Ti scrivo anche se il tempo passa ed è passato.
Ma, infondo, come si calcola il tempo giusto e quello sbagliato? Da dove cominci a contare gli attimi che contano e quelli che si perdono? Quante parole taciute devono passare prima di ammettere che sono inutili?
Ciao, ti scrivo.
Come si scrive alle donne con la vita piena e la faccia forte. Con dolcezza. Così l'acqua rompe la roccia, no? Tutte le donne, sotto sotto, sono rocce con un gran desiderio di rompersi per sentire l'acqua che scorre.
Ciao, ti sto scrivendo.
Lo so, lo so. Conosco i tuoi ideali, i tuoi odierni sogni. So già il tuo giudizio su tutto questo. Passiamo tutta la nostra vita a giudicare gli altri, noi, il tempo, tutto. A che serve giudicare, bambina mia?
Ciao, finisco di scrivere.
Finisco come terminano quei film tanto belli che poi ti leghi tanto al personaggio che vorresti un secondo e terzo capitolo. Mi fermo come quelli che corrono e rallentano a metà del tragitto, osservando tutta la strada davanti a sé.
Vuota resterà quella cassetta, silenziosa e senza verbi. Che darei perché la mia testa fosse così.
Ciao.
Ops... ho trovato un foglio.
Tu, invece, hai trovato un futuro.
