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giovedì 16 maggio 2019

IL SINCRONISMO


(fonte: qui)



Quando a Mr. Lionel venne consegnata la lettera di Lady Natasha, non la prese per nulla bene.
Arrivò precisamente un mese dopo il loro addio.
Il maggiordomo posò la busta sul bel tavolo in legno presente nella sala da pranzo e, come se fosse un fantasma, scivolò via senza alcun rumore.
Lionel la fissò per un tempo indefinito, mentre dalla porta faceva ingresso sua figlia Caterina.
- A chi è indirizzata questa lettera? - domandò curiosa la ragazza.
- E' per me -
- E non sei voglioso di aprirla? -
- Non più -
- Perché? Se qualcuno ti ha scritto, è perché voleva dirti delle cose -
Lionel portò avanti le labbra, come se stesse baciando l'aria. Poi sorrise amaramente e si avvicinò al tavolo. Prese la busta fra le mani e rivolgendosi alla figlia, così parlò.
- Vedi Caterina. Il mondo, l'universo, tutto ha il suo tempo. E perché ogni cosa si concretizzi, deve essere fatta nel momento opportuno. Le parole, imparerai a tue spese, sono come il vetro: incantano se lavorate, tagliano se rotte. Ma ciò che più mi fa paura sono le parole che arrivano non nel loro tempo. Se qualcosa è stata detta troppo prima o pericolosamente dopo, se un pensiero è stato scritto antecedentemente o consegnato troppo tardi; queste creano danni alle volte irreparabili -.
Riposò la busta sul tavolo e guardò la figlia - Ricorda sempre Caterina: il valore delle parole dura quanto il respiro che le ha generate; e quello della scrittura dura quanto il tempo che ha impiegato la penna per imprimerle sulla carta. Se arrivate prima, se giunte poi... allora sono sono simboli e suoni -.
Guardò sua figlia che lo osservava con gli occhi di una ragazza che crede ancora nell'amore.
Pensò che quel bambino capriccioso si nutre degli ardori dei giovani e dei rimpianti dei vecchi.
La busta rimase lì per giorni.
La polvere la ricoprì.
Un po' come Natasha aveva ricoperto il suo passato.

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