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mercoledì 22 giugno 2022

SMS - parte 3

 

Fonte: qui


(continua)
Ridemmo insieme.
Mi bastava solo quello, potevo anche morire.
Perché, quando due persone che si amano ridono insieme, si regalano l'eterno. Perché ogni risata è un passo verso la felicità.
- Siedi con me - le chiesi.
Si sedette.
Era bella, era sempre stata bella e, per me, lo sarebbe stata per sempre.
Mi chiese di smetterla di guardarla così intensamente. Non l'ascoltai. E non mi sentii in colpa.
- Come stai? - mi domandò.
- Non cadiamo in queste banalità Dominique - dissi - Non ci meritiamo questi dialoghi così scontati. Noi apparteniamo all'amore. E l'amore vero ha sempre parole nuove da dare e da dire.
- Vuoi sapere perché ho mollato? - domandò lei con il suo solito modo diretto.
- No, non ha importanza.
- E allora che facciamo? Restiamo a fissarci in silenzio?
- E che male ci sarebbe?
- Una coppia che non ha nulla da dirsi non ha sentimenti da vivere.
- Dipende dal silenzio.
- Il silenzio è il silenzio, non esistono tipi diversi.
- Invece sì, come è vero che esistono chiacchierate e chiacchierate.
- Quindi che silenzio siamo noi?
- Non è questione di che tipo siamo. E' questione di quanto lo sappiamo addomesticare. Perché, quando sai controllare il silenzio, allora parlano le anime, le mani, i respiri. Parla tutto ciò che non ha bisogno di metrica.
- Ogni cosa ha bisogno di metrica.
- Magari noi no.
- Magari.
Dominique sospirò - Devo andare ora.
- Ok tranquilla. Non ci sono problemi.
- Prima mi fermi e ora mi dici che posso tranquillamente andare?
- Certo. Puoi farlo per un'unica ragione.
- Sarebbe?
- Dentro di me ci sei sempre stata.
Andò via e io decisi di non prendere l'aereo il giorno dopo. Mi concessi un altro giorno. Quella mattina mi arrivò un messaggio.
Era lei.
- Resta - mi scrisse.
Digitai con calma e convinto - Non me ne sono mai andato.


Quando racconto questa storia a mia figlia, lei risponde sempre che non ci crede perché mamma non è così.
Io vorrei poterle rispondere, ma poi è sempre Dominique a ricordarle che sono le scelte che ci definiscono.

martedì 7 giugno 2022

SMS - Parte 2

Fonte: qui

 



10 anni dopo.
Quel viaggio di lavoro in Germania mi aveva finalmente scosso da un torpore in cui ero caduto da un po' di tempo.
Da quando tre anni prima Dominique aveva deciso di andare via, dividendo così le nostre strade, tutto era diventato meno completo.
Dusseldorf era una città piena di brio. Confidavo in questo.
Avevo prenotato un bel tavolo in un ristorante di sushi posto all'estremità più alta di una torre.
Il cibo e la vista avrebbero fatto da panacea.
Accomodatomi al tavolo, decisi di scollegare il cellulare da internet. Ultimo baluardo, stupido, di una privacy che, in quel periodo, nessuno avrebbe minacciato.
Mi ero totalmente dissociato da tutto, che tutti un po' si erano dissociati da me.
Arrivarono le porzioni richieste tramite un cameriere troppo biondo per avere tratti orientali.
Mangiavo e i miei occhi oscillavano fra la vista e i commensali attorno a me. Era come vedere una partita di tennis.
Tutto finché una sagoma colpì la mia attenzione.
Ed era una attenzione che non avevo donato a nessuno per molto tempo. Né era un'attenzione che nessuno era riuscito a conquistare.
Una ragazza di spalle con una silhouette che sapeva come disorientarti, bloccò il mio sguardo e la mia voglia di mangiare.
A quel punto, pensai che davvero per tutti poteva esserci un nuovo inizio. Anche per me.
L'idea di un nuovo capitolo della mia vita si frantumò nell'esatto momento in cui quella ragazza si voltò. Non era un nuovo capitolo, era un nuovo paragrafo di un capitolo che conoscevo bene.
Dominique si voltò e come se sapesse dove fossi seduto, direzionò lo sguardo verso di me. Fu uno shock per entrambi. Ci sorridemmo a vicenda. Sembrò ad entrambi la cosa più sensata da fare.
Ripresi a mangiare, sapendo che ora non ci sarebbe stato nessun panorama migliore del volto di Dominique.
Avrei voluto sapere cosa stesse provando lei in quei momenti, ma cercai di trattenere la mia sofferenza.
Mangiai con l'ansia che ha la persona innamorata quando sta seduta accanto alla persona che ama e non può amarla.
Lei fu sbrigativa nel bere il suo cocktail. Il locale aveva una zona bar dove la gente poteva semplicemente sorseggiare un drink senza dover per forza pranzare o cenare.
Dominique fece un cenno agli amici. Si stava congedando.
Venne verso di me. Non era un gesto spontaneo. Semplicemente l'uscita era alle mie spalle.
Mi passò di lato ed ebbi l'istinto di bloccarla da un braccio. Lo evitai, no volevo sembrare rozzo.
Mi concessi semplicemente una battuta.
- Raccontami di te.
Lei in quella frase ci vide quello che doveva essere visto: la richiesta di una persona ancora innamorata.
- Perché? - domandò con tenerezza.
La guardai, sorrisi e, ingenuamente, dissi - Perché il tuo nome lo so già.