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venerdì 25 ottobre 2019

POLLICINA



(fonte: qui)





Domandati se non v'è alcuna differenza fra quei giorni e questi.
Domandati se tutte le ore sono identiche per emozione
o se qualcosa l'hai lasciata durante il tragitto.
Come Pollicino, hai reso quest'amore briciole
per poi buttarlo alle tue spalle.
Senza l'idea di ritornare a casa.
A casa nostra.
Casa nostra che erano i nostri occhi che si incrociavano,
i nostri silenzi che riempivano,
i respiri che spostano i secondi
trattenendo gli attimi.
Ma ora tu guardi tutto questo
dall'alto della tua vita,
perfetta come te.
E sarò ingenuo o stupido nel credere ancora
che, se non piangi almeno una volta,
se non senti qualcosa dentro che ti muove a fare
anche un semplice passo in più,
non è vero amore.
Perché l'amore si misura proprio da lì:
da tutte le regole che hai infranto.

sabato 19 ottobre 2019

LETTERA DEGLI INNAMORATI ABBANDONATI


(fonte: qui)



Vi ricorderete di noi.
Quando non basterà più la libertà,
quando non sarà più necessaria la tranquillità.
Vi ricorderete di noi.
Quando ogni cosa avrà l'aria del normale,
e non sentirete nessun battito d'emozione.
Quando un buongiorno sarà solo un buongiorno,
e non significherà che siamo ancora vicino a voi.
Vi ricorderete di noi.
Quando ad ogni litigio scoprirete di aver risolto senza drammi,
e non avrete mai il senso di essere andati avanti.
E rimpiangerete il nostro litigare,
il nostro urlare, il nostro lottare.
Certo che lo rimpiangerete.
Come si rimpiangono tutte le cose che fanno sentire vivi.
Vi ricorderete di noi,
quando, finita l'euforia dei primi momenti,
tornerete ad essere quello che siete davvero,
e loro, quelli bravi, vi diranno "sei cambiata - sei cambiato".
Mentre noi conoscevamo ogni vostra eclisse.
E vi abbiamo amato anche e soprattutto per quelle.
E vi amiamo ancora.
Vi ricorderete di noi.
Quando tutto avrà una perfetta collocazione e non un senso.
E vi sentirete meno persi, ma più soli.
Vi ricorderete di noi, 
mentre noi staremo sempre alla destra delle vostre spalle
e ad un palmo dalla vostra anima.

lunedì 14 ottobre 2019

IL BACIO REALE

(Fonte: qui)





Tutto sembrava far credere che sarebbe stata una bella serata.
Almeno questo pensava Giammarco entrando nel locale più in della città.
Ma, ovviamente, il destino fa sempre come gli pare. E, soprattutto, fa sempre quello che non dovrebbe.
Questo fu il secondo pensiero che il ragazzo fece quando, accomodatosi insieme alla sua attuale ragazza, vide di fronte a lui Alessia.
Lei era insieme alla sua comitiva di amici e, proprio quella sera, aveva deciso di andare in quel pub.
Si guardarono due secondi, che due secondi erano per il mondo intero, mentre per loro erano secoli vissuti e mai dimenticati.
Si amavano e tanto, ma avevano deciso di provare a restare distanti. Scelta troppo intelligente per le loro menti e troppo stupida per i loro cuori.
La sera passò fra chiacchierate e risate. Ma i loro occhi continuavano a cercarsi, sempre nel vano tentativo di non farsi scoprire dagli altri.
Tutto però cambiò in un momento: Elisa, attuale fidanzata di Giammarco, nel parlare lo baciò sulle labbra. Tipico gesto di una ragazza innamorata. Nulla di che, insomma.
Giammarco sorrise timido, mentre si volgeva verso Alessia.
Di questa, Giammarco amava lo sguardo: quei suoi occhi marroni potevano essere terra fertile dove costruire o terra dura che può sotterrare e distruggere. Era tuo il merito di godere della prima o il demerito di scatenare la seconda.
Alessia vide la scena e, dopo aver chiesto scusa ai suoi amici, uscì dal locale in tutta tranquillità.
Giammarco la seguì con gli occhi per tutto il tempo, finché non la vide andare via. Lei però non rientrò più.
Finita la serata, il ragazzo accompagnò Elisa e, dopo aver acceso l'auto innestò la marcia per partire.
Sentì in quell'istante il suono del suo cellulare. Lesse il nome di Alessia e vide il suo solito messaggio asciutto "Dove tu sai. Ora!". 
Giammarco provò un tuffo al cuore. Non la sentiva da molto e non era certo la ragazza che ti cercava.
Accelerò e si diresse verso quel posto che era solo il loro.
Arrivato, la trovò seduta sulla panchina a fumare. Restò in silenzio a guardarla in un mix di amore e timore.
Lei percepì la sua presenza e cominciò a parlare.
- Ma sei serio? Farsi baciare così?
- Così come Alessia? E' la mia ragazza, può baciarmi come vuole.
- E' la tua ragazza non la tua donna. E tu sei il suo fidanzato e non il suo uomo.
- Lei ora fa parte della mia vita.
- Certo, certo - disse la ragazza muovendo le mani verso l'alto mentre si alzava dalla panchina per dirigersi da lui.
- Che vuoi stasera Alessia?
- Dimostrarti la differenza fra noi e tutti.
- Non c'è un noi.
- Certo che c'è.
- No.
La ragazza fece uno scatto, prese il volto di Giammarco e lo baciò in maniera forte. Poi, fece scivolare il labbro inferiore del ragazzo in mezzo ai suoi denti e lo morse.
Lui, provò in principio un breve senso di dolore, poi tutto il resto. Glielo lasciò fare e non seppe spiegarsi perché.
Lei si staccò dolcemente e poi gli domandò - Sai cos'è questo?
- Un bacio con un morso.
- Questo è il bacio reale.
- Il bacio reale.
- Sì. Il bacio reale. Ed è differente da tutto il resto. È il bacio vero, quello che si prende tutto di te. Il fuori e soprattutto il dentro. Quello che senti fino alla pelle dell'anima.
- Questa mi è nuova.
- Non ti è nuovo. Anzi, sta lì da quando sei nato, da quando sono nata io. E solo chi si ama può darselo. È il bacio che si prende tutte le paure e ti dà le certezze. È quel bacio che si imprime sulle labbra e non va più via. Ed ogni bacio successivo è solo una unione di labbra. È il bacio che porta forza e dolcezza insieme. Quello che solo la tua donna sa dare. Perché se ti fa sentire solo dolore o se ti fa provare solo amore, allora non è la persona che aspetti. Perché solo lei sa farti provare quel dolore che sei disposto a sopportare. E, di contro, solo chi prova il vero amore sopporterà quel dolore. Perché sa che vale più di qualsiasi altra sofferenza al mondo. E ti lascerai mordere. Perché nessun uomo resta nella sofferenza se non perché si ama chi gliela procura. E attenderai che quel dolore diventi sapore si labbra conosciute che ti donano sollievo.
Giammarco pensò che aveva ragione. Nel bacio lui non si era staccato e l'aveva lasciata fare avendo la convinzione di provare una sensazione migliore dopo. Immediatamente, la prese e la baciò di nuovo.
Alessia si staccò di colpo. Non voleva.
- Che diavolo ti prende? Prima mi baci e poi ti ritrai se lo faccio io.
- Queste cose falle con lei, noi apparteniamo ad altro.
- A cosa?
Lei attese un po', poi rispose - All'eterno. Come le mie labbra ora sulle tue.
La ragazza lo guardò e andò via.


