Tutto sembrava far credere che sarebbe stata una bella serata.
Almeno questo pensava Giammarco entrando nel locale più in della città.
Ma, ovviamente, il destino fa sempre come gli pare. E, soprattutto, fa sempre quello che non dovrebbe.
Questo fu il secondo pensiero che il ragazzo fece quando, accomodatosi insieme alla sua attuale ragazza, vide di fronte a lui Alessia.
Lei era insieme alla sua comitiva di amici e, proprio quella sera, aveva deciso di andare in quel pub.
Si guardarono due secondi, che due secondi erano per il mondo intero, mentre per loro erano secoli vissuti e mai dimenticati.
Si amavano e tanto, ma avevano deciso di provare a restare distanti. Scelta troppo intelligente per le loro menti e troppo stupida per i loro cuori.
La sera passò fra chiacchierate e risate. Ma i loro occhi continuavano a cercarsi, sempre nel vano tentativo di non farsi scoprire dagli altri.
Tutto però cambiò in un momento: Elisa, attuale fidanzata di Giammarco, nel parlare lo baciò sulle labbra. Tipico gesto di una ragazza innamorata. Nulla di che, insomma.
Giammarco sorrise timido, mentre si volgeva verso Alessia.
Di questa, Giammarco amava lo sguardo: quei suoi occhi marroni potevano essere terra fertile dove costruire o terra dura che può sotterrare e distruggere. Era tuo il merito di godere della prima o il demerito di scatenare la seconda.
Alessia vide la scena e, dopo aver chiesto scusa ai suoi amici, uscì dal locale in tutta tranquillità.
Giammarco la seguì con gli occhi per tutto il tempo, finché non la vide andare via. Lei però non rientrò più.
Finita la serata, il ragazzo accompagnò Elisa e, dopo aver acceso l'auto innestò la marcia per partire.
Sentì in quell'istante il suono del suo cellulare. Lesse il nome di Alessia e vide il suo solito messaggio asciutto "Dove tu sai. Ora!".
Giammarco provò un tuffo al cuore. Non la sentiva da molto e non era certo la ragazza che ti cercava.
Accelerò e si diresse verso quel posto che era solo il loro.
Arrivato, la trovò seduta sulla panchina a fumare. Restò in silenzio a guardarla in un mix di amore e timore.
Lei percepì la sua presenza e cominciò a parlare.
- Ma sei serio? Farsi baciare così?
- Così come Alessia? E' la mia ragazza, può baciarmi come vuole.
- E' la tua ragazza non la tua donna. E tu sei il suo fidanzato e non il suo uomo.
- Lei ora fa parte della mia vita.
- Certo, certo - disse la ragazza muovendo le mani verso l'alto mentre si alzava dalla panchina per dirigersi da lui.
- Che vuoi stasera Alessia?
- Dimostrarti la differenza fra noi e tutti.
- Non c'è un noi.
- Certo che c'è.
- No.
La ragazza fece uno scatto, prese il volto di Giammarco e lo baciò in maniera forte. Poi, fece scivolare il labbro inferiore del ragazzo in mezzo ai suoi denti e lo morse.
Lui, provò in principio un breve senso di dolore, poi tutto il resto. Glielo lasciò fare e non seppe spiegarsi perché.
Lei si staccò dolcemente e poi gli domandò - Sai cos'è questo?
- Un bacio con un morso.
- Questo è il bacio reale.
- Il bacio reale.
- Sì. Il bacio reale. Ed è differente da tutto il resto. È il bacio vero, quello che si prende tutto di te. Il fuori e soprattutto il dentro. Quello che senti fino alla pelle dell'anima.
- Questa mi è nuova.
- Non ti è nuovo. Anzi, sta lì da quando sei nato, da quando sono nata io. E solo chi si ama può darselo. È il bacio che si prende tutte le paure e ti dà le certezze. È quel bacio che si imprime sulle labbra e non va più via. Ed ogni bacio successivo è solo una unione di labbra. È il bacio che porta forza e dolcezza insieme. Quello che solo la tua donna sa dare. Perché se ti fa sentire solo dolore o se ti fa provare solo amore, allora non è la persona che aspetti. Perché solo lei sa farti provare quel dolore che sei disposto a sopportare. E, di contro, solo chi prova il vero amore sopporterà quel dolore. Perché sa che vale più di qualsiasi altra sofferenza al mondo. E ti lascerai mordere. Perché nessun uomo resta nella sofferenza se non perché si ama chi gliela procura. E attenderai che quel dolore diventi sapore si labbra conosciute che ti donano sollievo.
Giammarco pensò che aveva ragione. Nel bacio lui non si era staccato e l'aveva lasciata fare avendo la convinzione di provare una sensazione migliore dopo. Immediatamente, la prese e la baciò di nuovo.
Alessia si staccò di colpo. Non voleva.
- Che diavolo ti prende? Prima mi baci e poi ti ritrai se lo faccio io.
- Queste cose falle con lei, noi apparteniamo ad altro.
- A cosa?
Lei attese un po', poi rispose - All'eterno. Come le mie labbra ora sulle tue.
La ragazza lo guardò e andò via.
La sera dopo, Alessia trovò Giammarco davanti al suo portone.
Il giovane le andò incontro e fermò il suo volto a pochi centimetri da quello di lei.
- Baciami - disse lui.
- Ti ho già detto che queste cose le devi fare con la tua ragazza.
- Non parlo di questo. Voglio che ti prendi tutto.
- L'ho già fatto.
- Allora ridammi tutto e ristrappamelo via.
- E perché?
- Perché apparteniamo ad altro.
Pochi istanti, poi i denti di Alessia sulle labbra di lui.
Giammarco capì che, con quel bacio, si erano donati all'eternità.