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giovedì 24 dicembre 2020

LETTERE SOTTO L’ALBERO - PT. 1

 

Fonte: qui


Avrei voluto vederti,
per restare zitto,
per farti sentire quanto è schiacciante il peso del silenzio.
Per farti comprendere quanto è palese
il tuo essere così dannatamente vuota
nei miei riguardi.
Perché ad ogni minuto che ti ho donato,
tu mi hai regalato eterni attimi di nulla.
Sempre con la scusa che ci fosse qualcosa di più importante,
di più logico, di più giusto.
C’era tanto di più,
tranne che il mio amore.
E io che chiedevo il meno possibile,
mi trovavo ad avere, più di ogni altro, dolore.
Non sei come il calabrone,
che non sa di poter volare
eppure vola.
Tu sai benissimo, invece, come amare
e hai scelto di non amare me.
Ed oggi mi trovo a dover dire
che tutto l’amore che ho,
finisce tra le mie mani.

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