SEGUICI!!

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ilpostodeiqualunque

venerdì 21 giugno 2019

IL PONTE E LA NEVE


(fonte: qui




Serghej sapeva tutto. 
Sapeva che Ekaterina amava quell'altro e che non pronunciare il suo nome non serviva praticamente a nulla. 
Erano anni ormai che fingeva. Ma si era spinto troppo oltre. Si era portato al punto di replicare una esistenza senza sapere di che cosa fossero fatti i giorni. 
Quella notte la neve aveva ricoperto tutto, tranne la sua memoria. 
Prese le cose necessarie, scese nella zona giorno e lasciò un biglietto. 
- Sei diventata donna. Non è una questione solo anagrafica e ovviamente non è l'età che ti ha resa tale. 
Sei diventata la donna che sapevo saresti diventata. Quella proiezione che vidi nei tuoi occhi tanto tempo fa. 
Non c'è nulla che possa dire o aggiungere, se non che sono contento che le mie preghiere siano esaudite. So che sei felice, che hai raggiunto tanti obiettivi di carriera e d'amore. Sì, d'amore. Perché non è questo quello che ti fa battere il cuore. 
Amare vuol dire anche questo. Essere felice della felicità dell'altro, anche se non sei tu la motivazione. 
È lancinante non essere nel tuo cuore per me, perché i miei trent'anni non li dimentico. Non dimentico nulla di ciò che ho fatto. 
Avrei voluto essere di più, ma mi sono fermato a fare il ponte. Sono stato semplicemente un individuo che ti ha traghettato da un'altra persona. 
Avrei voluto avere le tue mani sul cuore, ma ho finito solo per aver i tuoi passi sulla schiena. 
Potrei dire tante altre cose ma non ha più senso. Non per te. 
Silenziosamente vado via. Tutto quello che ti avrei voluto dire, lo sussurrerò alle conchiglie affinché lo conservino come fanno con il rumore del mare. Come faccio da tre anni. 
Come faccio da quando sei andata via per la tua vita pur restando sdraiata su quel letto -.

A San Pietroburgo l'inverno fu rigido. 

Nessun commento:

Posta un commento