(fonte: qui)
La tazza scottava.
Miluna ogni mattina provava quella sensazione quando
la mamma le versava il latte.
- Brucia! – disse la bambina.
- Esagerata! – rispose Serena aggiustandosi una
ciocca di capelli.
La bambina intinse il biscotto nel latte, ci soffiò
sopra e lo portò alla bocca.
- Oggi starai con papà – disse la donna in un tono,
questa volta, indecifrabile anche per lei.
- Sì, sì – fece Miluna, continuando a gustare il suo
biscotto.
Passarono trenta minuti e il citofono suonò. Serena
pigiò il pulsante senza nemmeno curarsi di chi fosse. Infondo, sapeva benissimo
chi fosse. Era lui.
Alcuni minuti dopo, fu il campanello della porta
d’ingresso a vibrare.
- Papà! – esclamò Miluna.
La bimba aprì la porta e si lanciò fra le braccia del
padre.
- Ciao tesoro – disse Luca prendendo Miluna.
- Ciao – salutò Serena da lontano, mentre finiva di
rassettare nel salone.
- Vai a prepararti, così usciamo – ordinò il
papà alla figlia.
Miluna corse verso la sua cameretta per prendere
le ultime cose.
- Come va? – domandò Luca a Serena.
- Bene, tu? -.
- Normale – fece un sospiro, poi continuò – Sai, ieri
ti pensavo -.
- Davvero? E a cosa pensavi? -.
- A te… a cosa sei -.
- La tua ex moglie, sono semplicemente la tua ex
moglie, nonché madre di tua figlia -.
- Dai Serena. Pensavo a te e a quello che sei per me
-.
- E cosa sarei? -.
Lui la guardò un attimo, come se si vergognasse di
quello che aveva in mente, poi si fece coraggio e disse – Tu sei il mio amore
latente -.
Serena lo osservò stranito e, dopo un sorriso che
lasciava trasparire amarezza, rispose – Amore latente. Sembra suggestivo! -.
- E’ quello a cui pensavo e che provo. Sai, tu hai
fatto le tue scelte, basate sulle mie colpe certo. Ma ho capito che tante cose,
anche se lontane, restano attaccate. Restano accese. Come il fuoco sotto la
cenere. Questa vita che viviamo è tutta quella polvere che sta sopra. Ma tutto
ciò che c’è sotto resta acceso. Come quando ti osservo e vedo le smorfie che fai o gli atteggiamenti che assumi. E io ne capisco ogni significato, ogni aspetto, ogni colore. E sento quel piccolo fuoco ardere e capisco che tutto dentro di noi ha un posto. Dobbiamo solo ricordarcelo - sospiro - Ecco perché penso tu sia il mio amore latente.
È quello che ho dentro e so che è acceso e non si spegne. E non vorrei nemmeno
si spegnesse. Ci sono momenti in cui mi scalda. E va bene così -.
Serena lo guardò, sapeva riconoscere quando Luca era
sincero. E in quel momento lo era.
- Amore latente – ripeté lei sottovoce. – Quindi sei
innamorato di me? – domandò sorridendo.
- Per certi versi sì – rispose lui, restituendo il
sorriso.
- Quindi mi ami? -.
Luca scosse la testa ridendo - Sì, ti amo -. Fece per muoversi verso la porta di casa. Si fermò, si voltò di nuovo verso la donna e domandò - E tu? Cosa pensi? -.
Serena rifletté un po’ poi, dopo aver dato uno
sguardo alla figlia che attendeva all'ingresso, disse
semplicemente – Sei il mio amore latente -.
