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martedì 13 agosto 2019

LETTERA DI UN CONTE ALLA DUCHESSA


(Fonte: qui)



Cara Maria Elena,
la visione l'altra sera dei tuoi lunghi capelli neri, che coprono la tua bianca nuca, mi conferma che, per l'ennesima volta, tu ti sia allontanata da me. Non v'è dubbio alcuno che è tempo per me di andare via da qui e da te.
Non posso prometterti di ricordarti, perché è l'affetto il sentimento del passato.
E io t'amo.
E l'amore è un sentimento che si considera al presente e si declina al futuro.
Ti avrei amata male, malissimo.
E così facendo, sarei diventato un uomo migliore e tu una donna più libera.
Ti avrei amata con tutte le mie forze, ma non con tutta la mia forza perché quella è sinonimo di violenza e non di saggezza.
Così dunque ti perdo.
Così dunque ti lascio.
Così dunque t'amo.

sabato 10 agosto 2019

IL MEDESIMO

(fonte: qui)



- Si può sapere che diavolo ti è preso? - sbottò Jennifer da sopra la scala senza passamano, mentre Giancarlo scendeva a passo spedito.
Lei, spostandosi una ciocca di quei bellissimi capelli biondi lisci come la seta che oscuravano la visuale a due occhi blu magnetici, rincalzò domandando - Mi dici che hai? -.
Lui si fermò sull'ultimo gradino della scala. Non si volse nemmeno a guardarla. Un'unica parola: - Niente -.
- Smettila di fare il bambino. Dimmi che cosa hai e facciamola finita con questa idiozia.
- Ti ho risposto: niente. E non perché quel niente sia riferito al mio stato d'animo, che è palese. Ma a quello che ho in mano con te: non ho niente. Non ho costruito nulla. Non c'è alcuna cosa che si sia salvata. Nemmeno le basi di questo castello sono rimaste in piedi contro gli attacchi della tua personalità.
- Sei davvero pesante. 
- Come tutti Jennifer?
- No, di più.
- Almeno in questa cosa mi distinguo.
- Sei monotono e infantile. TI ho già detto come la penso. Ognuno dà all'altro delle cose a modo proprio. Punto. L'amicizia, l'aiuto, la compassione. Sono tutte le medesime cose, ma ognuno le dona a suo modo. E io apprezzo le tue.
- E allora perché bloccarmi qui Jennifer? Che cambia che sia io, lui, l'altro a starti vicino? Che differenza c'è? Siamo tutti la stessa colla, tutti il medesimo collante che può tenere attaccati i tuoi pezzi.
- Sei invidioso.
- No. Sono geloso. Sono geloso dei miei sacrifici, delle mie lotte, del mio tempo. Di tutte queste cose fatte per te, con te e per te. E sì mia cara: sono infantile. Perché come i bambini non scelgo chi amare, né lo decido. Mi abbandono al sorriso, all'aiuto, all'amore incondizionato. Sì Jennifer sono infantile e, con la dignità maestosa di un infante, ti dico che mi sono fatto male e che, a non dare valore a nulla, si finisce per non comprendere i contorni delle cose.
Jennifer si chiuse nel suo silenzio. La sua ragione valutava i pro e i contro di quella situazione.
Giancarlo nella penombra della fioca luce del pianerottolo di quella scala si volse a guardarla. 
- Non posso decidere di smetterti di tenere a te, di amarti, di lottare per te e starti accando nei momenti difficili. Ma posso scegliere di evitare le sfumature. E rendere tutto simile.
- Simile non è uguale - riuscì solo a dire Jennifer.
- Uguale non è comunque me.