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mercoledì 24 febbraio 2021

L'ASCENSORE

 
Fonte: qui




Finita la lezione, il secchione Giampaolo prese tutto il suo armamentario di fogli, quaderni, evidenziatori, e si diresse verso l'uscita dell'aula.
L'università non era molto piena quel giorno, ma la sua solita paura dei bulli lo spinse a prendere l'ascensore che, dal quarto piano, lo avrebbe portato al piano terra.
Entrato, pigiò il bottone dove era riportato uno zero e attese l'inesorabile chiusura delle porte. 
Prima che tutto ciò accadesse, nell'ascensore entrò Maddalena. Portava con sé tutto il suo bagaglio di bellezza, femminilità e sogni d'amore riposti in lei proprio da Giampaolo.
Lei non si era nemmeno accorta della presenza del povero ragazzo che, abbassata la testa, avrebbe preferito sparire o essere bullizzato dai soliti idioti della facoltà.
Il click delle porte fu una lama nel petto del giovane. Era rinchiuso in un ascensore di capienza adatta a 12 persone e davanti a lui c'era la donna che amava da 4 anni, di spalle.
D'un tratto, però, la corsa dell'ascensore si interruppe. I ragazzi capirono di essere rimasti bloccati e Maddalena, credendo servisse a qualcosa, cominciò a pigiare convulsamente il tasto 0.
- Forse sarebbe meglio suonare l'allarme - disse timidamente Giampaolo che, come tutta risposta, ebbe solo uno sbuffo da parte di lei.
La ragazza, dopo alcuni secondi di finta riflessione, cliccò il tasto della chiamata d'emergenza. Un operatore disse loro di attendere l'arrivo della squadra di tecnici e di stare tranquilli.
Giampaolo, intanto, pensava ad un'unica cosa: era rinchiuso in un ascensore con la donna che amava. 
Lei, dandogli sempre le spalle, cominciò a mandare messaggi vocali su Whatsapp.
Questo gesto colpì profondamente il giovane. Dopotutto, che aveva fatto per essere trattato con così tanta sufficienza? L'amava soltanto!
Si sentì in colpa con sé stesso per il fatto che non si stesse difendendo.
Perciò parlò.
- Penseresti mai ad uno come me? Penseresti mai che un ragazzo del mio genere possa sognare anche minimamente di parlarti per un po'?
La ragazza, stranamente intimidita dal gesto di quello strano ragazzo, continuò a dargli le spalle, limitandosi a guardarlo tramite il riflesso sull'acciaio delle porte.
Lui, però, continuò con il suo discorso.
- Tu magari penserai Cosa vuole questo qui? Deve ringraziare se diventiamo amici!, relegandomi così ad una categoria e limitando tutte le mie possibilità. E la vita è piena di limiti, Maddalena, soprattutto di quelli che ci poniamo da soli.
La ragazza si voltò stranamente affascinata da quel gesto, mentre lui insisteva.
- I limiti più brutti non sono quelli mentali, ma quelli dell'anima. Quando releghi qualcosa o qualcuno, costringendolo a non poter realizzare nulla.
- Che vuoi dire?
- Che non mi amerai mai, perché pensi che potrei essere solo un amico. - Fece un passo in avanti - Che sei esattamente come vorrei che fosse la donna della mia vita, ed è per questo motivo che non ti avrò mai.
- Vedrai che troverai qualcuna che...
- ... certo che troverò qualcuna. Come tu troverai qualcuno. Ma non saremo noi. A prescindere da come sarebbe potuto essere o finire. Perché l'amore non si pesa dal finale, ma da tutti i passi che ti hanno portato lontano dalla partenza.
- Cosa vorresti che facessi?
- Guardami come guardi il mondo: per quello che è. Perché io guardo ben oltre il tuo aspetto stupendo. Perché guardo oltre il tuo giocare con l'anello quando sei nervosa, il tuo farti la coda prima di sederti ad un esame, del fingere uno sbadiglio per mimetizzare un pianto.
Maddalena spalancò gli occhi. Nessuno fino a quel momento l'aveva vista da quella prospettiva. Lei era solo un pezzo di carne da conquistare. Si sentì un po' in colpa per lui.
- Non devi farlo - disse Giampaolo.
- Cosa?
- Sentirti in colpa.
- Come lo sai?
- Te l'ho detto: ti guardo per quello che sei.
- E cosa sono?
- L'unica donna che vorrei. L'unica donna che mi fa credere che, anche dentro un ascensore bloccato, possa cominciare un sogno mentre il mondo reale è dall'altra parte di quelle porte.
Si guardarono negli occhi per alcuni secondi, finché di colpo l'ascensore riprese a scendere.
Le porte si aprirono e alcuni docenti videro i ragazzi all'interno.
- State bene? - domandò uno di loro.
Maddalena, senza nemmeno ascoltarlo, chiese a Giampaolo - E ora?
Lui si aggiustò gli occhiali sul naso e disse -  Vivi. Per tutte le volte che amerai senza riserve, un po' amerai anche me.
Detto questo andò via.
Qualche giorno dopo, Giampaolo prese un bel 28 e si diresse verso l'uscita.
Prese l'ascensore, ricordando con un po' di nostalgia quel bel momento con Maddalena. 
Mentre le porte stavano per chiudersi, una mano impedì all'ascensore di partire.
Era Maddalena.
Entrata, guardò fisso il ragazzo negli occhi. L'ascensore prese a scendere, finché la ragazza non pigiò il tasto con la scritta STOP.
- E se lo volessi? - domandò Maddalena.
- Cosa?
- Amare senza riserve.
- Faresti un favore a te stessa e un bene al mondo.
- E se volessi amare te senza riserva?
Giampaolo la guardò negli occhi. Era seria.
- Allora basterà solo che tu mi sorrida.
Maddalena fece un enorme sorriso e lo baciò.

Al secondo piano il professore di Diritto Commerciale Siliberti non capiva perché, quel giorno, non riuscisse a prendere l'ascensore.

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