La sera dopo, Alessia trovò Giammarco davanti al suo portone.
Il giovane le andò incontro e fermò il suo volto a pochi centimetri da quello di lei.
- Baciami - disse lui.
- Ti ho già detto che queste cose le devi fare con la tua ragazza.
- Non parlo di questo. Voglio che ti prendi tutto.
- L'ho già fatto.
- Allora ridammi tutto e ristrappamelo via.
- E perché?
- Perché apparteniamo ad altro.
Pochi istanti, poi i denti di Alessia sulle labbra di lui.
Giammarco capì che, con quel bacio, si erano donati all'eternità.

martedì 8 ottobre 2019

IL RESTAURATORE


(Fonte: qui)




Quando Michele entrò nel laboratorio di Admir, tutto era illuminato dalla poca luce del sole che entrava dalla finestra sulla destra.
Insolitamente, lo trovò seduto sulla sedia a dondolo. Contemplava un manichino femmina a cui mancava il braccio destro e il piede sinistro.
Di fianco a questo, vi era un manichino uomo a cui pero mancavano le mani. Non lo aveva mai completato, né aveva mai provato a concludere la donna.
Admir era famoso in tutto il paese. Aveva uno strano potere: ogni volta che conosceva una donna, e lei gli raccontava la sua storia, l'uomo costruiva un manichino di legno. Ad alcune, quelle rarissime a cui aveva deciso di donare il suo cuore, il manichino era talmente perfetto che sembrava essere una gemella.
Ma la nota negativa nasceva sempre nel momento in cui l'uomo completava i manichini: appena finito, le donne andavano via. Erano pronte per la loro vita e, sistematicamente, abbandonavano il povero Admir innamorato, mentre loro andavano incontro al loro destino più forti. Trovavano l'amore e avevano figli.
E mentre loro ne uscivano più belle, più forti, più donne; lui ne usciva sempre più solo e sempre più svuotato.
Lo chiamavano Il restauratore di donne
Ma perché mai nessuna donna era mai rimasta con lui? Admir aveva smesso di chiederselo da molto tempo.
Michele si avvicinò e lo vide guardare i suoi manichini.
- Siamo agli sgoccioli?- disse il ragazzo.
- Sono vent'anni che sono fermi lì quei due.
- E perché mai?
- Perché non voglio perdere almeno loro.
- È così brutto amare Admir?
Lui sorrise amaramente e rispose - È la cosa più bella del mondo.- prese del tabacco, lo mise nella pipa e la accese. Poi domandò - Sai qual è il gesto più grande d'amore?
Michele ci pensò un po' poi disse - Il rispetto e la fedeltà.
Admir ispirò la pipa, buttò fuori una nuvola di fumo e poi replicò - Restituire.
-Restituire? Che intendi?
- Quando ami una persona e lei ti apre le porte della sua anima, il gesto d'amore più grande è riconsegnarle la sua vera vita. Se tu scorgi tutte le sue paure, i suoi sogni, i suoi limiti; se con il tuo lavoro e il tuo amore riesci a vincere tutto e a consegnare a lei il suo mondo libero da ogni turbamento o limitazione, quello è vero amore. Non resterà con te e molto probabilmente andrà tra le braccia di un altro che nemmeno conosce il valore della donna che ha appena incontrato. Ma amare vuol dire donare. E se sai donare il tuo cuore, allora il tuo amore ha avuto un senso.
- E tu che ci guadagni così? Vanno tutte via. Anche il tuo grande amore Julia è andata via.
- E perché ci devo guadagnare qualcosa? Se amo, ho già avuto un sentimento.
- Non la vedrai mai felice con te, non sarà con te, non avrà figli con te, non sarà né la tua sposa né la tua donna.
- No, non lo sarà.
- E allora?
- Allora tutto il mio amore non corrisposto avrà comunque un senso.
- Io non vedo alcun senso.
- Meglio così.
- E loro perché restano incompleti?
- Perché loro sono come me?
- Mutilati?
- Incompleti.



