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June aprì la busta per prendere il foglio che conteneva. Sapeva già da chi provenisse quella lettera. Ne aveva respinte molte. Quella volta, però, la aprì e lesse quello che era impresso su quel foglio bianco.
"Sono qui a lavorare. Non c'è nessuno.
Sono tante le cose che ho cambiato e le decisioni che ho preso nel vano tentativo di migliorarmi.
Oggi parlarti di nuovo a seguito di quel fortuito incontro vicino alla carrozza, mi ha fatto capire che su te non mi sono mosso di un millimetro. E il brutto è che non posso farci niente.
Il cuore è un muscolo involontario perché non puoi avere la volontà di poterlo cambiare. Cambia da solo.
Scusami se ti scrivo, capirai. So che capirai. Sei sempre stata migliore di me e in tante cose oggi sono migliore solo per te e per il semplice fatto di esserti stato vicino.
Tra le righe saprai individuare quello che ho dentro.
Sappiamo entrambi che è inutile, ma, per il tempo di questa lettera, prestargli un po' di attenzione.
Io."
Da qualche parte nel mondo i gabbiani volavano basso.


