(Fonte: qui)
Il contadino Philippe non aveva mai parlato tanto.
Figuriamoci se, dopo 25 anni di matrimonio, Bernadette si aspettasse che dicesse qualcosa di più romantico e ardito. Eppure, fu smentita.
Nella modesta cenetta che avevano organizzato solo per loro due, Philippe finì di bere il suo bicchiere di vino e poi disse - Quante ne abbiamo passate, eh Bernadette!?
- Tante. Eppure eccoci qui, col nostro vino di sempre e le stoviglie di un tempo.
- Già. Tutto passa.
- E’ così che va la vita. Sempre verso qualcosa: il mondo, l’amore, la salute, la morte.
Philippe portò le labbra in avanti, poi annuì. Successivamente, prese tanto fiato e cominciò un discorso.
- Sai Bernadette, quando voglio riflettere sulla mia vita, mi guardo le mani. Con tutte quelle righe, quei segni. Sono convinto che tutte le piaghe che ho sulle mani non sono altro che le strade che ho percorso e abbandonato o concluso nella mia vita. Poi la guardo bene la mia mano e trovo una linea continua, semicircolare. Che fa da cornice al pollice. Beh! Per me quella riga sei tu. Ci sei stata all’inizio, ci sei stata all’apice e ci sei ora che tutto pian piano tramonta per far posto alla nuova vita. Per me sei tu quella Bernadette. Sei alla base del pollice che è il dito che ci permette di prendere le cose, che ci differenzia dagli animali. Tu sei lì e quella linea mi ricorda che sei riuscita a trasformarmi in uomo, da bestia che ero, e a farmi afferrare l’amore. E le mie mani continuano a spaccarsi, magari le taglierò anche. Si sommeranno nuove cicatrici alle vecchie e i solchi saranno sempre più profondi. Ma quella linea resterà sempre immutata e continua. Come sarà immutata e continua la mia voglia di prenderti con queste mie mani tutte le volte che vorrai andare via o semplicemente allontanarti.
Bernadette lo guardò poi disse - E’ valsa la pena aspettare 25 anni.
- E’ stato stupendo farli passare con te.
Philippe le diede un bacio sulle labbra. - Ho potuto darti solo le mie mani da lavoratore nella vita, moglie mia.
Bernadette gli accarezzò il volto e rispose - Delle mani che lavorano e un cuore che batte solo per te, sono la ricompensa migliore che una donna possa portare nel letto.
Andarono a dormire sognando altri 25 anni. Philippe guardò le sue mani.
Non le aveva mai viste così belle.

Nessun commento:
Posta un commento