatti.
- Ecco perché è importante parlare bene. Perché per me sei bella sempre, ma quella volta eri bella perché eri serena. Eri bella dentro. Ed ero bello anche io, perché dentro ero come te.
Barbara sorrise di nuovo, poi scherzando disse - Vuoi fare l'amore con me stasera? E' per questo che mi dici queste cose?
- Voglio fare l'amore con te quando avrai voglia, come quella sera, di appartenermi. Perché, quando è voluto da uno solo, è sesso; quando lo è da due, è amore. Ma quando è scelto da dentro, allora è appartenenza.
Barbara si soffermò su "appartenenza". - Che vuoi dire?
Angelo ci pensò un po' e poi disse - Ricordi Gaber? L'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
La ragazza si ricordò di quella frase. Gliela sentì dire una sera, mentre facevano l'amore vicino al camino.
Angelo sorrise e chiese - Quanto tempo ho per dirti di restare?
Barbara lo guardò e rispose - Quello che serve per appartenersi.
- Una notte?
- Una notte, sì... come da dieci anni a questa parte.

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