(fonte: qui)
Iside era sdraiata sul letto e il ventilatore, che Andrew si ostinava ad usare perché odiava i condizionatori, roteava a destra e sinistra.
Lui, invece, era sul balcone a fumare il sigaro.
La ragazza lo guardava e sapeva bene che, quando aveva quello sguardo, stava riflettendo molto. A lei non piaceva, perché per quanto fosse sensibile, il suo riflettere lo portava a colpevolizzarsi più del dovuto ed a stare male. Troppo male. Di un male che nemmeno alle volte meritava.
Andrew aspirò il sigaro, sorrise a quella consequenzialità di sguardi.Iside guardava lui che, dal balcone, guadava Valencia.
Quel viaggio era un tentativo di salvarsi. O di innamorarsi ancora.
Il ragazzo poggiò le mani sulla ringhiera del balcone e, tenendo il sigaro in bocca perché si vergognava di quello che sarebbe andato a dire, parlò.
- Sai quando è stata la volta in cui ti ho amata veramente?
- Speravo ce ne fossero state di più in questi anni, Andrew.
- Ti ho amata ogni giorno della mia vita. Ti amo anche ora.
- Allora riformula la domanda - risposte lei scocciata mentre si girava sul letto per dargli le spalle nude.
- Sai quando è stata la volta in cui ti ho amata veramente?
- Quando?
- La sera in cui mi venisti a prendere e ci fermammo a vedere la città dall'alto. Eri seduta sul muretto a distanza da me e...
- Ma se litigammo di brutto quella sera - interruppe Iside ridendo.
- Sì. Litigammo. Dicesti che mi avresti accompagnato a casa, che non volevi avere a che fare con me. La volta in cui ti ho amata veramente è stata quella sera. Nel silenzio della rabbia, ti gridavo tutto il mio amore. Tu, seduta su quel muretto, ed io che ti guardavo e pensavo che l'amore ci rende umili non migliori. Pensiamo sempre che le cose cambino se le guardiamo con gli occhi dell'amore. Sbagliato. Semplicemente, amando, le accettiamo per quello che sono. E in quel momento ti amavo perché accettavo tutta la mia rabbia di sentirmi inadeguato, tutti i miei fallimenti.
- E continuavi a litigare con me.
- Sì. Continuavo a litigare con te. Perché era vero, era vivo. Perché non potevo consegnare all'oblio della normalità tutto quell'amore. Ho sempre avuto la ferma convinzione che alcuni momenti di amore assoluto, un cuore non li dimentica mai -.
Iside si voltò, lo guardò e disse - E' la cosa più bella che hai detto da quando ti conosco.
- Perché non ti ho mai detto le altre.
- Sai cosa penso Andrew?
Lui si girò per guardarla. Era nuda e semi coperta dalle lenzuola.
- Ti amo veramente.
Andrew gettò il sigaro, si diresse verso di lei e bloccò il suo viso a pochi millimetri da quello della ragazza.
- Vuoi fare l'amore? - domandò lei.
- Voglio un bacio dalla mia donna.
Iside sorrise. Sapeva cosa Andrew intendesse quando diceva quella frase.
Gli mise le braccia intorno al collo e gli diede un bacio lento e sentito.
Staccatasi, lo guardò un po'. Quel tanto che basta per fargli capire che era dolce anche lei, per poi tornare immediatamente alla sua freddezza.
- Non ho mai capito perché hai sempre voluto che ti baciassi con le braccia intorno al collo.
- Perché è il vero ed unico modo con cui una donna ti dichiara di essere tua.
- E tutte le volte che non lo faccio?
- In quelle volte sei solo mia.
- E non è la stessa cosa?
- No. Un uomo può solo conquistare una donna. Ma solo una donna può decidere di donare se stessa ad un altro.
- Facciamo l'amore ora?
- Ora sì.
- E perché ora sì?
- Perché adesso non c'è davvero nessun motivo.