domenica 6 ottobre 2019

BUON GIORNO AMORE MIO

(Fonte: qui)






Nello studio legale tutto era in fermento.
Come ogni giorno.
In quella situazione, la presenza di Cosimo, il contadino del paese, era davvero singolare. Lui sembrava davvero essere fuori dal contesto. 
I suoi indumenti, il suo atteggiamento così dolce e pacato, tutto contrastava con quel luogo di borse luccicanti, frenesia e agitazione.
Dopo aver preso la giusta forza, dalla sua parte più intima, si diresse verso la stanza dell'Avvocato Cristina Medusa e vi entrò.
Cristina, salutò distrattamente il suo cliente ma si sentì, d’un tratto, pervasa da un insolito senso di fastidio perché non amava essere scortese, soprattutto con chi le dava da mangiare: i suoi clienti.
I due si guardarono per un po', poi Cristina sorrise e Cosimo, come se avesse letto in quel gesto un permesso, cominciò a parlare.
Tenne per tutto il tempo gli occhi fissi su quelli dell'Avvocato.
Ho pensato a come sarebbe la mia vita se ogni giorno potessi dirti buongiorno amore mio
Il viso di Cristina cambiò di colpo, passando da un sorriso gentile ad una espressione di profondo stupore.
Tuttavia, Cosimo non se ne curò e continuò a parlare. 
Ho pensato a come sarebbero le mie giornate se potessi dirti ti amo o potessi abbracciarti quando mi va o quando ne ho bisogno. Ho pensato a come sarebbe la vita di un avvocato se avesse a che fare con un contadino. Sì Cristina, lo penso. Penso da quando siamo bambini a noi. Ci conosciamo da quando avevamo 9 anni ed ogni giorno, da quando ti conosco, non ho fatto altro che pensare a questo.
Cristina tentò di fermarlo con un timido  Forse non è il luogo più adat.. ma Cosimo la interruppe.
Non è il luogo adatto, non è il tempo adatto e sicuramente io non sono nemmeno l'uomo adatto. Ma sono anni che mi adatto a questa situazione e sono stanco di stare qui a contemplare un tempo che vorrei vivere.
Il ragazzo poggiò le sue braccia sulla scrivania per avvicinarsi a Cristina, poi continuò
Tu sei migliore di me. E non perché io sia un contadino e tu un avvocato. Ma perché riesci a rendere me quello che sono ora, mentre ti sto parlando. Tu tiri fuori tutto quello che ho paura di far uscire e, per questo, sono felice.
Cosimo si avvicinò ancora un po' e disse sussurrando 
Abbiamo già vissuto la vita per come siamo. Proviamo a vivere quella che ci resta per come vorremmo che fosse: insieme.
Cristina strinse le labbra, quasi volesse mordere ogni parola che tentava disperatamente di uscire. Lo guardò come fosse l'unica cosa al mondo e ciò che le venne da dire fu solamente  Come vorremmo che fosse...
La mattina seguente, Cosimo sentì la sveglia suonare. Puntuale come tutti i giorni alle cinque di mattino. 
Allungò la mano per spegnere l'aggeggio infernale. Si stropicciò gli occhi e si voltò verso il lato opposto.
Vide Cristina, completamente nuda e coperta solo dal lenzuolo.
Lo guardava con quelli occhi che avevano l'espressione di chi aspettava quel momento da tutta la notte. O forse da tutta la vita.
Attendeva Cristina, e Cosimo pensò che non ci sarebbe stata mattinata più bella di quella.
Le si avvicinò, lui le diede un bacio sulle labbra e le disse con la semplicità di chi ha il cuore buono  Buongiorno amore mio! -.