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venerdì 15 febbraio 2019

IL PENULTIMO GIORNO

(fonte: qui)


La mano provò a sistemare la ciocca di capelli. 
Il dettaglio che più di tutti la distingueva.
- La vuoi smettere di distrarti e cerchi di pensare a lavorare Lilly?
- Ma ti rendi conto? Guarda! Questi sono i problemi - rispose lei indicando i suoi ricci.
- I capelli? – domandò seccato Elio.
- Sì, i capelli. Che ne sai tu!
Il ragazzo rise. Se Lilly fosse stata un oggetto, soleva pensare, sarebbe stata un frullatore: mischiava tante cose insieme, ma alla fine qualcosa di buono usciva sempre.
Lei sentì il suo sguardo addosso e, pertanto, cominciò a prestargli attenzione.
Elio la guardò dritto negli occhi.
- Che c’è? – domandò Lilly.
- Non riesco mai a capire se sei stata più umile per avere deciso di restare qui o più insicura per non essere mai andata via.
- Forse né una né l’altra.
- Nella vita si è sempre qualcosa.
- Dai Elio! -  sbottò lei alzandosi dalla poltrona e dirigendosi verso il balcone.
- Ti adoro quando fai così.
Lei, dandogli le spalle, sorrise. Lo adorava nella stessa maniera, eppure lo teneva a distanza.
- Una volta ho immaginato di amarti – annunciò Elio.
- Che diavolo significa? Come si fa ad immaginare di amare una persona?
- C’è gente che finge interi rapporti, e io non posso immaginare un amore?
Lilly aspirò la sigaretta – Sentiamo. –
- Teoricamente lo sto facendo anche ora. Penso che se questo sentimento fosse trasportato nella vita vera, ora staremmo facendo l’amore sulla tua scrivania, o staremmo litigando, o magari…
- … rovinando tutto – concluse lei.
- Sì! Magari rovineremmo tutto.
- Sai cosa penso Elio?
- Cosa?
- Che alcune persone hanno bisogno di guastare tutto per poter continuare ad andare avanti. Devono sentire il dolore fino al centro del petto, per capire che il cuore batte.
- Basterebbe solo essere felici, o provare ad esserlo. Se si vivesse tutto come se fosse l’ultimo giorno della vit…
- Aaaaaah! Questa storia dell’ultimo giorno. - sbottò Lilly. - Non conta niente l’ultimo giorno. E’ una teoria sbagliata. Sai cosa voglio io invece? Vivere come se fosse il penultimo giorno.
- E perché proprio il penultimo?
- Perché negli ultimi istanti vince sempre la disperazione, ma in quello precedente hai ancora il tempo di decidere cosa amare. Hai ancora tempo per vedere i frutti del tuo amore. Tutto è una scelta sentita, non è disperazione o paura della fine.
Ci fu un attimo di silenzio dopo quella frase. Il tempo necessario per capire cosa fare. 
Il ragazzo andò verso Lilly e la baciò. 
Fecero l’amore su quella scrivania, come se tutte le parole precedenti non ci fossero mai state.
Come ebbero finito, lei prese un’altra sigaretta e, dopo averla accesa, disse – Abbiamo rovinato tutto.
Elio la guardò, sorrise e disse – Sì, e sai perché?
- Perché?
- Perché tu sei il mio penultimo giorno.

sabato 9 febbraio 2019

NUOV'ARIA

(fonte qui)

Giordano la guardò attraversare la strada e, come lei fu sull'altro lato, disse con un tono sommesso ma capace di essere udito:
- Era un marciapiede quello su cui ti attendevo. E la strada era solo un mare grigio che attraversai volentieri. Era un marciapiede quello su cui ti guardavo. E so che era così perché, anche se fermo, il mio cuore marciava verso di te. Dal modo in cui abbracci una persona, capisci ciò che ti attenderà: se al collo, ti ci unisci; se da dietro, ti fondi; se da nessuna parte, la perdi. Ma tu, come ogni vita in questa terra, avevi bisogno di nuova aria e, simile ad anidride carbonica, questo tempo espelle me da tutto ciò che hai e che sei. 
Era un marciapiede quello su cui ti attendevo. 
Ora è il ciglio di un burrone -.
Suono di un clacson. Antonia non sentì tutto. 
Il tempismo dei rumori della vita