SEGUICI!!

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ilpostodeiqualunque

venerdì 25 dicembre 2020

LETTERE SOTTO L’ALBERO - PT. 2

 




Volevo amarti.
Davvero. Volevo con tutto me stesso.
Ho tentato di avvicinarmi a te.
Volevo poter tenere la tua anima tra le mie mani,
ma avevo paura di sgualcirti il cuore.
E così restavo tra gli angoli ciechi
dei tuoi giorni bui.
Volevo solo amarti.
Solo.
E solo mi trovo a dirti queste cose.
Ti ho comprato un regalo per Natale.
Lo lascerò sotto l’albero,
che non fa radici
ma sa di famiglia.
Volevo amarti.
Lo giuro.
Ma se un giorno me lo chiederai,
mi rinnegherò tre volte 
per amarti sempre una volta di più.

giovedì 24 dicembre 2020

LETTERE SOTTO L’ALBERO - PT. 1

 

Fonte: qui


Avrei voluto vederti,
per restare zitto,
per farti sentire quanto è schiacciante il peso del silenzio.
Per farti comprendere quanto è palese
il tuo essere così dannatamente vuota
nei miei riguardi.
Perché ad ogni minuto che ti ho donato,
tu mi hai regalato eterni attimi di nulla.
Sempre con la scusa che ci fosse qualcosa di più importante,
di più logico, di più giusto.
C’era tanto di più,
tranne che il mio amore.
E io che chiedevo il meno possibile,
mi trovavo ad avere, più di ogni altro, dolore.
Non sei come il calabrone,
che non sa di poter volare
eppure vola.
Tu sai benissimo, invece, come amare
e hai scelto di non amare me.
Ed oggi mi trovo a dover dire
che tutto l’amore che ho,
finisce tra le mie mani.

domenica 6 dicembre 2020

IL PALLONCINO ROSSO

Fonte: qui


Si erano lasciati da un paio di settimane, eppure Fabio voleva rivedere Amanda.
Non era una idea geniale, dopotutto si erano detti addio a colpi di fai schifo e stronzo.
Erano sempre stati così: eccessivi. E si amavano per quello. Perché, tutta la normalità di un amore sano, non valeva un giorno di ordinaria follia dei loro.
Le mandò un sms in quanto sui social non poteva. Si erano bloccati a vicenda.

Vorrei vederti - messaggio secco.
Dove?

Il solito bar che affaccia sul mare. Ci sediamo sugli sgabelli
vicino al muretto e guardiamo l’orizzonte.

Alle 22 lì. Ci vediamo direttamente al bar.

Ok.

Lui arrivò con quaranta minuti d’anticipo, ma restò fuori dal locale. Non voleva dimostrare che moriva dalla voglia di vederla.
Lasciò sembrare, pertanto, che fu lei ad arrivare per prima.
Amanda si andò a sedere al tavolo prenotato e lui arrivò.
- Da quanto aspetti? - domandò lei.
- Sono appena arrivato. - rispose facendo finta di stranirsi.
- Quel appena suona di mezz’ora.
- Ok, hai vinto.
Ordinarono una bottiglia di vino.
Fabio non aveva voglia di tergiversare. Bevve dal calice.
- Ho una sola fotografia di te. - prese a dire - E’ quella che mi mandasti quando andasti al matrimonio di tua cugina. Avevi un bellissimo vestito nero. Dopo quel ricevimento, ci vedemmo e mi dicesti che era finita. - bevve di nuovo - Capisci? L’unica foto che ho di te è del giorno in cui mi hai abbandonato. Eppure, ogni volta che la vedo, comprendo che ti amo.
- In effetti, fa strano. Ma, infondo, che ci vuoi fare. E’ andata così.
- Io, invece, mi sto domandando se sia andata o se sia rimasto tutto fermo.
- Che vuoi dire?
Fabio bevve un altro sorso di vino e, mentre stava per rispondere, passò di fianco a lui un uomo con una bambina. Aveva in mano un filo legato ad un palloncino rosso.
- Lo vedi quel palloncino? Ecco, noi siamo così.
- Non trovo il nesso.
- Semplice: a te cosa fa pensare il palloncino?
- Gioia, libertà, volare.
- Ecco. Tutte cose belle: eppure il palloncino è un qualcosa che sale in cielo destinato ad una fine sicura. Nel cielo lui esploderà. E’ un condannato a morte, eppure tutti lo vedono come simbolo di libertà e di volo.
- Noi abbiamo fatto quella fine? Siamo esplosi?
- No! In realtà io e te abbiamo fatto il contrario. Lo abbiamo tenuto attaccato alla nostra mano ed ha finito per sgonfiarsi.
- In tutti e due i casi saremmo morti.
- Ma, in uno solo, avremmo vissuto. E non l’abbiamo fatto.
A bere, questa volta, fu Amanda.
- Ho solo una foto di te. Risale a quando mi hai lasciato. Eppure, in quella foto, io ti amo. Come il palloncino, salivo in aria meravigliandomi del panorama mentre di lì a poco sarei esploso per sempre.
Fabio guardò per un attimo il palloncino. 
- Tutti lo usano come simbolo del volare e dell’essere liberi, perché a nessuno interessa la fine che farà. Interessa il momento per cui l’hanno usato, l’emozione che dona lasciarlo andare..... lasciarlo andare. Questo dovremmo fare: lasciare andare il nostro amore. Perché il senso dell’amore sta tutto là: lasciare che l’anima vada dove deve, anche a costo di esplodere in cielo. E dall’alto, credimi, tutto sembra più giusto. Anche i nostri errori.
Amanda guardò il mare - E cosa dovremmo fare ora? Cosa aspetti che io faccia?
Lui sorrise - Semplice! Comprare un palloncino.
- Credevo fare una foto - rispose scherzosamente lei.
- Non ho bisogno di ricordi fino a quando sei con me.
Si alzarono per andare via, ma Amanda si fermò terrorizzata da un pensiero.
- E quando esploderemo? Cosa faremo Fabio? Che succederà quanto tutte le forze ci schiacceranno?
Lui l’abbracciò e rispose - Diventeremo tutt’uno col cielo. Ma, fino a quel momento, salendo un po’ per volta, avremo visto tutto il nostro mondo.