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martedì 22 settembre 2020

SPARUTE SPERANZE SPERDUTE

 

fonte: qui



Ho bisogno di credere che
i tuoi occhi mi stiano ancora
cercando tra la folla.
Non per me, ma per il mio cuore.
Sai, lui ancora non lo ha capito
che sei andata via.
Non glielo ho detto.
Tutte le volte che lo incontro
nelle mie notti,
mi chiede di te.
E, tenero com’è, si risponde da solo.
A tutto c’è un rimedio
dolce amore mio.
A tutto.
Forse anche alla morte
se ci crediamo un po’ di più.
Ma a quel cuore che tanto sospira e cede,
che tanto avanza e non molla,
a quello, io dico, che non c’è soluzione
se non il tuo amore.
Ora vado, devo metterlo a letto.
Domani mi chiederà di nuovo di te.
Gli dirò di quando ieri
lo accarezzavi ancora durante il sonno.

mercoledì 16 settembre 2020

LA CURVA SOTTO IL POLLICE

 

(Fonte: qui)

Il contadino Philippe non aveva mai parlato tanto.
Figuriamoci se, dopo 25 anni di matrimonio, Bernadette si aspettasse che dicesse qualcosa di più romantico e ardito. Eppure, fu smentita.
Nella modesta cenetta che avevano organizzato solo per loro due, Philippe finì di bere il suo bicchiere di vino e poi disse - Quante ne abbiamo passate, eh Bernadette!?
- Tante. Eppure eccoci qui, col nostro vino di sempre e le stoviglie di un tempo.
- Già. Tutto passa.
- E’ così che va la vita. Sempre verso qualcosa: il mondo, l’amore, la salute, la morte.
Philippe portò le labbra in avanti, poi annuì. Successivamente, prese tanto fiato e cominciò un discorso.
- Sai Bernadette, quando voglio riflettere sulla mia vita, mi guardo le mani. Con tutte quelle righe, quei segni. Sono convinto che tutte le piaghe che ho sulle mani non sono altro che le strade che ho percorso e abbandonato o concluso nella mia vita. Poi la guardo bene la mia mano e trovo una linea continua, semicircolare. Che fa da cornice al pollice. Beh! Per me quella riga sei tu. Ci sei stata all’inizio, ci sei stata all’apice e ci sei ora che tutto pian piano tramonta per far posto alla nuova vita. Per me sei tu quella Bernadette. Sei alla base del pollice che è il dito che ci permette di prendere le cose, che ci differenzia dagli animali. Tu sei lì e quella linea mi ricorda che sei riuscita a trasformarmi in uomo, da bestia che ero, e a farmi afferrare l’amore. E le mie mani continuano a spaccarsi, magari le taglierò anche. Si sommeranno nuove cicatrici alle vecchie e i solchi saranno sempre più profondi. Ma quella linea resterà sempre immutata e continua. Come sarà immutata e continua la mia voglia di prenderti con queste mie mani tutte le volte che vorrai andare via o semplicemente allontanarti.
Bernadette lo guardò poi disse - E’ valsa la pena aspettare 25 anni.
- E’ stato stupendo farli passare con te.
Philippe le diede un bacio sulle labbra. - Ho potuto darti solo le mie mani da lavoratore nella vita, moglie mia.
Bernadette gli accarezzò il volto e rispose - Delle mani che lavorano e un cuore che batte solo per te, sono la ricompensa migliore che una donna possa portare nel letto.
Andarono a dormire sognando altri 25 anni. Philippe guardò le sue mani.
Non le aveva mai viste così belle.

sabato 12 settembre 2020

IL BEL MONDO

 

           
                                                       Fonte: qui



Quando lei alzò la vista, domandò 
- Sai come si chiama quella stella?
- Le stelle non hanno nomi. Glieli diamo noi e sempre noi le uniamo con linee invisibili. Ma, alla fine, sono solo punti nel cielo.
- E se invece si amassero, come gli uomini?
- Si darebbero un nome da sole.
- Forse hanno bisogno di aiuto per amare, come noi.
- Perchè? Tu hai bisogno d’aiuto per amare?
- Magari sì. Tu no?
- No.
- E perché non mi hai mai chiamato amore?
- Perché ti dedico ogni giorno di me.
- Dimmi che mi amerai per sempre.
- Preferisco dirti che ti amerò per tutta la mia vita. Perché solo così avrò la certezza che ogni battito del mio cuore è stato donato a te e non a Dio.

martedì 8 settembre 2020

LA LETTERA MAI CONSEGNATA

fonte: qui


Andato in pensione, scavando fra i suoi cartoni dei ricordi, il sig. Talento scoprì una lettera che non aveva mai consegnato.
Decise di leggerla per capire il possibile danno che aveva arrecato.


"Ti scrivo.
Senza riferimenti, senza punti di geolocalizzazione, senza date.
Come si faceva un tempo, quando, una persona lontana, non potevi vederla né sentirla. Quando i cellulari non esistevano, eppure, questi piccoli pezzi di carta facevano sentire le persone ancora più unite, più intime.
Forse sarà così per te? Chi lo sa!
Fosse così, sarebbe stupendo. Per un milione di motivi.
Fa freddo qui e le mie mani sono ghiacciate. Scrivere mi risulta difficile e, per questo, spero perdonerai la mia calligrafia. Cosa che, da sola, è già imperdonabile.
Credo fortemente che una lettera porti con sé tutta una serie di cose, non solo le parole. Sono convinto che si impregni anche dei profumi, dei colori, dei suoni, di tutto ciò che circonda il foglio nel momento in cui viene scritto. Un po' come i vini, dove le uve si portano i retaggi della terra dove sono state coltivate. Così sei tu. Mi accorgo sempre più che i sentori della tua anima si sono indissolubilmente cristallizzati nella mia. Quasi che il mio cuore sia ormai fuso con il tuo.
Un milione e più di volte ti ho detto di essere fiero di te: come donna, come lavoratrice. E in questo periodo lo sono ancora di più. Ti domanderai perché, ma, conoscendoti, so che ci arriverai da sola.
Si dice che l'anima pesi 21 grammi, eppure la tua dentro di me ha un peso specifico diverso.
Ho immaginato per un attimo la tua faccia nel vedere la busta. Ho riso. Mi ha sempre divertito la smorfia che fai quando provi quel mix di imbarazzo, felicità e ansia. Sei dolcissima. Tutte le volte che la fai, mi viene voglia di abbracciarti fortissimo.
Ho finito il mio cocktail e, come nei migliori film, il bicchiere, per farmi capire il passare del tempo, ha fatto tintinnare il ghiaccio. Sembra tutto un po' come in un film con te. Questa sensazione non mi ha mai abbandonato. Sarà se lo pensi anche tu.
Sarà quante cose pensi e non so; quante cose non pensi assolutamente mentre forse io credo che tu lo faccia.
Il freddo ora è forte. Forse è meglio che rientri.
La seconda persona che mi ha domandato se stessi scrivendo una lettera, ha sorriso ed è andata via. 
Il suo sorriso esprimeva tanto amore.
Un po' come tutte le cose che ti riguardano."

Il sig. Talento si sentì sollevato nel vedere che non aveva arrecato nessun danno a nessun concittadino del paese in cui viveva.
Il sig. Talento pianse nel vedere che, l'unica lettera che in quarant'anni di carriera non aveva consegnato, era la sua.