(Fonte: qui)
Le monete emisero il loro tipico tintinnio cadendo nel capello girato dove Gustavo raccoglieva l'offerta dei passanti.
Faceva freddo quella sera.
Tutto sembrava essere rallentato.
"La magia del Natale" la chiamava qualcuno. Per altri era il periodo dei falsi buonismi. Ognuno, insomma, aveva la sua teoria.
Gustavo non aveva nulla, figuriamoci un pensiero su una festività.
Bevve un po' di cognac che gli aveva regalato Biagio, il barista del Bar Centrale. Il dono più bello di quel Natale.
Mentre guardava la sua bottiglia, arrivò Fausto il suo compagno di sventure.
- E non offri? - domandò l'altro vagabondo.
- I regali non si offrono - disse Gustavo schernendolo.
- Bastardo! -
Risero.
- Anche quest'anno sta finendo Gustavo -
- Un altro anno di merda -
- E tanto, vista la nostra situazione, cosa potrebbe cambiare? -
- Nulla -
Fausto lo osservò per un attimo, poi chiese - Che hai? Sei strano -
- Sono stanco -
- A chi lo dici -
- Non intendo fisicamente. Sono stanco di tutto Fausto -
- Di cosa precisamente? -
- Sono stanco di elemosinare -
- Appena vinciamo la lotteria svoltiamo! - esclamò il barbone ridendo e bevendo il cognac.
- Sono stanco di elemosinare tutto quello che c'è in questa vita: l'amicizia, il lavoro, il tempo, l'amore. Sono stanco di sforzare di far credere che anche io possa meritarmi tutto questo. Alle volte sono stanco anche della vita. Più vado avanti e più mi accorgo che tutte le cose che ci fan credere possano essere per tutti, in realtà non lo sono. L'amore, l'amicizia, il lavoro, sono talenti. Non tutti li abbiamo. E poi chi come noi non ne ha nessuno, è completamente tagliato fuori. La felicità non è una scelta. L'amore non è qualcosa che si trova. La felicità è una dote, l'amore è una predisposizione. Non possiamo farci nulla. Io ad esempio ci ho provato Fausto. Ci ho provato tanto, ma più amavo e più perdevo tutto. Più piangevo più distruggevo. Più lavoravo più venivo estromesso. Ed ora eccomi qui: ad elemosinare. Ad elemosinare un saluto, un bacio, un abbraccio, un "mi manchi", un "ti amo". Sono molto più povero di quello che sembro, perché oltre al denaro ho perso anche tutto quello che mi teneva in vita -
Fausto lo guardò e, dentro di sé, capì cosa il suo amico stesse provando.
Il freddo di Roma quella notte fu molto molto rigido.
Talmente rigido che, quella volta, una bottiglia di cognac non bastò.

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